Giulio Regeni torturato per giorni, oggi la salma torna in Italia: mistero su 2 arresti

Si continua ad indagare sulla morte del giovane Giulio Regeni, lo studente friulano ritrovato morto all’interno di un pozzo al Cairo. La polizia nella giornata di ieri ha arrestato due persone sospettate di aver avuto un ruolo determinante nell’uccisione del giovane studente; la notizia dell’arresto è arrivata per mano di alcune fonti di sicurezza egiziana, ma non sono stati chiariti se i due arrestati sono egiziani o stranieri. «Le agenzie di sicurezza hanno raccolto indizi importanti sul caso, i quali dimostrano che si è trattato di un atto criminale non collegato al terrorismo. I dettagli su questi indizi saranno resi noti entro alcune ore», hanno dichiarato le fonti. Al momento non è ancora chiaro se lo studente Giulio Regeni sia stato vittima di sequestratori criminali o di apparati dello stato egiziano. Alcuni fonti della sicurezza de Il Cairo hanno escluso che l’omicidio Regeni abbia riferimenti terroristici o politici, ma si tratterebbe soltanto di un atto criminale.

Nella giornata di ieri al Cairo intanto è giunto un team di investigatori italiani che seguiranno le autorità egiziane nel corso delle indagini sulla morte di Regeni; in realtà gli uomini dello Sco della Polizia del ros dei carabinieri e dell’Interpol hanno avuto stretti contatti con i funzionari e diplomatici italiani per cercare di avere un quadro della situazione più chiara e soprattutto più aggiornata. Gli investigatori una volta giunti al Cairo chiederanno di poter vedere il corpo del giovane studente e di poter anche accedere ai primi risultati dell’autopsia. Nella giornata di giovedì l’ambasciatore Helmy il Presidente Abdel Fattah Al Sisi ha telefonato al premier Matteo Renzi, dichiarando: “ha scioccato i nostri popoli. Da parte mia, rinnovo le condoglianze del governo egiziano alle istituzioni e al popolo italiano e ai familiari del giovane”La salma del giovane studente friulano arriverà alle ore 13 di oggi all’aeroporto di Fiumicino, proveniente dal Cairo e una volta giunto in Italia verrà trasferito all’istituto di medicina legale.

Il magistrato intanto ha avviato una rogatoria internazionale per ottenere la trasmissione degli atti da parte dell’autorità egiziana che dovrebbe avere sotto forma di cortesia internazionale non essendoci trattati di assistenza giudiziaria tra i due Paesi.  «Abbiamo un solo obiettivo: la verità. Spero che l’alleanza con l’Egitto, i nostri consolidati buoni rapporti, siano il fluidificante verso la verità. Noi lavoriamo solo per questo», ha dichiarato il Ministro dell’Interno Angelino Alfano. La famiglia è totalmente distrutta dal dolore e proprio nella giornata di ieri la mamma ad un messaggio di condoglianze giunto dall’amico della Bassa Friuliana ha risposto solo con due semplici parole: “Ti dico grazie, con il cuore spezzato”. La morte del giovane Giulio è stata anche commentata dal capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, ovvero Diego Moretti, il quale ha dichiarato:«La morte di Giulio Regeni ci lascia sconvolti, siamo vicini alla famiglia e ai suoi cari. Resta ora l’auspicio che su questa tragica vicenda si faccia la dovuta chiarezza».

Arriva la svolta nelle indagini sull’omicidio di Giulio Regeni. Proprio in coincidenza con l’arrivo al Cairo di una squadra di sette investigatori italiani, la polizia egiziana ha arrestato due persone sospettate di aver avuto un ruolo nell’uccisione dello studente 28enne, trovato morto il 3 febbraio in un fosso su una strada che collega la capitale egiziana e Alessandria. La salma del giovane, originario di Fiumicello,in provincia di Udine, arriverà oggi all’ aeroporto di Fiumicino.

Ieri, è stata celebrata una messa per il defunto all’ospedale italiano Umberto I, nella capitale egiziana, dove le spoglie del ragazzo erano state trasportate.Ad accoglierla, sarà il ministro della Giustizia Andrea Orlando che incontrerà anche i familiari del ricercatore, di ritorno dal  Cairo. Il corpo di Regeni sarà quindi trasferito presso l’istituto di Medicina legale dell’Università La Sapienza,dove sarà eseguita l’autopsia.La Procura di Roma ha infatti aperto un’inchiesta, di cui è titolare il pm Sergio Colaiocco, per omicidio a carico di ignoti. Gli inquirenti sono già al lavoro per una rogatoria internazionale.

«Le agenzie di sicurezza -citate dal sito internet del quotidiano Masrawy – hanno raccolto importanti indizi sul caso, in base ai quali si è trattato di un gesto criminale e non collegato al terrorismo». Non è stato chiarito se i due arrestati siano egiziani o stranieri, ma «i dettagli su questi indizi saranno resi noti entro alcune ore», hanno aggiunto le fonti. Anzi, non è nemmeno certa la notizia, in quanto, intervistato da Agenzia Nova, il tenente colonnello Mohamed Dawood, dell’ufficio stampa del ministero, ha dichiarato che la notizia della detenzione delle due persone sospettate di essere legate alla morte dello studente italiano «non può essere al momento confermata».

Dopo il gelo diplomatico, seguito all’impedimento alla famiglia Regeni e all’ambasciatore d’Italia di vedere il corpo del ragazzo, l’Italia ha chiesto e ottenuto dalle autorità egiziane la disponibilità a una piena collaborazione nel tentativo di fare piena luce su quanto accaduto. Per far luce sul delitto,è atterrato ieri al Cairo un team di specialisti,composto da sette elementi, fra i quali investigatori del Ros dei Carabinieri,dello Sco della Polizia di Stato e dell’Interpol incaricati di acquisire -incooperazione con la polizia locale – elementi utili alle indagini. Niente a che vedere, comunque con una spy story, fanno sapere con «stupore e costernazione» gli 007 italiani, commentando la notizia su presunti collegamenti tra Giulio Regeni e i servizi segreti italiani.

«Ogni e qualsiasi collegamento di Regeni con l’intelligence italiana è da smentire categoricamente», sottolineano fonti qualificate dell’intelligence.E sono da «rifiutare con determinazione» questo tipo di «inqualificabili falsità e strumentalizzazioni». Di fronte alle accuse di occultare le circostanze dell’assassinio,il governo del generale Al Sisi tenta di fare chiarezza. Si sono intensificati «i contatti di alto livello tra Egitto e Italia per coordinare i lavori finalizzatia rivelare le cause dell’uccisione», si legge in un comunicato di Ahmed Abu Zeid, portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Sameh Shokry.Abu Zeid ricorda inoltre che è atteso l’arrivo della delegazione italiana che parteciperà alle indagini e si «coordinerà con le autorità egiziane».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.