Family Day, il giorno dopo il governo prosegue e va avanti: martedì il ddl approda in aula

Si è conclusa la Family Day a Roma, che ha riunito due milioni di persone al Circo Massimo per sostenere la famiglia tradizionale. All’indomani del Family Day, il governo italiano ha fatto sapere di essere pronto ad andare avanti verso l’approvazione del ddl Cirinnà-Unioni civili. Nel corso della manifestazione alla quale hanno partecipato vescovi, associazioni a sostegno proprio dell’unità e della tradizionalità della famiglia, quale composta da un uomo e da una donna, ovvero un padre ed una madre, il leader dell’organizzazione della giornata, ovvero Massimo Gandolfini ha lanciato un appello, proprio alla coscienza cattolica del premier Matteo Renzi.

“Quel ddl va bloccato . Siamo soddisfattissimi per come è andato l’evento di ieri”, ha dichiarato Gandolfini il quale dice di sperare che questo possa essere l’ultimo Family Day. Intanto entro domani il ddl Cirinnà sarà in Senato e proprio nella giornata di ieri dal Pd è arrivato un messaggio con il quale si è voluto dimostrare rispetto verso coloro che hanno manifestato nella giornata di sabato a Roma.

A tal riguardo è intervenuto il capogruppo del Pd alla Camera, ovvero Ettore Rosato, il quale ha dichiarato: “Faremo una buona legge, con il rispetto dei diritti di tutti e con la consapevolezza di dover colmare questo ritardo.Grande rispetto per quella piazza e per tutti i cittadini quando manifestano il loro pensiero.Grande rispetto ma grande consapevolezza del ruolo del Parlamento, che deve finalmente legiferare sul tema, siamo l’ultimo paese europeo ad aver normato dei diritti che sono attesi ormai da troppi anni”, ha aggiunto Ettore Rosato. Purtroppo da quanto emerso, sembra che ad essere messi sotto accusa sono diversi punti del Ddl Cirinnà, che tra l’altro dividono anche lo stesso PD; tra tutti gli articoli controversi, quello più sotto accusa e sotto i riflettori è quello sulla step Child adoption che riguarda l’estensione della responsabilità genitoriale sul figlio del partner naturale del bambino.

Ovviamente i cattolici sono contrari e per questo hanno chiesto che l’articolo 3 così come il 5 del ddl Cirinnà vengano emandati. Dal mondo cattolico, irrompe il cardinale Ruini il quale ha commentato la giornata del Family Day.”Due milioni mi sembrano un pò tanti, ha dichiarato il cardinale.La folla del Family è una risorsa da non disperdere, per il bene del Paese», che poi ha tenuto ad esprimere il suo personale parere sul ddl Cirinnà. «Una legge sulle unioni civili si può senz’altro fare. In Parlamento praticamente tutti si dichiarano favorevoli, e di fatto gran parte di questi diritti anche in Italia esiste già, a seguito di decisioni della magistratura. Ma è importante che i diritti siano attribuiti alle persone che formano le coppie, non alla coppia come tale, per evitare equiparazioni al matrimonio», ha dichiarato il cardinale Ruini.

“Questo ddl Cirinnà – afferma – che non è accettabile dalla prima all’ultima parola, rende assolutamente necessaria un’operazione radicale: non si tratta di mettere a posto qualcosina per renderlo accettabile, non serve un’operazione di maquillage, deve essere totalmente respinto”. “Oggi stiamo vivendo una società che non ponendosi più un limite sta diventando una società folle”, sottolinea, poi spiega: “Non si può trasformare il desiderio in un diritto: il desiderio ha un limite, se non mettiamo limiti a un desiderio si andrà incontro alla nevrosi, alla psicosi, alla follia”.

Prosegue Gandolfini: “Lo diciamo con assoluta chiarezza, onestà e lealtà: quanto qualcuno sta cercando di modificare, per cui non si parla più di stepchild adoption e si inventano nuovi istituiti giuridici, di affido rafforzato, è un vero e proprio tentativo di far passare in maniera surrettizia una condizione che è assolutamente identica all’adozione”. Quindi è” «inutile usare la parola affido  puntualizza perché l’affido nasce quando una famiglia si trova in situazioni di disagio, di difficoltà e per il suo benessere il bambino viene allontanato dalla famiglia e dato in affido ad altra famiglia che lo possa adottare, sperando che la famiglia d’origine possa essere sanata. Ma quando si prospetta l’affido rafforzato e vengono date le condizioni per cui l’affido duri fino al compimento dei 18 anni, dopo i quali sarà il ragazzo a decidere, si tratta di un’adozione mascherata da affido, ed è per questo che è inaccettabile”.

Continua “ammonisce tra applausi e boati di consenso: «Se si accetta una legge per la quale le unioni civili sono omologate a una famiglia fondata sul matrimonio, si fa un’enorme confusione per cui non esisterà più la famiglia, ma modelli variabili e confusi di famiglia. E le vittime saranno i nostri figli, perché la legge ha la potenza di cambiare la cultura di un popolo. Bisogna stare molto attenti quando si approvano leggi distruttive”.

“Ogni tanto si sente dire che l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa, perché nell’Europa occidentale è l’unico Stato che non ha legislazione riguardante le unioni civili. L’Italia non è il fanalino di coda, ma il faro che sta indicando la civiltà all’Europa, perché non è un progresso civile programmare la nascita di un bambino orfano”.

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