Family Day a Roma, due milioni di persone al Circo Massimo: Gandolfini “guardate chi ci sta aiutando e chi vi oscura””

Ieri è stata la giornata della Family Day a Roma, andato in scena al Circo Massimo. Moltissime persone, più di duemila sono scese in piazza con tante di bandiere, slogan, tante bandiere di associazioni e parrocche, famiglie, bambini, sacerdoti in alta uniforme tradizionalista ma anche frati in saio azzurro ed anche un arcivescovo noto per le sue posizioni in difesa dei più deboli. Duemila persone dunque scese in piazza contro il ddl sulle Unioni civili e scese in piazza a sostegno della famiglia, quale unione composta da un uomo ed una donna, o meglo un padre ed una madre.

“Vedremo chi è con noi e chi è contro“, hanno dichiarato gli organizzatori della Family Day. “Quando tante persone scendono in piazza per esprimere con civiltà le proprie opinioni è segno che la democrazia è viva. Compito della politica è ascoltare tutti, confrontarsi con tutti e poi assumersi la responsabilità della decisione. Ricerchiamo un ampio consenso ma siamo altrettanto convinti che è giunto il momento di decidere e lo faremo”,ha dichiarato il vicesegretario Lorenzo Guerini, del Pd.

Tanti i politici scesi al Circo Massimo in sostegno della famiglia tradizionale, come Giorgia Meloni la quale proprio nell’occasione ha annunciato di essere incinta. Presente in piazza anche Tiziana Miceli, assente invece il Ministro Alfano per un impegno di lavoro, visto che si trovava al Viminale per accogliere Massimo Gandolfini, ovvero il portavoce del comitato. “Il ddl Cirinnà sia totalmente restituito: non bastano operazioni di maquillage”. “Non è possibile che ci sia una classe politica ideologica. Le femministe dovrebbero vomitare all’idea che si possa comprare l’utero”, ha dichiarato proprio Gandolfini che ha parlato alla folla esprimendo il suo punto di vista. “Qui ci sono elettori di tutti i partiti. Vi dico: guardate chi ci sta aiutando e chi vi oscura” sullo stop al ddl Cirinnà.

“I prossimi passaggi della legge li seguiremo minuto per minuto e vedremo chi ha ascoltato il messaggio di questa piazza e chi lo ha messo sotto i tacchi”,ha aggiunto Gandolfini.«Lo diciamo con assoluta chiarezza, onestà e lealtà: quanto qualcuno sta cercando di modificare, per cui non si parla più di stepchild adoption e si inventano nuovi istituiti giuridici, di affido rafforzato, è un vero e proprio tentativo di far passare in maniera surrettizia una condizione che è assolutamente identica all’adozione», aggiunge Gandolfini.  Il segretario della Lega Matteo Salvini, su twitter ha criticato il Ministro Alfano il quale nel corso della giornata di ieri aveva mostrato piena solidarietà alle persone presenti al Family Day, ed ha scritto: «Il poltronaro ipocrita Alfano alle persone del Family Day: “Sono con voi”.E intanto sostiene il governo delle adozioni gay».In contrapposizione a quanto accaduto a Roma, nella città di Torino si è tenuta un’altra manifestazione, ovvero il Family Gay.

Al grido di: «All’amor non si comanda», ieri, a Torino, è andato in scena il Family gay. Laura e Silvia si sono unite in matrimonio, in piazza, con una cerimonia molto sentita e organizzata dal Radicale Silvio Viale, lo stesso noto per le battaglie a favore della Ru486 (la pillola abortiva), nonché lo stesso che da tempo insiste, a suon di interrogazioni, per fare togliere il crocifisso dall’Aula consiliare del capoluogo piemontese. Battaglia finora persa a colpi di maggioranza. Dunque, mentre a Roma al Circo Massimo il mondo cattolico tuonava contro il disegno di legge che vuole equiparare le unioni civili ai matrimoni tradizionali e fare approvare la stepchild adoption, cioè l’adozione da parte della coppia gay del figlio biologico di uno dei due partner, a Torino le associazioni omo gridavano allo scandalo, all’integralismo becero e festeggiavano l’amore tra due persone dello stesso sesso. «È una vergogna che lo Stato non permetta di avere stessi diritti alle coppie omosessuali.

Provo disagio e sconforto per questo», ha spiegato Laura, che con l’altra neo sposa condivide l’impegno per i diritti civili e la militanza nell’associazione radicale Adelaide Aglietta. «Le unioni civili sono un passo avanti», dicono, «ma non basta. Quello di oggi (ieri, ndr) è stato un gioco, ma vorremmo che presto fosse vero. Con tutto il cuore…». In verità, dicono che anche al Circo Massimo fossero presenti alcune coppie gay, che però non hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto: troppo integralisti i discorsi dal palco, troppo poco al passo con i tempi alcune dichiarazioni sentite dal palco. Chi contesta il Family day, tuttavia, lo ha fatto soprattutto riguardo alle cifre. L’organizzatore, Massimo Gandolfini, ha dichiarato: «Siamo due milioni secondo le autorità». Ma la sinistra ha replicato: «Il Circo Massimo può contenere 300mila persone, non diciamo bugie». E la guerra dei numeri è servita.

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