Equitalia, entro sei mesi per liquidare società e cartelle: cambia il nome, restano gli oneri di riscossione

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equitalia-entro-sei-mesi-per-liquidare-societa-e-cartelle-cambia-il-nome-restano-gli-oneri-di-riscossioneSi è parlato nei giorni scorsi della chiusura definitiva di Equitalia e di conseguenza questa misura prevede anche l’entrata in sanatoria di tutte le cartelle sospese emesse dalla società di riscossione. Ma cosa accadrà davvero ad Equitalia? Sostanzialmente, Equitalia sarà accorpata all’Agenzia delle Entrate e riguardo le cartelle dei cittadini che vantano debiti verso il Fisco ci sarà una sanatoria da oltre quattro miliardi. Sull’argomento ha parlato il Premier Matteo Renzi il quale parlando della rottamazione delle cartelle ha ribadito che non c’è nessuno condono nella manovra del governo, e anche con il superamento di Equitalia chi ha preso una multa la deve pagare, non è che non la può pagare.Riguardo i tempi, la tempistica per archiviare Equitalia è stata stimata in sei mesi, i contribuenti coinvolti nel decreto saranno circa 3,1 milioni, le cartelle coinvolte saranno tutte quelle notificate entro il 31 dicembre del 2016; nello specifico il provvedimento interessa le cartelle che i contribuenti già provvedendo a pagare attraverso rateizzazione, per un totale di circa 35 miliardi di euro, e quelle che l’agenzia di riscossione si sta apprestando ad emettere, quindi la cifra si attesta intorno ai 51 miliardi alla fine dello scorso anno, oltre a quelle di quest’anno.

A quelli che dicono che stiamo facendo i condoni e aiutando gli evasori dico che abbiamo fatto il risultato migliore nel fare soldi dalla lotta all’evasione, 14,9 miliardi”, ha dichiarato il Premier Renzi. Lo stesso ha poi aggiunto: “Si è scelto un nome bello, Equitalia, l’Italia equa, giusta, ma poi si è fatto altro. Visco e Tremonti hanno impostato Equitalia in una logica di sanzioni, non di raggiungimento di un obiettivo”.Inevitabile il commento del leader del Movimento cinque stelle, ovvero Beppe Grillo il quale ha dichiarao che la Buona Equitalia non esiste, esprimendo scetticismo sugli annunci del governo a proposito del superamento del sistema di riscossione pubblica affidato ad Equitalia.

“Noi vogliamo abolire Equitalia per spazzare via il sistema di connivenze tra alte dirigenze dell’amministrazione fiscale ed evasori potenti o furbetti amici degli amici che hanno sempre avuto un trattamento diverso (cartelle insabbiate, pratiche di riscossione stranamente interrotte, dilazioni particolarmente lunghe) da quelli dei normali cittadini spremuti come limoni e in alcuni casi portati sul lastrico o al suicidio. Vogliamo abolire l’aggio sulla riscossione, ossia il profitto di una Spa sulle tasse dei cittadini. Questo invece non è scontato nella riforma del governo“, ha aggiunto il comico Beppe Grillo. Con l’occasione il premier ha anche parlato di uno dei temi più attuali, ovvero anche del referendum costituzionale in programma il prossimo 4 dicembre e in particolare del ricorso respinto da parte del Tribunale amministrativo del Lazio sul quesito del referendum costituzionale del 4 dicembre presentato da M5s e Sinistra italiana.

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