Europei tuffi, Tania Cagnotto conquista altre due medaglie oro ed argento e sale a quota 27

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Grande trionfo per Tania Cagnotto che finalmente ha portato a casa altre due medaglia agli Europei in una serata davvero speciale per il nostro paese a Londra, nel corso della quale anche Elena Betocchi ha conquistato uno studpendo argento nel trampolino da un metro dietro la bolzanina.Ebbene si Tania Cagnotto che non gareggiava dal trampolino basso dalla finale di Kazan, quella del primo oro mondiale conquista il settimo titolo continentale chiudendo con 284.15 punti davanti ad una sorprendente Elena Bertocchi, che conquista l’argento. Per Tania si tratta della 19ma medaglia europea in carriera; sono numeri da leggenda, piuttosto importanti che potrà crescere ancora ai Giochi di Rio, dove la campionessa tenterà di vincere la grande medaglia che le manca, per poi convolare a nozze il prossimo mese di settrembre. La campionessa ha dichiarato che dopo i Giochi di Rio potrebbe anche ritirarsi, ma ovviamente non ha certezza.

 «Giornata indimenticabile. Lei è una professionista, ha una grande etica del lavoro e si merita tutto questo», ha dichiarato Giorgio Cagnotto, il quale ha anche sostenuto che Tania era un pò stanca ed ha mollato qualcosa nel sincro, ma Maicol Verzotto è stato bravo a sposare le figure della compagna, trascinandola ad un argento che trasmette entusiasmo. Le medaglie di Elena Bertocchi e di Giovanni Tocci danno speranza per la ciclicità del movimento.”Tania dà sempre il massimo sia in allenamento sia in gara e alla sua età, con la capicità di concentrazione che la contraddistingue, può fare ancora la differenza. Le olimpiadi si avvicinano e questo è un buon viatico. A Londra qualsiasi passaggio dal centro commerciale, alle vaschette evocano ricordi non bellissimi”, ha dichiarato ancora Giorgio Cagnotto.

Tania Cagnotto è risalita sul trampolino da 3 metri per la gara mista insieme a Maicol Verzotto, con il quale ha conquistato il bronzo mondiale. Per Elena Bertocchi, 22enne milanese di Esercito e Canottieri Milano, 3 ori consecutivi agli europei juniores ad Helsinki 2010, Belgrado 2011 e Graz 2012, di cui due da un metro, e quarta agli Europei di Rostock 2015, l’argento è il primo podio pesante della sua giovane carriera. La stessa Elena ha aggiunto: «Ero un po’ tesa e prima della gara ho avuto un calo di zuccheri ma ho saputo reagire. È vero, ho fatto tanti quarti posti ma in gara non chi ho pensato. Contava solo tuffarsi bene. Puntava al bronzo, è andata anche meglio».Tania batte ancora la russa Barzhina che si tuffava con Shleikher ed ha totalizzato 305.28 punti. Per Tania è la ventisettesima medaglia in carriera agli Europei; e ne mancano 2 ovvero sabato nel sincro da 3 metri e domenica nel sincro rosa con Francesca Dallapè. Tania Cagnotto aggiorna dunque lo score internazionale di 37 medaglie ed europeo arrivando a 27 medaglie: 18 d’oro, 5 d’argento e 4 di bronzo.

Una vittoria a Londra con un tuffo nel passato e con vista su Rio de Janeiro. Tania Cagnotto è finalmente regina dopo quattro anni dalle Olimpiadi, con una rimonta incredibile. Mai nessuno come lei: 27ª medaglia. Nella piscina dove ha patito la più grande delusione della sua vita sportiva,la tuffatrice bolzanina conquista il titolo europeo individuale del trampolino da 1 metro per la quarta volta consecutiva. A completare la grande serata azzurra ci ha pensato una straordinaria Elena Bertocchi che si piazza al secondo posto e conquista la medaglia d’argento per la doppietta italiana. Ma non basta.

Nel sincro misto, in coppia con Maicol Verzotto, Tania si piazza 2ª alle spalle solo della Gran Bretagna. La Cagnotto dunque cestina le Olimpiadi 2012 quando perse il podio per soli 20 centesimi di punto. E pensare che – come lei stessa ha confidato – se avesse ottenuto quel bronzo si sarebbe ritirata dall’attività agonistica. Ad oggi ci saremmo persi sette ori e due argenti continentali, la prima donna italiana a vincere un Mondiale di tuffi (lo scorso anno a Kazan) e le altre medaglie (due argenti e due bronzi) delle rassegne iridate, ma soprattutto la possibilità di tifare per lei a Rio de Janeiro alle prossime Olimpiadi brasiliane, quando avrà finalmente l’occasione di cancellare una volta per tutte quei 20 centesimi di punto e scrivere un finale leggendario per una storia di sport fin qui magnifica.Ma non è finita.

Tania andrà di nuovo in scena sul trampolino londinese con il sogno di altri titoli. Non solo tuffi per la gioia azzurra. Per Linda Cerruti e Costanza Ferro l’Europeo di Londra è pieno di Sweet dreams» (come il brano degli Eurythmics sul quale si sono esibite). Dopo il bronzo nel tecnico,conquistano una medaglia (anche questa di bronzo) nel duo libero di nuoto sincronizzato.E sempre a proposito di sogni, sulle note di «Dream On» degli Aerosmith Giorgio Minisinie Mariangela Perrupato si prendono la medaglia d’argento europea nel duo misto. Dunque,sembra che il minimo comune denominatore di questo Europeo sia il sogno. E allora se questo è l’inizio, speriamo di non svegliarci.

Tania è una stella d’oro e nella notte di Londra lascia una scia d’argento: sua è la vittoria nel trampolino da un metro (seconda la giovane amica Elena Bertocchi, una doppietta insolita e straordinaria, la quarta della storia azzurro-europa dei tuffi), suo, in coppia con Maicol Verzotto, l’argento del tuffo misto, uomo e donna in contemporanea e in sincronia da 3 metri, dove il duetto azzurro è preceduto solo dal formidabile di casa, Tom Daley, insieme con una giovanissima di nome Grace Reid.

L’incubo non era il numero 17, che tanti erano fino a questo diciottesimo gli ori continentali di Tania: l’incubo era Londra e quella maledetta Olimpiade del 2012: «Ci ho pensato, diceva poi Tania, specie dopo l’errore». L’errore al secondo tuffo sballottava la Cagnotto dal primo al sesto posto. «E’ così, mi succede: nelle gare che sembrano più semplici faccio il macello. E poi non mi piace la pressione del dover vincere per forza». Doveva, essendo campionessa del mondo nel tuffo più corto. Si riprendeva, sennò che Tania sarebbe? Risaliva, quarta, seconda, prima. «Tanto sapevamo che pure le altre potevano regalarci qualcosa» commentava papà Giorgio che, da tuffatore, non pensava di poter avere una figlia così e «non sapevo manco se avrei avuto figli».

Dunque Tania ed Elena d’oro e d’argento, con uno score rispettivamente di 284,15 e 281,30 punti; due tricolori (finti, in playback) che salgono insieme sul pennone del trionfo, due voci italiane che sussurrano l’Inno di Mameli, poche lacrimucce in giro ma orgoglio tanto: siamo un popolo di tuffatori, ed a premiare la figlia di Giorgio è il di lui rivale Klaus Dibiasi. Insieme fecero due delle tre doppiette italiche. La doppia coppia era appena stata realizzata: l’argento di Maicol e Tania. Per Tom e la compagna 321,06 punti, per il duetto in rima, Cagnotto-Verzotto, 308.70. Lei era cotta, parola di papà Giorgio, lui s’era macinato nell’attesa della tarda sera. Lui la cercava, lei gli era già a fianco dopo l’oro vinto. Ehi, cambiati il costume, suggeriva Maicol. Poi a tuffarsi per un altro risultato di grande valore.

Un popolo di tuffatori ma non solo: anche un popolo di sincronizzati.Ancora ieri all’Aquatics Centre erano disponibili due finali e per l’Italia sono venute due medaglie. D’argento per il duo misto, quello di Giorgio Minisini e Mariangela Perrupato battuti dal soldato innamorato russo Maltsev (innamorato pare con successo della compagna di team); diceva Giorgio che la sua vera medaglia però, aveva nome Gabriele. E’ un bambino bolognese di meno di 10 anni che è voluto venire fino a Londra per tifare Minisini, il suo Leicester personale a giudicare dalle tante maglie blù che ancora vestono gli italiani da tribuna; è un appassionato di synchro il piccolo Gabriele e lo pratica insieme con la figlia di Giovanna Burlando, la prima synchrostar italiana. Minisini è particolarmente fiero del suo essere precursore: lui seguì l’ispirazione del sirenetto Bill May, ed ora gli piace l’idea di far proseliti anche aspettandosi che presto il misto divenga olimpico. Magari a Roma 2024. Ancora synchromedaglie: veniva il bronzo del duo delle compagne di Giochi Linda Cerruti e Costanza Ferro che a Rio coroneranno, essendosi qualificate, un legame sportivo che dura da quando sgambettavano appena, età intorno ai sei anni. Hanno dribblato i venti senza mai litigare.

Immensa Tania, ma dietro non c’è il nulla. L’infinita epopea dei Cagnotto, con Giorgio prima atleta e poi ct e sua figlia diventata regina, non si fermerà a Rio, la quinta e ultima Olimpiade dell’affascinante ed elegante bolzanina. Lo dice il London Aquatics Center, nella serata che vendica i “legni” d’Italia e ci regala un futuro già intravisto lunedì col bronzo del 21enne cosentino Giovanni Tocci nel metro maschile. Nella gara femminile (e nella stessa piscina) Tania vendica i due quarti posti olimpici 2012 ed Elena Bertocchi quello di un anno fa a Rostock, nello scorso Europeo. E dopo manco un’ora la Cagnotto conquista l’argento nel sincro misto con Maicol Verzotto.
Oro e argento (e argento), Grand’Italia. E’ doppietta, la quarta a livello europeo dopo quelle firmate dai “gemelli” Klaus Dibiasi-Giorgio Cagnotto (oro-argento dal trampolino a parti invertite a Barcellona 1970 e Vienna 1974) e quella già segnata da Tania Cagnotto a Torino 2009, sempre da 1 metro, con Maria Marconi d’argento, come ora questa 21enne milanese che ha iniziato a tuffarsi a 5 anni «perché ero l’unica nella piscina della Canottieri che centrava il salvagente» diventata “grande” dopo una buona carriera giovanile (3 ori, 2 argenti e 1 bronzo continentali da junior). «Ero venuta qui sognando il bronzo, vado a casa con di più – afferma la Bertocchi -. E’ un inizio di carriera. Guardo al futuro, spero di saltare così anche dai 3 metri». Destinazione Tokyo 2020.

Non ci arriverà Tania, che domenica, quando finirà i suoi Europei tour de force (oggi e domani due giorni di riposo, sabato i 3 metri, poi il sincro con la Dallapé) compirà 31 anni. Intanto ha appesantito e impreziosito il suo incredibile forziere con la 27ª medaglia continentale, la 18ª d’oro (11ª individuale) di un’abbuffata iniziata a Madrid 2004 col trionfo dalla piattaforma. Il suo è il 7° oro nelle ultime 8 edizione europee (con l’argento di Eindhoven 2012 a “rovinare” la perfezione) da 1 metro, il trampolino “rock”, quello della potenza.

L’ha pescato dentro di sé con classe ed esperienza, senza allenamento dalla specialità (in inverno ha lavorato solo dai 3 metri per la qualificazione olimpica del sincro: centrata). Eliminatorie che vanno via lisce, come il primo salto di finale (in testa a pari punti con la russa Bazhina), poi però il momento delicato: la Cagnotto sbaglia l’uno e mezzo avanti, abbondante. Il podio che s’allontana: quinta. Ma al terzo tuffo è quarta e al quinto già di nuovo in testa, dove rimane. Seguita dalla Bertocchi.
Manco il tempo di festeggiare che Tania si cambia costume e va dal lato opposto della piscina sui trampolini da 3 metri per la finale del sincro misto con Verzotto, l’inedita coppia dell’inedita gara già bronzo un anno fa ai Mondiali di Kazan. Dopo 35 minuti (di riscaldamento e presentazione) salta ancora. E lo fa lottando per l’oro con gli inglese Daley e Reid (anche lei ha doppiato finale), cedendo negli ultimi due tuffi per stanchezza ma conquistando comunque un argento brillantissimo. Una giornata d’altri tempi., come faceva Giacomo Agostini negli Anni 70 salendo sul podio di 350 e 500 nei GP delle moto. Potenza, eleganza e coordinazione, sincronismo. Tutto. Cagnottissima.

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