Prevenire il diabete? gli esperti consigliano il burro

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Burro, non fa male all'organismo piuttosto previene il diabete e fa bene al cuore

E chi lo ha detto che il burro è un alimento da eliminare dalla nostra alimentazione? Da tempo si dice che il burro sia un alimento poco sano ma sembra che adesso le cose stiano cambiando e per questo viene in parte riabilitato da una nuova anche ricerca della Friedman School of Nutrition scienze and policy della Tufts University, negli Usa pubblicata su Plos One.

Ebbene secondo i ricercatori in questione il consumo del burro è soltanto leggermente associata alla mortalità mentre non ci sarebbe alcun legame con le malattie cardiovascolari ed inoltre è stato osservato che questo alimento agisce come protezione nei confronti del diabete. È pur vero comunque che il burro sia un alimento che tutto grasso che va dunque ad alterare alcuni parametri importanti, come ad esempio il colesterolo alimentare, le patologie cardiovascolari ,contribuire a mettere su grasso nel corpo ma sembra che oltre ad avere queste effetti negativi il burro nasconda delle proprietà benefiche. I ricercatori nello specifico hanno effettuato lo studio su larghissima scala e sono stati analizzati anche il nuovo e precedenti studi che hanno coinvolto più di 635000 persone; richiesta nello specifico ai partecipanti di consumare una quantità di burro pari a 14 g alimento che avrebbe dovuto essere stato abbinato a pane biscotti e marmellate.

Ebbene sembra che durante il periodo di nel quale partecipanti sono stati attentamente dunque seguiti dai ricercatori, si sono verificati ben 28271 decessi ed ancora 9783 casi di malattie cardiovascolari eventi dire 1954 casi di diabete. Ma i ricercatori non sono riusciti a trovare una correlazione tra i decessi l’alimento in questione ovvero il burro, piuttosto si è sottolineato come questo alimento abbia avuto un effetto protettivo contro il diabete. “Sebbene chi mangia burro abbia uno stile di vita e un’alimentazione peggiore, questo alimento sembra essere complessivamente neutrale ciò suggerisce che può essere una ‘via di mezzo’ tra scelte più salutari come l’olio extravergine di oliva e peggiori come ad esempio lo zucchero e l’amido, contenuti nel pane bianco e nelle patate”, ha spiegato l’autrice della ricerca, Laura Pimpin. La ricerca però afferma che il burro non fa male, ovviamente se utilizzato nelle giuste quantità. Più grasso dell’olio extravergine di oliva, ma sicuramente meno nocivo di tanti altri alimenti ricchi di zucchero, amido e grassi.

Il burro non è per un alimento bandito da tutti tanto che una giornalista statunitense Nina teicholz inserito questo limite nella dieta mediterranea sostenendo che non solo non faccia male ma combatte diverse patologie. Non sembra essere la sola a pensarla in questo modo,  visto che ad esaltare il burro e le sue virtù ci siano anche altri medici nutrizionisti come ad esempio di italiano Pierluigi Rossi specialista in scienze dell’alimentazione e genomica nutrizionale il quale ha definito il burro con un’emozione di grassi vitamine liposolubili DAK minerali e acqua ottenuta dal latte bovino.” Porta nel suo nome la sua origine mediterranea… E’ un alimento caratterizzato da una presenza complessa e varia di acidi grassi: a catena corta, monoinsaturi, saturi, e polinsaturi. In particolare, l’acido butirrico, con meno di 12 atomi di carbonio, svolge una funzione protettiva sull’intestino“, ha aggiunto Pierluigi rossi.

Il Burro

Il burro è la parte grassa del latte, separata dal siero e condensata. Il risultato del procedimento è un’emulsione, principalmente di acqua, in cui risultano disciolti zuccheri e proteine, nei grassi, nella cui fase fluida cristallizzano in parte.Si tratta di un fluido con punto di rammollimento prossimo alla temperatura ambiente, di aspetto solido e consistenza morbida con un colore variabile da bianco latte fino a giallo deciso, ricavato dalla parte lipidica del latte di diversi animali per inversione della panna ed eventuale fermentazione, nella tradizione europea continentale, o salatura, nei paesi anglosassoni. Viene usato come condimento e in cucina, analogamente agli oli vegetali e allo strutto. A parte l’uso alimentare, ha trovato uso come ingrediente in cosmetici, medicinali e lubrificanti.

Migliorare l’alimentazione generale

Secondo la principale responsabile dello studio, sebbene mangiare il burro abbia tanti aspetti negativi, sicuramente non ha un incidenza sulla mortalità e soprattutto sull’insorgere di patologie gravi, tuttavia è sempre buona cosa mangiare in modo sano e regolare, senza abusare di un prodotto solo perchè considerato “neutrale” o privi di rischio. Vanno comunque effettuati ulteriori studi per certificare con estrema certezza che il burro non produca effetti estremamente dannosi.

La scienza contemporanea, dunque, riabilita il burro, Non è la prima volta, in verità, che un team di studiosi rivaluta tale alimento, per anni considerato un vero killer tra gli alimenti. Non è così. Il burro è stato spesso accusato di essere il principale responsabile delle malattie cardiovascolari, del diabete e dell’obesità senza alcuna prova. In realtà non sussiste nulla che provi che i grassi saturi favoriscono una o più patologie. Una giornalista statunitense, Nina Teicholz, ha perfino inserito il burro nella dieta mediterranea. Per lei il burro non fa male, anzi combatte diverse patologie. Ad esaltare il burro e le sue virtù anche molti medici e nutrizionisti, come l’italiano Pierluigi Rossi, specialista in Scienza dell’alimentazione e Genomica nutrizionale:

“Il burro è una emulsione di grassi, vitamine liposolubili D, A, E, K, minerali e acqua ottenuto dal latte bovino. Porta nel suo nome la sua origine mediterranea… E’ un alimento caratterizzato da una presenza complessa e varia di acidi grassi: a catena corta, monoinsaturi, saturi, e polinsaturi. In particolare, l’acido butirrico, con meno di 12 atomi di carbonio, svolge una funzione protettiva sull’intestino.

Bella rivincita, dunque, del burro e di molti altri latticini, bistrattati per anni e considerati dei mali della tavola. Che il burro sia un toccasana contro il diabete l’avevano capito anche alcuni studiosi americani, dopo una ricerca sui delfini del National Marine Mammal Foundation: ci sarebbe infatti un grasso saturo, denominato acido eptadecanoico, che favorisce l’inversione del prediabete degli uomini.

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