Fermo,ordigno rudimentale davanti alla chiesa di San Gabriele: intimidazione?

Fermo,ordigno rudimentale davanti alla chiesa di San Gabriele intimidazione

Sarebbe stato rimosso e posto in sicurezza dagli artificieri l’ordigno inesploso scoperto nella mattinata di ieri dal parroco proprio davanti alla porta della Chiesa di San Gabiele dell’Addolorata a Campiglione di Fermo; si è accorto della presenza di un barattolo con un miccia e ha chiamato i carabinieri.L’allarme è stato lanciato questa mattina alle 8 circa, da un parrocchiano che per primo si è recato in chiesa, che alla vista del pacco sospetto, ha subito lanciato l’allarme alle forze dell’ordine. La bomba rudimentale della chiesa di San Gabriele dell’Addolorata non è esplosa, la miccia era spenta. Ma non si sa se sia stata accesa e poi si sia spenta, anche spontaneamente, prima della deflagrazione.Dopo l’allarme lanciato sul posto sono subito interventi i carabinieri di Fermo ed il capitano Roland Peluso, insieme ai vigili del fuoco ed al personale medico e sanitario e gli uomini del reparto artificieri giunti da Ancona per il recupero e il disinnesto dell’ordigno.

Non è il primo episodio del genere avvenuto nella stessa zona e proprio per questo motivo i carabinieri hanno voluto dichiarare che non è alcuna certezza matematica che si trattasi della stessa mano dei precedenti attentati ai danni di chiese divari quartieri cittadini.

E’ stato rimosso e messo in sicurezza dagli artificieri l’ordigno inesploso scoperto stamane dal parroco davanti alla porta della chiesa di san Gabriele dell’Addolorata a Campiglione di Fermo; il tutto verrà trasformato al lavoraboro dei carabinieri artificieri dI Ancona. Troppo presto – secondo il capitano Roland Peluso dei carabinieri di Fermo – per avere la “certezza matematica che si tratti della stessa mano” dei precedenti attentati ai danni di chiese di vari quartieri cittadini.

Subito dopo l’analisi del materiale usato per realizzarla bomba rudimentale, verranno messi in evidenza più elementi che possono aiutare a fare il quadro della situazione. l’episodio di oggi sembra porsi sulla stessa scia di quelli avvenuti al Duomo, alla chiesa di San Tommaso di tre Archi e di San Marco alle Paludi. Intanto il quartiere di Campiglione, piuttosto popoloso e animato da un centro commerciale e un multiplex, sta tornando alla normalità.Sono tre gli ordigni fatti esplodere negli ultimi mesi davanti ad altrettante chiese di Fermo: tra febbraio e marzo due bombe rudimentali sono scoppiate davanti al Duomo e davanti all’ingresso della chiesa di San Tommaso, nel quartiere di Lido Tre Archi. I motivi. “Siamo una chiesa che dà fastidio” aveva detto lo stesso don Vinicio in occasione dell’attentato a San Marco. E aveva aggiunto: ”Questi atti non ci scoraggiano e soprattutto non piegano la volontà e la forza dei fermani di essere compatti contro queste intimidazioni”.Nella notte tra il 12 e il 13 aprile, un altro ordigno ha danneggiato l’ingresso della chiesa di San Marco alle Paludi, parrocchia retta da mons. Vinicio Albanesi della Comunità di Capodarco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.