Firenze, bambino di due mesi lasciato nella culla termica attrezzata all’esterno della Maternità di Careggi

Nella notte tra sabato e domenica a Firenze un bambino di appena due mesi è stato lasciato nella culla termina che si trova vicino al reparto di maternità dell’Ospedale di Careggi, attiva nell’ambito del progetto “Ninna Ho“. Il progetto in questione è stato sostenuto a Careggi dalla Fondazione Rava che ne è promotrice dal 2008 insieme al Network KPMG, ed è il primo in Italia nato soltanto allo scopo di tutelare l’infanzia attraverso la realizzazione di strutture attrezzate per l’accoglienza dei neonati e con una campagna di informazione e sensibilizzazione multilingue per la prevenzione dell’abbandono in collaborazione con la Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Il bambino è stato ritrovato intorno alle ore 2.00 di notte ed è stato chiamato Francesco dal personale che lo ha accolto; il piccolo pesa cinque chili e da quanto emerso sarebbe in buonissime condizioni ma dalla giornata di ieri sono in corso accertamenti ed approfondimenti sullo stato di salute del piccolo Francesco. Intervenuta sulla vicenda Stefania Saccardi ovvero l’Assessore regionale alla sanità e alle politiche sociali, dopo essere stata avvertita dell’accaduto.

“Siamo evidentemente in presenza di una situazione drammatica. È chiaro che il servizio ‘Ninna ho’ è stato attivato per offrire un punto di riferimento certo per evitare tragedie. Vorrei ricordare anche che è possibile partorire in sicurezza nei nostri ospedali e, qualora si reputi impossibile proseguire il rapporto di maternità, lasciare il neonato alle cure dell’ospedale; è il progetto Mamma segreta. Adesso ci prenderemo cura del bambino. Immaginiamo lo strazio dei suoi genitori, se tornassero sui loro passi faremo l’impossibile per garantire a questo bimbo una vita degna. In caso contrario ci impegneremo per garantirgli un’infanzia serena e ricca d’amore”.

Prima di Francesco, nella ruota installata nel 2012 a Careggi era stata lasciata per la prima volta il 2 gennaio 2015 una bambina, prematura ma in buone condizioni  di salute che infermieri e medici hanno chiamato Daniela. La culla è dotata di tutti i comfort ed al suo interno sono installati sensori che fanno praticamente squillare cinque telefoni di allarme ed è ancora collegata ad un monitor tramite un webcam. Proprio vicino l’accesso sono presenti una tapparella automatica termo-isolata, un citofono di comunicazione collegato con il reparto di terapia intensiva neonatale ed un pulsante di comando, premendo il quale la tapparella si solleva, dando la possibilità così di deporre il neonato.

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