Festival di Sanremo,incomincia la gara ma è già polemica: Elton John accompagnato dal marito,”spot al ddl Cirinnà”

E’ ormai finita l’attesa, tra poche ore andrà in scena la prima puntata della 66° edizione del Festival di Sanremo che verrà ancora una volta condotta da Carlo Conti il quale quest’anno ha scelto di avere al suo fianco anche co-conduttore ovvero Gabriel Garko. E’ ormai davvero tutto pronto, mancano davvero poche ore e poi finalmente si darà il via alla nuova edizione del Festival di Sanremo, ma già è polemica.

Il primo a provocare timori è Elton John il quale approderà nella città di Sanremo in compagnia del marito e già si parla di pubblicità al ddl Cirinnà. Elton John sarà il primo ospite internazionale della serata di oggi, e da quanto sembra sul palco potrebbe salire anche il marito David Furnish; non si sa ancora se potrebbe fare una sorpresa al marito e raggiungerlo sul palco se chiamato da Carlo Conti oppure se rimarrà seduto in platea o ancora in albergo. Ciò che è certo è che la situazione ha già creato qualche polemica e se ne è già ampiamente parlato nel corso della puntata di L’arena condotta da Massimo Giletti che di fatto non ha fatto altro che innescare una bomba di natura politica proprio sul Festival della canzone italiana.

In merito a queste polemiche di natura politica, Carlo Conti ha dichiarato: ” Noi l’abbiamo invitato come cantante. E’ un opsite canoro,l’abbiamo invitato a settembre”, ovvero molto prima che scoppiassero le polemiche sollevate proprio nei giorni scorsi in particolar modo da Murizio Gasparri. “Se due persone sono maggiorenni e consenzienti sono libere di fare quello che vogliono, non sono io che devo giudicare nessuno. Basta che non si dia fastidio a nessuno», ha aggiunto Gabriel Garko nel corso della conferenza stampa di presentazione, in riferimento alla questione unioni civili. Il cantante salirà sul palco in qualità di ospite internazionale e si esibirà con il suo nuovo singolo dal titolo “Blue Wonderful”, in radio dallo scorso 29 gennaio e facente parte del suo 32° album intitolato “Wonderful Crazy night” uscito in tutto il mondo lo scorso 5 febbraio.

Lo stesso Elton John intervistato nei giorni scorsi ha dichiarato di venire in Italia solo per suonare. Avrà forse saputo delle polemiche nate in questi giorni nel nostro paese, in riferimento al fatto che l’ospite approderà all’Ariston in compagnia del marito? I due, ricordiamo che sono legati da circa 20 anni e che solo nel 2014 hanno concretizzato la loro unione sposandosi e tra l’altro hanno anche 2 figli, avuti con la maternità surrogata. I due bambini della coppia sono nati l’uno nel dicembre del 2010 e l’altro nel marzo del 2013 e si tratta rispettivamente di Zachary Jackson Levon ed Elijiah Joseph Daniel. Tutto pronto dunque per questa sera, la scenografia cambierà durante il corso della serata così come la scala centrale sarà ispirata ai bicchieri richiudibili quelli da campeggio degli anni 80.

Festival delle Canzoni, ma anche Festival delle Unioni (civili). Come sempre in quell’unica settimana all’anno in cui Sanremo diventa specchio del Paese per tornare poi alla sua placida marginalità, il dibattito da parlamentare diventa anche rivierasco. «Colpa» di Elton John che pronti via sarà stasera sul palco del- l’Ariston. La popstar 68enne è una bandiera dei diritti gay (con suo marito David Furnish ha due bambini da madre surrogata) da quando la sua vita privata è diventata pubblica.

Il direttore di Rai1 Giancarlo Leone ha nel dna quella diplomazia per rispondere senza rispondere, per smussare gli angoli e trasformare la domanda puntuta in una risposta arrotondata: «Non abbiamo la più pallida idea se Elton John verrà con il marito o meno, arriverà direttamente per le prove (oggi, ndr). Lo abbiamo invitato in tempi non sospetti e non credo che il dibattito nell’aula parlamentare risentirà della sua presenza».

La questione temporale non interessa però a Matteo Salvini: «La maggioranza degli italiani è contraria a adozioni gay, utero in affitto e genitori 1, 2, 3 e 4. Se Elton John ci fa un pippone a Sanremo su Rai1 pagato con i soldi nostri, il canone se lo paga lui». Posizioni condivise da Carlo Giovanardi (senatore Idea, immutabile quella sulla famiglia) e Massimo Gandolfini tra i promotori del Family Day. Il primo sottolinea: «Negli ultimi due mesi non si vede trasmissione tv, fiction o film in cui non ci siano personaggi o ospiti uomo-uomo o donna- donna. Quindi, al di là di Elton John e di Sanremo, non se ne può piu! È un assedio». Gandolfini invece ha scritto ai vertici della Rai perché teme l’assenza di contraddittorio: «Chiediamo che ci si limiti alla sua performance canora, evitando accuratamente che si trasformi in uno spot pubblicitario delle cosiddette famiglie arcobaleno».

Meno male che da queste parti invece l’ironia abbonda. Carlo Conti ricorda di quella volta che ospite del Festival targato Baudo Elton John si «perse» tra Montecarlo e Sanremo — fermo su un guard rail non ne volle sapere di arrivare all’Ariston: «Speriamo che trovi la strada». Virginia Raffaele commenta a suo modo la questione unioni civili: «Se passa la Cirinnà chiedo a Madalina Ghenea di sposarmi, è bellissima». Nel cast dei conduttori infatti ci sono anche la statua rumena dai tratti mediterranei e il manzo piemontese dagli occhi verde veleno. Ovvero Gabriel Garko, che rischia di essere la sorpresa di Sanremo numero 66. Mica scemo.

E pure sveglio e spiritoso, quando gli chiedono conto delle voci sulla sua omosessualità. L’attore di fotoromanzi con l’audio e in movimento chiude ancora di più l’occhio a bancomat, sguardo da poster e ammicca: «Sono consapevole di essere un sex symbol, anche se la gente che mi conosce sa come sono. So che devo essere sognato e desiderato da più persone: se devo essere desiderato anche da un uomo che, per farlo, deve pensare che io sia gay, per me va benissimo. Lo stesso vale se vuole sognarmi una signora di 60, 70, 80 anni. Facciamo spettacolo e dobbiamo giocarci sopra». Svelta pure Virginia Raffaele, ma si sapeva: «Nun se butta via niente Garko, eh?». Non si tira indietro nemmeno sulle unioni civili Garko: «Se due persone sono maggiorenni e consenzienti sono libere di fare quello che vogliono». E che sia lui quello che può rubare la scena lo conferma ancora Virginia Raffaele: «Qualche sera fa ero al ristorante con lui. Quando è uscito c’è stato un temporale di flash, poi sono uscita io e non c’era nessuno. Pensate che per strada mi fermano e mi chiedono l’autografo di Garko».

Non avremmo mai voluto che accadesse, ma finirà così. Finirà che rimpiangeremo le canzoni d’amore. Che pregheremo per scorgere sul palco dell’Ariston l’ombra di un coraggioso che si ostini a cantare il sentimento e la passione, che ricicli le meravigliose ovvietà di cui sono  i grandi classici della musica italiana. Finirà così, che useremo le parole di Valeria Rossi per implorare «dateci tre parole: sole, cuore, amore». Perché sarebbero davvero preferibili a questo affastellarsi di istanze sociali, di diritti rivendicati, di minoranze che si lamentano e bramano visibilità e riconoscimento, sempre a discapito di tutto il resto del mondo.

E chi pensava che l’Italia se ne potesse restare tranquilla e arretrata alla periferia dell’Impero, deve ricredersi. Davvero nonsièpiùal riparodanessu- na parte. Dagli Academy Awards al palco di Sanremo fino alle aule universitarie inglesi, non c’è manifestazione culturale che possa evitare le battaglie in nome del politicamente corretto (cioè «corretto dalla politica») condotte per motivi etnici, religiosi, sessuali. Agli Oscar da un paio d’an- ninoncisono attorineri in nomination, ed ecco che è partito il boicottaggio black guidato da Spike Lee. Risultato: l’istituzione che assegna i premi ha annunciato che comincerà subito a modificare la composizione della giuria tenendo conto delle differenze (digenere e di etnia). Giusto ieri Repubblica dava conto del subbuglio in corso nel mondo accademico britannico dovuto al fatto che, tra i cinquanta libri di storia più venduti nel Regno Unito l’anno passato, solo quattro sono stati scritti da donne. E ovviamente le studiose, risentite, gridano alla discriminazione.

A nessuno è lampeggiato nel cranio che, forse, gli attori neri semplicemente non meritavano la nomination all’Oscar o che le storiche forse hanno scritto saggi meno interessanti dei colleghi uomini. No, il successo deve essere garantito per legge, in nome della giustizia sociale. Da noi tutto questo arriva informa di burletta, e forse è ancora più fastidioso. A Sanremo ascolteremo la canzone di Irene Fornaciari sugli immigrati, con tanto di riferimento alpovero Aylan, il bimbo morto sulla costa turca mesi fa. «C’è un bambino sulla spiag- gia/ Lasciato dal blu», recita il testo, e l’interprete ha già dichiarato: «Spero che faccia riflettere». Ma riflettere su cosa? Sull’opinione dominante a cui tutti aderiscono, ovvero che bisogna accogliere gli stranieri? Sai che impresa…

Ma non è sufficiente, perché arriverà la giovane Cecile ad ammanirci con le sue banalità sul fatto che – neri o bianchi – siamo tutti uguali. E già il sito Gay.it lamenta la censura del suo brano, intitolato N.E.G.R.A., perché nella versione sanremese è stato espunto il seguente passaggio: «C’è chi si vanta di ideali dove negri e omosessuali/ indifferentemente sono tutti uguali/ cioè diversi e in quanto tali sono da trattare/ diversamente dai normali/ e questo fa paura». Una sfilza di luoghi comuni che la metà basta. Ciliegina sulla torta, all’Ari- ston arriva Elton John con il compagno, giusto in tempo per il dibattito sulle adozioni gay. Se non sarà Elton a fare lo spot politico, ci potrebbe pensare l’altro ospite Hozier, autore di Take meto church, ennesimo brano sulle discriminazioni ai danni degli omosessuali.Come se un gay non potesse essere rappresentato da una canzone d’amore qualsiasi. Come se ci fosse sempre bisogno dell’afflato politico. Come se essere «moderni» significasse dare spazio a queste tirate moralistiche e non, piuttosto, ad altre e più interessanti espressioni della musica italiana, che non parlano di minoranze ma di esseri umani. E invece il genere musicale lascia spazio al gender, e tutti perdono qualcosa, gay compresi.

2 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.