Fabrizio Corona torna in carcere con la sua manager, nascondeva oltre un milione in nero in Austria: si indaga sulla provenienza dei soldi

fabrizio-corona-torna-in-carcere-accusato-di-intestazione-fittizia-di-beni-dopo-sequestro-17-mln-di-euro-arrestata-anche-la-sua-managerUn milione e 760 mila euro in contanti, avvolti con cura nella plastica e murati nel controsoffitto del soggiorno di Laura Persi, più un conto corrente presso una banca austriaca sul quale, secondo i calcoli del gip, sarebbe stata depositata una cifra «tra un milione e un milione e mezzo di euro». E’ il tesoro occulto di Fabrizio Corona, guadagni in nero accumulati dal 18 giugno 2015 quando il Tribunale di Sorveglianza ha concesso al fotografo dei vip l’affidamento ai servizi sociali. E per quei soldi ora Corona è di nuovo in una cella di San Vittore, con l’accusa di intestazione fittizia di beni. «Rischio di reiterazione del resto e di inquinamento probatorio», scrive il gip nelle 22 pagine di ordinanza. «Sono stanco, non ce la faccio più», ha detto Corona con le manette ai polsi.

A incastrare il paparazzo e la sua collaboratrice Laura Persi, in carcere con il medesimo capo d’accusa, sono state le testimonianze dei collaboratori, che avrebbero subito le pressioni di Corona per restare il silenzio. Ai pm Ilda Boccassini e Paolo Storari hanno raccontato delle «buste bianche» gonfie di contanti. Una parte dei soldi è stata scovata e sequestrata venerdì scorso nel nascondiglio a casa della sua fidata socia, titolare formale della Atena srl, altri contanti sarebbero stati portati «con un borsone» in una banca a Innsbruck sempre dalla Persi. A Corona i pm contestano la «professionalità nel reato», ritenendo in base all’articolo 105 che «egli viva abitualmente, anche in parte soltanto, dei proventi» dell’attività criminosa. E vogliono capire se quei «tre milioni di euro accumulati in neanche un anno di tempo» siano tutti il frutto di compensi per le serate nei locali o «se quelle somme derivassero da altri canali». In ogni caso, scrive il gip, «l’impressionante numero di precedenti penali di Corona dal 2003 a oggi (estorsione, corruzione, bancarotta, spendita di monete false, reati fiscali), e la qualificata recidiva che ne deriva, testimonia l’incapacità dell’indagato di astenersi dal commettere reati e di conformarsi a un corretto e ordinato vivere sociale».

Eppure, sostiene il suo difensore Ivano Chiesa, «Corona ha sempre detto di essere pronto a pagare le tasse per quei soldi guadagnati lavorando». Invece ieri mattina è arrivata la revoca dell’affidamento e il fotografo, agitatissimo, si è rifugiato a casa della madre. Davanti agli agenti della mobile va in confusione: «Sta per arrivare mio figlio, devo preparare la valigia». Poi crolla: «Sono stati anni da incubo e adesso sono da capo». Un ultimo abbraccio al suo avvocato: «La battaglia continua». Dopo il periodo nella comunità di don Mazzi, il bilancio del Tribunale non poteva essere migliore: Corona ha seguito positivamente il percorso «orientato al cambiamento del suo stile di vita», ha rispettato gli impegni e avviato una «rimeditazione» su se stesso. A quanto pare non abbastanza.

Di tutte le cose che Fabrizio Corona ha detto di se stesso è difficile distinguere quelle false da quelle vere, ammesso che ce ne siano di vere. Un giorno ha raccontato di essersi tuffato in una piscina senz’acqua a nove anni per attirare l’attenzione dei genitori. In un’altra versione ha spostato l’episodio avanti nel tempo, «avevo dodici anni e volevo far colpo sugli amici». E’ plausibile che nella piscina vuota ci fosse finito non per volontà propria, ma per sbaglio. Ma c’era davvero finito?

A giugno dello scorso anno aveva salutato con entusiasmo la libertà dopo due anni e mezzo di galera: «Sono felice, e giuro che in carcere non tornerò più». Pareva una dichiarazione d’intenti, l’inizio di una nuova stagione fatta di buoni propositi e di cenere cosparsa sul capo. E mentre lo diceva già pensava – così adesso sostengono i magistrati – a come ingannare il fisco accumulando un tesoretto frutto di guadagni in nero. Addio buoni propositi. E addio libertà visto che in carcere ci è di nuovo tornato malgrado il solenne giuramento.
Corona, che ha sempre adorato farsi intervistare pur avendo poche cose da dire, ha ripetuto il suo «essere contro il sistema». Nei fatti però esistono poche persone così dentro il sistema come lui. «Quando avrò venticinque anno sarò ricco, famoso, e andrò in giro in Porsche» aveva detto quando di anni ne aveva 20. Profezia avverata, anche se resta da capire in che modo essere ricchi, famosi e guidare una Porsche significhi essere «contro il sistema». Quale sistema?
Uno psicologo incaricato dal Tribunale di valutare le sue condizioni mentali ne ha dato una definizione sintetica: «Narcisista e borderline». Lui in una recente comparsata in tv è stato più benevolo: «Sono una persona molto intelligente». E in effetti qualche numero ce l’ha: ha fatto il fotografo di successo senza mai aver scattato una sola fotografia (ammissione sua), ha fatto fallire buona parte delle sue società senza pagare quasi mai dazio; ha guadagnato molto denaro solo grazie al fatto di essere Fabrizio Corona, e non è roba da tutti.
Qualche tempo fa i rumorosi frequentatori di un locale di Gioiosa Jonica lo hanno preso a calci e pugni. Avevano pagato profumatamente il biglietto d’ingresso della discoteca che prometteva la «presenza di Fabrizio a partire dalle 23.30». Lui era arrivato alle 4 e alle proteste aveva reagito minacciando di spaccare la faccia a qualcuno. In quale numero avrebbe dovuto esibirsi durante la serata? Nessuno. Agli organizzatori bastava che lui fosse presente per riempire il locale all’inverosimile, e gli diedero 6000 euro.

Lui è convinto di essere diventato celebre grazie a straordinarie doti imprenditoriali. Per una decina d’anni ha effettivamente controllato e manovrato il mondo del gossip con la sua agenzia e con la complicità di «agenti dei vip» tipo Lele Mora. Attività che lo ha reso senz’altro ricco, ma non famoso. La celebrità, semmai, gli è arrivata per via dell’avvenenza delle sue fidanzate, Nina Moric prima e Belen Rodriguez poi. E grazie all’abilità nel rispolverare il vecchio stereotipo del «bello e dannato». Le condanne hanno fatto il resto. Eppure, dopo la sua fuga in Portogallo, dopo l’arresto (il secondo) del 2013, dopo un cumulo di 13 anni di condanne per una infinita serie di reati – estorsione, corruzione, bancarotta, spaccio di banconote false, aggressione a pubblico ufficiale, e molto altro – s’è fatta largo in Italia una corrente di pensiero che lo elesse «vittima della giustizia» chiedendo a gran voce l’intervento del Presidente della Repubblica affinché gli concedesse la grazia. Celentano, Fiorello, Signorini, Travaglio, tutti schierati col povero Fabrizio.

La grazia non è mai arrivata, ovviamente. Tuttavia quella campagna ha ammorbidito i giudici di sorveglianza che nel giugno 2015 gli concessero l’affidamento ai servizi sociali e lo consegnarono nelle mani della comunità Exodus di un raggiante don Mazzi: «Insegna informatica agli extracomunitari e lava i piatti alla mensa» cantavano le cronache rosa. E lui, riabilitato dal popolo, è tornato a fare le sue remunerative serate in discoteca in giro per l’Italia, a farsi fotografare (di nascosto?) in compagnia di graziose signorine, e a vergare delle indimenticabili sentenze su face- book. L’ultima ieri mattina: «L’importante è vincere.

Nuovo colpo di scena – molto negativo – per Fabrizio Corona. Il fotografo  torna in carcere. La Squadra Mobile di Milano ha arrestato lui e la sua manager, Francesca Persi, titolare dell’Atena, un’agenzia che si occupa di eventi e promozioni, accusati di intestazione fittizia di beni
 in relazione a 1,7 milioni di euro sequestrati nei giorni scorsi.

L’ex fotografo ha anche l’aggravante di aver commesso il fatto durante l’affidamento in prova ai servizi sociali. La richiesta di arresto è stata avanzata dal pm della Dda di Milano Paolo Storari e firmata dal gip Paolo Guidi.

Il sequestro nel controsoffitto

Nei giorni scorsi, come i notri lettori sanno, la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano – giudice Giuseppe Cernuto – ha sequestrato all’ex “re dei paparazzi” tantisismi contanti per un totale di oltre 1,7 milioni di euro (nascosti in pacchetti nel controsoffitto di un immobile di Francesca Persi, con lui nella foto qui sopra).

Gli inquirenti milanesi stanno ancora indagando su questa enorme quantità di denaro per ricostruirne la provenienza. La difesa dell’ex fotografo dei vip sostiene che si tratti di compensi “in nero’”(sui quali non è stata versata l’Iva) delle sue apparizioni degli ultimi mesi in discoteche e locali notturni e che Corona è ancora in tempo per versare le imposte dovute.

 

Ordinanza pe rla custodia in carcere

Un’udienza sulla conferma o meno del sequestro, intanto, è fissata per il 24 gennaio del 2017, ma la Procura di Milano ha chiesto e ottenuto dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Corona per intestazione fittizia di beni in relazione alle somme sequestrate. L’ordinanza è stata eseguita oggi dalla Squadra mobile di Milano. Corona, scarcerato nel giugno 2015 dopo 2 anni e mezzo di detenzione, quasi un anno fa, dopo l’affidamento alla comunità di Don Mazzi, aveva potuto tornare a vivere nella sua casa a Milano perché aveva ottenuto l’affidamento in prova “sul territorio”.

Qui sopra una foto e un testo che il fotografo aveva postato su Instagram stamattina, prima degli ultimi sviluppi.

Un “delinquente professionale”

Il procuratore aggiunto della Dda, Ilda Boccassini, e il pm Paolo Storari, che hanno chiesto e ottenuto l’arresto di Fabrizio Corona per intestazione fittizia di beni in relazione al sequestro di 1,7 milioni di euro in contanti che risale ai primi di settembre. U due magistrati dell’accusa hanno contestato all’ex agente fotografico la “professionalità nel reato”, prevista nell’articolo 105 codice penale. Nel frattempo, il magistrato di Sorveglianza Giovanna Di Rosa ha sospeso l’affidamento in prova per Corona.

C’è un altro conto in Austria

E le accuse non finiscono qui, perché Fabrizio Corona, ritornato in carcere con l’accusa di intestazione fittizia di beni, avrebbe un conto in Austria sul quale sarebbe stata depositata una cifra che va dal milione e il milione e mezzo di euro.

Sono i calcoli del Gip Guidi riportati nell’ordinanza eseguita questa mattina nei confronti anche di Francesca Persi, titolare formale della Atena srl.

Il denaro portato dalla Persi oltre confine

La donna avrebbe portato i soldi cash, frutto dell’attività in nero, in diversi viaggi oltreconfine. Sulla vicenda è stata avviata una rogatoria. Come emerge dall’ordinanza del gip Guidi, il conto in Austria è uno degli elementi su cui si fondano le esigenze cautelari. Altro elemento, legato all’inquinamento probatorio, sono le pressioni che Corona avrebbe esercitato in particolare su una delle sue ex collaboratrici affinchè non raccontasse al procuratore aggiunto Ilda Boccassini e al pm Paolo Storari dei presunti pagamenti in nero delle sue serate nelle discoteche e locali della movida sparsi in Italia. Una serie di persone che hanno lavorato con l’ex fotografo in quest’ultimo anno, una delle quali ha anche denunciato, spaventata, di essere stata presa di mira da lui, hanno denunciato in Procura questi pagamenti in nero.

Le notizie del 7 ottobre

Ancora Fabrizio Corona alla ribalta. E nella maniera più inattesa. Secondo l’accusa come percettore di compensi in nero. La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha sequestrato l fotografo – accogliendo la richiesta del pm Alessandra Dolci e del procuratore aggiunto Ilda Boccassini – 1,7 milioni di euro.

 

Pagamenti in nero ricevuti quest’anno

Il sequestro, da quanto si è saputo, riguarderebbe presunti soldi ‘in nero’ dell’ex fotografo dei famosi. La decisione è stata presa sulla base della sua “pericolosità sociale”.

 Da quanto si è appreso, i presunti soldi “in nero” trovati nella disponibilità di Corona si riferiscono – ed è la cosa che colpisce di più per l’entità – a pagamenti in contanti ricevuti quest’anno dall’ex agente fotografico, che è in affidamento in prova ai servizi sociali, da parte di discoteche e di altri locali notturni.

Versati da locali notturni e discoteche

I compensi a favore dell’ex fotografo dei vip, sarebbero stati versati attraverso una sua società, la Atena, agenzia che si occupa di eventi e promozioni, su cui, però, non sarebbe stata pagata l’Iva per le prestazioni. La somma è stata trovata in contanti all’interno di un pacchetto nascosto nel controsoffitto dell’immobile di un uomo ritenuto l’amministratore di fatto di una sua società.

È riuscito a non tornare in carcere: le notizie precedenti

Ce l’ha fatta a non tornare in carcere. Fabrizio Corona resta libero, anche se dovrà scontare ancora 5 anni in affidamento ai servizi sociali. È questa la decisione del gip di Milano, Ambrogio Moccia, che ha riconosciuto all’ex agente fotografico, difeso dai legali Antonella Calcaterra e Ivano Chiesa, la continuazione tra i reati di estorsione, tentata estorsione e bancarotta per i quali è stato condannato in via definitiva.

La pena residua è aumentata di 8 mesi
Il giudice, che ha accolto la richiesta del pm Paola Biondolillo, non ha, invece, dato l’ok alla continuazione tra i tre reati e la corruzione (ha corrotto una guardia penitenziaria) e così la pena residua è aumentata di circa 8 mesi rispetto al precedente calcolo sul cumulo pene. Un aumento che, però, mantiene la pena residua (4 anni e 5 mesi più i ‘nuovi’ 8 mesi) sotto i 6 anni e, dunque, permette a Corona di proseguire con l’affidamento in prova ai servizi sociali. Altrimenti Corona avrebbe dovuto tornare in carcere per scontare la pena.

Aveva detto al Gip: “Credetemi, sono cambiato”: le notizie del 22 settembre

“Sono cambiato. Per favore fatemi continuare il mio percorso di recupero in affidamento ai servizi sociali”:  lo ha chiesto ieri Fabrizio Corona al gip di Milano Ambrogio Moccia nell’udienza in sui si è discusso sulla concessione della continuazione dei reati di estorsione con la bancarotta e la corruzione commessi dall’ex fotografo dei vip, da circa un anno in affidamento in prova ai servizi sociali.

Il conteggio della pena da scontare

Dalla “continuazione” dipende il conteggio della pena da scontare e l’eventuale possibilità per il fotografo-imprenditore di rientrare in carcere o meno.

La decisione è attesa nei prossimi giorni. Corona prima di entrare al Palazzo di Giustizia ha affermato di essere “preoccupato. Ma ho sempre affrontato tutto senza lasciarmi andare e farò così anche questa volta”. “Ho fatto una marea di errori – ha aggiunto – a causa della mia follia e del diavolo che ho dentro che non si è fatto più risentire”. Diavolo “che mi ha fatto fare enormi cavolate ma anche cose importanti che mi hanno permesso di essere quello che sono”.

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