Festival di Sanremo quarta serata: vince Francesco Gabbani, 5 big in gara a rischio eliminazione

Il quarto e penultimo appuntamento con il Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2016 è andato in onda proprio ieri, 12 febbraio 2016 e ha visto trionfare il vincitore della categoria nuove proposte ovvero il bravissimo Francesco Gabbani con il brano intitolato “Amen”, riuscendo così a superare Chiara Dello Iacovo, Ermal Meta e Mahmood. In realtà, come i telespettatori ricorderanno, Francesco Gabbani era stato eliminato nel corso della prima sfida contro la giovane Miele ma poco dopo è stato dichiarato che a causa di alcuni guasti tecnici alcuni giornalisti non avevano potuto votare e così la precedente votazione è stata annullata e successivamente, con la nuova votazione, a trionfare è stato proprio Francesco Gabbani, ieri proclamato vincitore della categoria giovani del Festival di Sanremo.

E poi ancora, nel corso di questo quarto e penultimo appuntamento con l’amatissimo festival della canzone italiana, presentato dal bravissimo conduttore televisivo italiano Carlo Conti affiancato da tre grandi artisti ovvero la bellissima modella e attrice Mădălina Ghenea, l’attore Gabriel Garko e la comica Virginia Raffaele, è stato possibile ascoltare tutti e venti i brani dei big in gara che, come ricorderemo sono Giovanni Caccamo e Deborah Iurato con il brano Via da qui, Noemi con La borsa di una donna, Alessio Bernaei con Noi siamo infinito, Enrico Ruggeri con Il primo amore non si scorda mai, Arisa con Guardando il cielo, Rocco Hunt con Wake up, Dear Jack con Mezzo respiro, Stadio con Un giorno mi dirai, Lorenzo Fragola con Infinite volte, Annalisa con Il diluvio universale. E poi ancora, gli altri dieci big in gara che si sono esibiti nella puntata di ieri, 12 febbraio sono stati nello specifico Irene Fornaciari con Blu, Neffa con Sogni e nostalgia, Zero Assoluto con Di me e di te, Dolcenera con Ora o mai più ( le cose cambiano), Clementino con Quando sono lontano, Patty Pravo con Cieli immensi, Valerio Scanu con Finalmente piove, Bluvertigo con Semplicemente, Francesca Michielin con Nessun grado di separazione e per concludere Elio e le Storie Tese con Vincere l’Odio.

Grandi ospiti della serata sono stati Elisa che ha portato sul palco dell’Ariston la sua voce esibendosi in un bellissimo medley e poi ancora Roberto Bolle, Rocco Papaleo e Alessandro Gassman, J Balvin che si è esibito con il singolo Ginza, l’amatissimo Enrico Brignano e i Lost Frequencies che hanno divertito il pubblico con Reality. Neffa, Bluvertigo, Dear Jack, Zero Assoluto e Irene Fornaciari sono i cinque artisti che, in seguito all’esibizione di ieri 12 febbraio 2016 si trovano adesso a rischio eliminazione e che adesso si stanno sfidando al televoto in quanto, solo uno tra loro, avrà la possibilità di essere ripescato e di poter tornare a concorrere per la vittoria finale di questa sera, sabato 13 febbraio 2016.

Sul palco cantano i loro tristi destini, dalle telecamere, però, li tengono ben lontani. Per un festival che volentieri mette in scena l’ipocrisia, dopo i diritti arcobaleno, quale argomento migliore? Immigrati, profughi e clandestini sono finiti nelle canzoni e nei pezzi comici, mentre nello stesso tempo, oplà, dalle strade più in vista della città sono spariti.

Perché, diciamolo, gli sbarcati e, come loro tutti quelli che la fortuna nel nostro Paese la cercano senza trovarla, hanno un difetto: sono belli e commoventi solo a distanza. Un po’ meno quando te li ritrovi a insistere per venderti accendini e fazzoletti o a gridarti dietro parolacce se non sganci qualche euro di elemosina. E Sanremo lo sa bene, così come gli organizzatori del Festival. In questi giorni la città è blindata per tutti, è vero, anche per paura di attentati dell’Isis ci sono poliziotti e transenne ovunque.

Dunque è normale che, nelle zone animate dalla folla, di bivacchi, bancarelle o giri strani non se ne vedano. I cittadini però sono arrabbiati, e molto: loro le tasse le pagano tutto l’anno, non solo quando c’è il Festival, e questa efficacia nel rendere la città più vivibile vorrebbero vederla sempre, non solo a riflettori accesi. Piazza Eroi Sanremesi, raccontano gli iscritti al Movimento la Nuova destra Sanremese, guidato da Alessandro Condò «normalmente è occupata da senegalesi che vendono griffes a prezzi stracciati», ma in questi giorni «al massimo li vedi bighellonare in giro, ma di borse taroccate nemmeno una».

O via Palazzo, dove «davanti alle vetrine, anche di lusso, gli abusivi stazionano di norma, indisturbati» e se arriva la Municipale, ci si sposta semplicemente un po’ più in là. «In questi giorni, anche lì, tutto tranquillo», come anche in zona Casinò “la situazione è ben diversa dal solito”. Spariti, spostati più in là o, forse, “attenti a non rompere le scatole nel momento clou per la città”, spiegano dal Movimento, che di tempo per vendere ce ne sarà, quest’estate. Comunque sia, mentre andavano le strofe di Irene Fornaciari, la coscienza rimordeva per ‘Negra’ di Cecile e qualche lacrima scendeva per il monologo di Nino Frassica, in ricordo del piccolo Aylan, loro, quelli che i viaggi della speranza, comunque sia, li hanno fatti davvero, in giro per il centro non si vedevano.

Poco più lontano, invece, dove le telecamere non passano, più o meno tutto resta uguale: nelle zone del mercato dove, come da tempo segnalano le associazioni di categoria, la mattina insieme agli ambulanti anche gli abusivi espongono la merce, nei paesini delle Valli dove i profughi sono più degli abitanti e, ‘stipendiati’ a 35 euro al giorno, fanno un po’ quello che gli pare, o a Ventimiglia, dove è già ricominciata l’emergenza dell’estate scorsa, con i richiedenti asilo che vogliono passare in Francia e trasformano la zona stazione in un dormitorio a cielo aperto.

Dove c’è il mercato, a Sanremo, i venditori abusivi, sono talmente di casa che nel periodo di fine stagione fanno i saldi, come un negozio qualunque. E’ successo anche ad inizio gennaio: finti ro- lex a 50 euro, Borse Prada e Luis Vuitton a 20 e falsi Mon- cler in ribasso. Con le forze dell’ordine che non intervengono “per evitare il fuggi fuggi generale che potrebbe travolgere i passanti” riportano gli articoli di stampa locale.

Sopra ad Imperia, nei borghi storici, invece ci sono i profughi, a decine, in località piccolissime e prestigiose, come sempre gestiti dalle cooperative che li hanno sistemati nei posti più improbabili e li lasciano lì, a fare niente. Come a Verdeggia, frazione del Comune di Triora, dove i profughi sono 30 e gli abitanti appena una quindicina, o a Montalto Ligure, borgo medioevale dove ne hanno piazzati ben25, o, ancora, a Molini di Triora dove gli abitanti sono appena 90 e i profughi ben un terzo.

Vivono all’interno di una ex caserma presa in affitto da una cooperativa e, a parte cinque o seivolenterosi coinvolti nei progetti del Comune, tutti gli altri, non hanno nulla da fare. E, infatti, vanno e vengono “scendendo quotidianamente in riviera, partendo in corriera la mattina e risalendo poi a notte fonda”, racconta chi vive in paese, o rientrano “dopo qualche giorno”, quando, evidentemente, i loro affari li hanno sistemati. Quali siano, questi affari, non è dato sapersi, perché, a Molini i profughi ci abitano in una sorta di ‘autogestione’ e, lo conferma anche il sindaco, Marcello Mo- raldo, “sarebbe opportuno un maggior controllo”.

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