Sanremo 2016: Gli Stadio primi per la serata cover, grande caos nel voto delle nuove proposte

La terza puntata del sessantaseiesimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo è andata in onda proprio ieri, giovedì 11 febbraio 2016 nel corso della quale puntata si sono esibiti i quattro giovani in gara di cui solamente in due sono riusciti ad arrivare alla finale. Ma non solo, la terza serata del Festival di Sanremo, dopo due giorni di grandi successi, è stata proprio la serata delle cover con tutti i big in gara, una sfida vinta in ultimo da Gli Stadio che si sono esibiti portando sul palco la bellissima canzone intitolata “La sera dei miracoli” del bravissimo Lucio Dalla celebre musicista, cantautore e attore italiano prematuramente scomparso il 1° marzo del 2012. Ma vediamo nello specifico quanto accaduto nel corso della terza serata del Festival di Sanremo 2016. I primi ad esibirsi tra le nuove proposte sono stati Miele e Francesco Gabbani e proprio al termine di tale esibizione era stata dichiarata vincitrice la prima ma ecco che alcuni “problemi tecnici” hanno fatto in modo che tale votazione venisse annullata permettendo dunque una seconda votazione che va a ribaltare il risultato precedente permettendo dunque la vittoria di Francesco Gabbani.

Sembrerebbe infatti che alcuni giornalisti non siano riusciti ad esprimere la propria preferenza e dunque ad esprimere il proprio voto motivo per il quale la direzione di Rai 1 ha deciso di fare ripetere il voto e dato il risultato Conti ha affermato “Valuteremo se far cantare Miele domani di nuovo come piccolissima consolazione”, ma sulla questione sta adesso indagando la polizia postale.

La seconda esibizione tra le nuove proposte ha visto invece protagonisti Mahmood e Michael Leonardi e a vincere in questo caso è stato il primo artista. Grande ospite della serata il celebre cantautore e musicista irlandese Hozier che sul palco del Teatro Ariston di Sanremo si è esibito con la sua super hit, «Take Me To Church» e poi ancora grandi ospiti di questo terzo appuntamento con il Festival della Canzone Italiana di Sanremo sono stati i Pooh i quali hanno divertito e allo stesso tempo emozionato il pubblico presente in sala ma anche i telespettatori a casa.

“Non potevamo non coronare i nostri 5 decenni di carriera senza un passaggio al Festival, dove sia noi che Riccardo Fogli abbiamo vinto” hanno dichiarato gli artisti mentre invece Roby Facchinetti ha dichiarato “Abbiamo sempre detto è una promessa di tanti anni fa: se avessimo avuto la fortuna di arrivare al 2016 era un’occasione che meritava un gran finale. Abbiamo richiamato Stefano e Riccardo. Certo, avremmo immaginato questo momento con il nostro poeta Valerio Negrini, ma lui non c’è più, anche se siamo sicuri che ci stia guardando da qualche parte e stia festeggiando insieme a noi”. Anche ieri non è passata inosservata la simpatia e il grande talento che contraddistingue la simpaticissima Virginia Raffaele nei panni di Donatella Versace.

Il Festival ha preso ormai il largo, in navigazione sicura sulle acque calme del successo. La seconda serata è addirittura andata meglio della prima, lambendo il 50 per cento di share (il 49,9) con una piccola limatura di pubblico, 10,7 milioni contro gli 11,1 del debutto). Carlo Conti la mattina, nel consueto appuntamento in sala stampa, si presenta sempre più abbronzato, come fosse stato in vacanza alle Maldive. Il direttore di Rai 1 Leone, che la prossima settimana potrebbe lasciare la sua poltrona, ostenta tranquillità (e ne ha motivo). Gabriel Garko sorride anche se comincia a intuire che, per lui, le cose non sono andate granché: «Questo è quello che so fare – si consola – ora mi apprezzeranno di più come attore». Madalina Ghenea viene promossa e prova ad annunciare le canzoni e conferma che la sua è stata la scelta più sbagliata di Conti.

Virginia Raffaele, alle prese con il suo trucco e parrucco, ormai non esce più dall’Ariston. È il pezzo forte del Festival e ha sfoderato un altro personaggio surreale, una Donatella Versace sbruffo- na, che si decompone, perde una ciocca di capelli, un orecchio, l’occhio le cade. Peccato che il suo spazio venga ridimensionato per l’intenso menù della serata o che si preferisca dare spazio allo sketch da parrocchia dei coniugi Salamoia.Intanto, ieri, gran notte delle celebrazioni. Due cinquantenari (Pooh e Patty Pravo) e la sfilza di cover ad allungare il brodo fino all’una di notte. Conferma della vocazione baudesca del nuovo conducator. O forse il Festival non si può fare che così, una colossale sbornia che dura cinque giorni e ogni giorno va avanti per quattro ore e passa e, poi si rivolge agli incontentabili con il resuscitato Dopofesti- val. Dunque, ieri a risuonare se stessi c’erano i ritrovati Pooh con il rientro di Riccardo Fogli e Stefano D’Orazio.

Non potevano non fare riascoltare Uomini soli (con cui vinsero nel ’90) assieme a una corposa medley di hit e l’annuncio del prossimo speciale che li vedrà protagonisti su Rai 1 l’R marzo. Anche Patty Pravo aveva da festeggiare 50 anni di storia. Lei ha preferito la gara e ieri sera non è andata bene: l’au- tocover Tutt’al più di certo non è stata aiutata dall’innesto rap di Fred De Palma. Del resto, quasi tutti i pezzi sfigurano pesantemente rispetto agli originali. Trattandosi, spesso di monumenti della canzone nazionale, è comprensibile. Ma l’impressione è che non siano stati in molti a sforzarsi con un’idea interpretativa per non fare il compitino e basta. Ma a volte i risultati sono perfino peggio, come succede con Alessio Bernabei che ha chiamato Holly e Benji per maltrattare A mano a mano di Cocciante.

O come è accaduto ai suoi ex compagni Dear Jack che ha asfaltato la leggerezza di Un bacio a mezzanotte del leggendario Quartetto Cetra. O Lorenzo Fragola che si è trovato fra le mani un capolavoro come La donna cannone e non ha usato la necessaria cura. A dare una lezione a tutti sono stati alla fine gli Stadio con la commovente versione di un capolavoro di Dalla come La sera dei miracoli (canzone che dipingeva in modo magistrale la Roma notturna degli anni nicoli- niani). Da brividi, con uno scatenato Gaetano Curreri e la voce di Lucio che affiora nel finale.

L’apertura della nottata, finita all’una dopo quattro ore e mezza, era riservata alla seconda tornata dei match delle Nuove proposte. E, mentre l’italo egiziano Mahmood ha vinto sull’italo australiano Michael Leonardi, nell’ altra sfida il verdetto è rimasto sospeso, dopo che in diretta sono stati annunciati due diversi vincitori. Il fatto è che la sala stampa, per un disguido tecnico, ha dovuto rivotare invertendo il risultato: e Francesco Gabbani, eliminato in diretta, in un secondo momento è stato decretato vincitore. L’avversaria, la siciliana, Miele ha fatto ricorso: giustamente chiede che la votazione venga rifatta contestualmente per tutti e due e non solo per Gabbani come accaduto ieri sera nella sala stampa. La Rai deciderà stamattina.

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