E’ finita la fuga, arrestato Salah Abdeslam: Hollande ‘Sarà estradato al più presto’

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Dopo 127 giorni è finita la fuga per Salah Abdeslam uno degli attentatori delle stragi di Parigi, anzi colui che è proprio considerato il regista di tali stragi. L’attentatore è stato arrestato nel pomeriggio di ieri, 17 marzo 2016, presso il quartiere di Molenbeek a Bruxelles grazie all’operazione anti-terrorismo condotta dalle forze speciali belghe.

Il giovane dunque, in tutti questi mesi in cui è stato ampiamente cercato dalle forze dell’ordine, non era assolutamente fuggito in Siria o in altre parti del mondo come invece si era inizialmente ipotizzato, ma al contrario è rimasto proprio a Bruxelles, nella città in cui viveva e da dove aveva proprio pianificato i terribili attentati di Parigi in seguito ai quali centinaia di persone hanno tragicamente perso la vita. Ieri però finalmente, dopo mesi e mesi di ricerche, il giovane attentatore è stato arrestato e ad annunciarlo è stato nello specifico Theo Francken, il segretario di stato belga per l’asilo e le politiche migratorie, il quale attraverso il proprio account Twitter ha nello specifico scritto “We hebben hem” ovvero “Lo abbiamo”.

Il quotidiano belga “La dDerniere Heure” ha riportato nel pomeriggio di ieri che nel corso dell’ operazione delle forze speciali belghe a Molenbeek il fuggitivo Salah Abdeslam sembrerebbe essere rimasto ferito ad una gamba e nonostante, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni rivelate dai media belgi, sembrerebbe essersi barricato all’interno dell’appartamento di Rue des Quatre vents alla fine il fuggitivo è stato nautralizzato ed arrestato dalle forze speciali belghe. L’attentatore di soli 26 anni, la cui fuga è durata per ben quattro mesi, non era da solo ma insieme a lui vi era il complice che è stato arrestato poco dopo.

“L’arresto di Salah Abdeslam è un segnale forte e una sconfitta per l’Isis e per i terroristi che in genere muoiono suicidi”, sono state invece le parole espresse da Georges Fenech, il presidente della Commissione d’indagine degli attacchi del 13 novembre a Parigi. Sulla questione relativa all’arresto dell’attentatore delle stragi di Parigi, ricercato da ben quattro mesi, è intervenuto il presidente francese Francois Hollande nel corso di una conferenza stampa tenuta nello specifico a Bruxelles insieme al Primo ministro belga Charles Michel e nel corso della quale, Hollande ha nello specifico affermato: “Salah Abdeslam è stato arrestato e formalmente identificato insieme a due complici. Le autorità francesi inoltreranno immediatamente al Belgio una richiesta di estradizione di Salah Abdeslam e sicuramente la otterranno.”

Il Presidente francese ha poi proseguito affermando che l’arresto di Salah Abdeslam è un fatto molto importante che era atteso da milioni di persone ma soprattutto dalle famiglie delle vittime delle stragi di Parigi ma che non va considerato come una conclusione definitiva perchè a questo se ne aggiungeranno altri. Hollande ha poi concluso affermando “sappiamo che la rete jihadista è molto vasta in Belgio e in Francia e anche in altri Paesi e dobbiamo cooperare a livello europeo e arrivare fino alla Siria da dove sono stati originati gli attentati del 13 novembre”.

«We hebben hem», lo abbiamo. Così ieri pomeriggio, tramite il suo account Twitter, il segretario di Stato belga per l’asilo e le politiche migratorie, Theo Francken, ha confermato l’arresto del principale ricercato dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre scorso, Salah Abde slam, il terrorista belga di origini marocchine che da dicembre era completamente sparito dai radar delle autorità.
Dopo una fuga durata tre giorni – fuga iniziata martedì scorso, quando le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in un appartamento situato nel quartiere di Forest, a Bruxelles – colui che è considerato come una delle menti delle stragi di Parigi, è stato arrestato, dopo essere stato ferito a una gamba, nel corso di un’operazione della polizia belga nel quartiere brussellese di Molenbeek, epicentro della jihadosfera europea. Nel primo pomeriggio di ieri, la procura federale belga ha indicato che le impronte di Salah Ab – deslam erano state ritrovate nell’appartamento perquisito martedì scorso, a Forest, «su un bicchiere», secondo quanto riportato dalla rete francese Bfm.Tv. L’appartamento considerato a torto dai servizi segreti belgi come «freddo» e «disabitato», era in realtà un avamposto di islamisti ed era stato affittato da Mohammed Bakkali, uno dei complici dei commando kamikaze di Parigi e Saint-Denis, secondo quanto scrive Le Figaro.

La scoperta delle impronte ha spinto le forze di polizia ad accelerare le operazioni, e nel pomeriggio di ieri, in un appartamento situato a rue Qua- tre Vents, nell’arrondisse- ment di Molenbeek, Abde- slam è stato localizzato assieme ad un altro uomo. Dopo aver blindato l’intero quartiere, la polizia ha lanciato l’assalto, e in seguito a uno scontro a fuoco durato qualche ora, l’islamista più ricercato d’Europa e il suo complice sono stati arrestati. In serata, altre tre operazioni condotte dalle forze dell’ordine hanno fatto salire il numero degli arrestati a un totale di cinque persone.
«Un totale di cinque persone (tra cui Salah Abdeslam, ndr) sono state arrestate», ha dichiarato il portavoce della procura federale belga, Thierry Werts.

«Il mio pensiero va alle vittime degli attentati del 13 novembre a Parigi e a Saint- Denis – ha sottolineato il presidente francese Francois Hollande -, perché Salah Abde- slam è direttamente legato alla preparazione e all’organizzazione di questi attentati. Penso alle famiglie che aspettavano questo arresto». In seguito, il capo di Stato francese ha detto chiaramente che questo arresto è solo l’inizio, perché la rete del terrore islamista sull’asse Parigi-Bruxelles è vasta e capillare. «Ci sono stati degli arresti e dovrebbero essercene ancora, perché sappiamo che la rete è molo larga, in Francia, in Belgio e in altri paesi europei.

Fino a quando non avremo arrestato tutti coloro che hanno potuto partecipare, contribuire, finanziare e intrattenere rapporti con i terroristi che hanno perpetrato gli abominevoli attentati di Parigi, la nostra battaglia non sarà terminata», ha spiegato Hollande. Il primo ministro belga, Charles Michel, ha precisato poco dopo i contorni di questo venerdì incandescente, confermando che c’è stata «una resistenza armata» (secondo alcuni testimoni e giornalisti sarebbero state lanciate anche delle granate) durante le operazioni della polizia, che due personne, tra cui Abdeslam, sono rimaste ferite, mentre la terza è indenne. «Le operazioni continueranno questa sera – ha dichiarato ieri Michel -per permettere di analizzare il sito dove è avvenuta la perquisizione. Tre persone sono nelle mani della giustizia belga e sembra che nell’edificio non ci siano altre persone da scovare».

Ma veniamo alle questioni giudiziarie. Salah Abdeslam, assistito da un avvocato (il nome confermato ieri sera da Le Monde è quello di Sven Mary, legale belga, che sarebbe stato contattato dall’entourage di Abdeslam), verrà ora portato dinanzi a un giudice belga, dopo le cure mediche necessarie e uno stato di fermo che in Belgio è di ventiquattro ore. Ma viste le pesanti accuse che gravano su di lui – associazione a delinquere con finalità terroristiche, complicità in assassinio, distruzioni tramite esplosivi, detenzioni di armi e materiale esplosivo – dovrebbe essere estradato rapidamente verso la Francia.

Alle autorità francesi basterà emettere un mandato di cattura europeo, che dal 2002 consente l’estradizione tra paesi membri dell’Unione. Dopodiché, sarà consegnato ai giudici del polo antiterrorismo di Parigi.

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