Ezio Sancovich, rappresentante Moncler trovato morto nella sua auto: arrestato il suo assassino

E’ stato trovato privo di vita all’interno della sua automobile intorno alle ore 21,30 di lunedì 1° febbraio 2016. Stiamo nello specifico parlando di Ezio Sancovich, ex capo area modelli della Moncler e ora rappresentante della nota ditta di abbigliamento, freddato sulla sua automobile a Piombino Dese, comune italiano di circa 9,166 abitanti della provincia di Padova, in Veneto. Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che a lanciare l’allarme sia stata la moglie dell’uomo, Carla Saccomandi, la quale preoccupata dall’improvvisa scomparsa del marito ha deciso di rivolgersi alle autorità competenti e proprio poco dopo il rappresentante della Moncler è stato ritrovato in una zona isolata del comune italiano sopra citato, privo di vita e ucciso nello specifico da tre colpi di postola esplosi da una vicinanza di circa 30 centimetri. Secondo una prima ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, la vittima conosceva bene il suo assassino in quanto non sono state rinvenute tracce di frenate e neppure di colluttazione all’interno dell’automobile e, sempre secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che Sancovich avesse ancora la cintura di sicurezza messa quando è stato ritrovato dalle forze dell’ordine.

Proprio quest’ultimi si sono immediatamente messi alla ricerca del suo assassino ed ecco che, poche ore dopo, i carabinieri hanno sottoposto a fermo Renato Rossi un uomo di 68 anni di Martellago, comune italiano di circa 21,494 abitanti della città metropolitana di Venezia in Veneto. Quest’ultimo si sarebbe incontrato con la vittima intorno alle 20,00 per saldare un conto, un debito. Purtroppo con se non aveva i soldi ma un’arma con la quale l’uomo avrebbe deciso di saldare il debito a modo suo sparando tre colpi di pistola contro Sancovich fino ad ucciderlo. Il killer avrebbe confessato l’omicidio dopo alcune ore di interrogatorio, in seguito è stato dunque arrestato con l’accusa di omicidio volontario e successivamente è stato trasferito, per essere più precisi, nel carcere di Padova ed è assistito dall’avvocato Paolo Zorzi.

Ezio Sancovich ha lasciato la moglie e due figlie e sulla sua tragica morte si sono espressi alcuni vicini di casa i quali hanno nello specifico affermato “Abbiamo saputo della tragedia, siamo sconvolti” sostenendo a nome della moglie della vittima, Carla Saccomandi, “Ezio era una persona normale, tutto lavoro e famiglia, con l’hobby della bicicletta. Un tranquillo padre di famiglia”. Un altro ancora ha raccontato di avere incontrato proprio la moglie della vittima affermando “è sconvolta, non sa trovare una spiegazione per quello che è successo. Dice che non avevano mai ricevuto minacce. Una vita tranquilla“.

 Prima di arrivare alla svolta delle indagini il caso si era presentato alle forse dell’ordine piuttosto complesso e proprio all’inizio gli inquirenti non avevano escluso nessuna pista. All’interno delle tasche dell’uomo erano stati ritrovati sia il portafogli che i soldi per cui era stata esclusa la possibilità che potesse trattarsi di una rapina mentre invece sembrava risultare possibile che l’uomo conoscesse in realtà il suo assassino per i motivi sopra elencati e alla fine si è dimostrata essere più veritiera proprio quest’ultima ipotesi.

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