Exomars, giunti all’atto finale: comincia la discesa verso Marte

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Sono passati sette mesi ma finalmente la missione ExoMars sembra essere arrivata alle battute finali.E’ entrata finalmente nel vivo la missione Exomars, guidata dall’Italia e si prepara ad atterrare su Marte con il lander Schiapparelli, che si è sganciato dalla sonda madre Tgo-Trace gas orbiter alle 17.15 del 16 ottobre 2016 e adesso viaggia verso Marte dove dovrebbe atterrare intorno alle ore 18.30 di domani, una data che viene definita storica dagli esperti visto che si tratta della prima volta che un veicolo spaziale europeo toccherà il suolo marziano. A darne notizia del ristabilimento dei contatti è stata la stessa Esa Schiaparelli. Schiaparelli, per chi non lo sapesse fu senatore del Regno d’Italia, membro dell’Academia dei Lincei, dell’Accademia delle scienze di Torino e del Regio Istituto Lombardo, nonchè il primo astronomo che vide i dettagli della superficie del Pianeta rosso che da quel momento scatenò la fantasia di tanti dando vita a tutto il filone fantascientifico su Marziani e vita extraterrestre.La separazione del lander dall’orbiter dopo un viaggio durato sette mesi è avvenuta a circa un milione di chilometri da Marte; il Tgo ha rilasciato Schiaparelli con una leggera rotazione in modo da fargli mantenere la traiettoria nell’orbita marziana e poi si è allontanato.

Si è trattato di una manovra meccanica, programmata sul computer di bordo e lo stesso è atteso per la discesa di domani che avverrà in maniera automatica. Da Mercoledì 19 ottobre poi, il lander Schiapparelli comincerà la sua discesa, raggiungendo velocità di 21.000 km/h e toccando temperature elevatissime, che metteranno a dura prova gli scudi termici a protezione della delicata tecnologia di bordo.Una volta raggiunti gli 11 km dal suolo, si aprirà il paracadute Made in Italy per portare a velocità il veicolo 1.200 metri d’altezza. Tornando al lander, quando questo toccherà il suolo manderà l’atteso segnale alla Stazione Esa sulla Terra e comincerà così la sua missione primaria, ovvero studiare e scagliare il pianeta rosso nell’atteso dell’invio di un nuovo rover europeo previsto per il 2020.

“Non possiamo rammaricarci di nulla, abbiamo fatto tutto quello che doveva essere fatto”, afferma Flamini. “In tutto saranno circa un migliaio le persone coinvolte nelle missione“, ha aggiunto ancora Flamini. Sulla Missione è anche intervenuto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi il quale ha dichiarato che l’Italia sta guidando l’Europa su Marte.”Si tratta di una affermazione vera”, spiega Enrico Flamini coordinatore scientifico dell’Asi. “Il nostro Paese è stato quello che ha avuto per primo, circa 15 anni fa, la visione di immaginare una missione su Marte, e, nel corso del tempo ha saputo costruire, passo dopo passo all’interno dell’Agenzia spaziale Europea, il consenso necessario a realizzarla. Ora ci aspetta la prova più decisiva, quell’atterraggio su Marte. Sappiamo che è una prova difficile, ma siamo confidenti della qualità del nostro lavoro. Non possiamo rammaricarci di nulla, abbiamo fatto tutto quello che doveva essere fatto”, afferma Flamini.

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