Festa delle donne, bandiere a mezz’asta per ricordare vittime del femminicidio: il messaggio di Laura Boldrini

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E’ stata celebrata proprio ieri la Giornata internazionale della donna, comunemente definita Festa della Donna. Una festa questa volta a celebrare le donne ma sopratutto a ricordare quelle che sono state le conquiste sia sociali che politiche ed economiche delle donne ma non solo, anche le discriminazioni e le violenze che hanno subito nel corso degli anni e che ancora oggi continuano a subire in tutte le parti del mondo.

E proprio ieri la presidente della Camera Laura Bodrini, nel voler ricordare tutte quelle donne uccise dagli uomini, ha voluto dedicare loro un gesto simbolico abbassando a mezz’asta tricolore e bandiera Ue sulla facciata di Montecitorio. E proprio la stessa Boldirini si è espressa sulla questione affermando nello specifico “Ho voluto abbassare le bandiere di palazzo Montecitorio in segno di lutto per tutte le donne uccise dall’uomo che avrebbe dovuto amarle. Un atto di attenzione verso le vittime, oltre 1700 donne uccise in dieci anni, ma anche verso i loro figli, spesso spettatori inermi della violenza che ha ucciso le loro madri per mano dei loro padri. Orfani due volte. Una media di 170 l’anno, una ogni due giorni. Sono i numeri di una strage. E di fronte a una strage lo Stato osserva il lutto”.

Era il 1909 quando, per la prima volta negli Stati Uniti veniva celebrata la Giornata Internazionale della donna mentre invece in alcuni paesi europei la celebrazione è arrivata nel 1911 ed infine in Italia, nell’ormai lontano 1922. La Boldrini, a proposito della Festa delle Donne, ha affermato che la Camera ha deciso di celebrare le donne e il settantesimo anniversario del suffragio universale dichiarando nello specifico che molti dicono che ormai si tratta di un rituale stanco ma la stessa presidente di Montecitorio replica che ancora ha molto da festeggiare tale data in quanto ancora c’è molta strada da fare.

Sergio Mattarella, nel corso del suo discorso di celebrazione tenuto ieri, 8 Marzo 2016 al Quirinale in compagnia delle cinque ministre Boschi, Pinotti, Giannini, Madia e Lorenzin e poi ancora insieme ai presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso e al presidente emerito Giorgio Napolitano, ha invece nello specifico affermato “Non c’è libertà quando la donna a lavoro è vittima di violenze fisiche o morali o viene costretta a spazi di sofferenza. La violenza sulle donne è ancora una piaga della nostra società, che si ritiene moderna, e va contrastata con tutte le energie di cui disponiamo e con la severità di cui siamo capaci, senza mai cedere all’egoismo dell’indifferenza”, affermando inoltre di augurarsi che la presenza, ogni giorno sempre maggiore, di donne nelle aziende, università, sindacati, scuole, istituzioni, partiti e tanto altro ancora “contribuisca a superare vecchie barriere culturali che non hanno più ragione di essere”.

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