Florida Shock, ragazza 15enne fa sesso con 25 studenti nei bagni della scuola: il video finisce in rete si diffonde Snapchat e fa il giro del mondo

Florida choc, 15enne fa sesso con 25 compagni nei bagni della scuola il video finisce su SnapchatLa tecnologia fa ormai parte della vita di ognuno di noi e soprattutto della nostra quotidianità ma soprattutto, ad essere molto utilizzati tra i giovani sono proprio i social network. Il web e proprio i social network ci permettono infatti di rimanere in contatto con amici e parenti distanti ma anche vicini e proprio attraverso i social vengono condivisi, con gli ‘amici’, video e fotografiche che rappresentano appunto la quotidianità o meglio il privato di ognuno di noi.

Negli ultimi mesi, particolarmente in voga tra i giovani, oltre ai vari social ormai famosi e utilizzati in tutto il mondo come Facebook e Twitter, oppure ancora Instagram e oltre i famosi servizi di messaggistica istantanea come Whatasapp vi troviamo anche Snapchat ovvero l’app più popolare tra i giovani di tutto il mondo e soprattutto la più popolare tra i teenager Usa, che permette di condividere foto e brevi filmati che resteranno visibili solamente per 24 ore.  Talvolta però i social vengono anche utilizzati per raccontare delle storie assurde, i giovani attraverso i social condividono davvero l’incredibile, video e fotografie che in alcuni casi servono anche a denunciare casi di violenza o altro ancora.

E proprio nelle ultime ore a fare particolarmente discutere è una storia che arriva direttamente da Lee County, ovvero la contea della Florida, negli Stati Uniti, una storia assurda che vede come protagonista una ragazzina di soli quindici anni che proprio nei bagni della scuola da lei stessa frequentata si sarebbe incontrata ed avrebbe fatto sesso con 25 compagni e dunque 25 studenti. La scuola finita al centro dell’attenzione mediatica ma soprattutto al centro della cronica di tutto il mondo è nello specifico la South Fort Myers High School che adesso, dopo la diffusione della notizia in questione e soprattutto dopo che, a confermare tali indiscrezioni sia anche spuntato un video pubblicato su Snapchat da uno degli studenti incriminati, sembra proprio abbia avviato un’indagine interna all’istituto.

Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sembra proprio che la quindicenne abbia avuto, nei bagni della scuola, dei rapporti sessuali con 25 dei suoi compagni di scuola e proprio il video ‘dell’orgia scolastica’ è poi finito su Snapchat creando un vero e proprio tumulto ma soprattutto facendo discutere genitori, autorità scolastiche fino ad arrivare anche al governo statale. Nel video in questione è possibile notare un gruppo numeroso di ragazzi che entrano ed escono dal bagno della scuola e tra i ragazzi coinvolti vi sarebbero anche molti atleti della squadra di calcio della stessa scuola. Anche le autorità hanno comunque deciso di aprire un’indagine per far chiarezza sullo sconcertante accaduto. Una storia questa che sta sconvolgendo non solo la Florida, ed infatti la notizia in questione ha fatto in poco tempo davvero il giro del mondo.

a è normale non provare piacere?». «Mi fa male un testicolo: devo preoccuparmi?». «Una mia compagna di classe mi ha abbracciata, mi ha emozionato sentire il suo seno contro il mio petto. Vuol dire che sono lesbica?». «Se guardo un mio amico che fa la doccia nello spogliatoio sono gay?». «Mentre io e il mio fidanzato ci accarezzavamo mi è arrivato dello sperma sulle cosce: rischio di restare incinta?». «Gli spermatozoi nuotano, se eiaculo in acqua?». «Che cos’è la circoncisione?». «La prima volta è dolorosa?». «Davanti a una ragazza non ho avuto la reazione “giusta”: è un problema?».
Le domande degli adolescenti sul sesso sono imprevedibili, spassose e sconcertanti. Quando fanno gruppo sembrano invincibili, forti e sfrontati: in realtà hanno le idee piuttosto confuse, e, spesso, non sanno con chi chiarirsele. Per le femmine è più semplice: crescono con la mentalità del consultorio, sanno dove andare per un’emergenza; alla peggio, e cioè se hanno bisogno della pillola del giorno dopo, chiedono a un’amica diciottenne di andare in farmacia al posto loro. I maschi no. Cameratismo e machi- smo prevalgono sul bisogno di confrontarsi. Con i genitori, neanche a parlarne: è l’età delle sfide, non si
può cedere su un argomento del genere. L’andrologo? E un personaggio da vecchi. Restano i film porno, ma servono a poco. Soprattutto, creano aspettative troppo alte.
Il risultato, certificato dalle ricerche, è che aumentano i ragazzini che fanno l’amore per la prima volta con un «rapporto mercenario». Stefania Piloni, ginecologa e docente in Medicina naturale all’Università di Milano, non si stupisce più davanti a niente. Da un paio d’anni con altri medici va gratuitamente nelle scuole per fare educazione sessuale. Quelli che incontra sono studenti di terza media e dei primi due anni delle superiori. «Una volta uno di loro mi ha detto che stava mettendo da parte i soldi per una prostituta. Era confuso: “Voi donne laggiù avete tre fessure e io ho paura di sbagliare. Preferisco fare così, almeno capisco come funziona e non faccio brutta figura”». Verrebbe da ridere, se non fosse vero. Piloni prosegue: «Ho sdrammatizzato: gli ho spiegato che una è talmente piccola che ci può passare solo la pipì. Un’altra è quella dell’ano, e difficilmente si esplora al primo rapporto, non è comodissima. Infine c’è quella che serve a lui, ma può stare tranquillo perché le ragazze collaborano per farla trovare».
Mai dare nulla per scontato. Alcuni adolescenti temono che ricorrere troppo spesso all’autoerotismo possa renderli impotenti. Altri acquistano su Internet le pillole blu perché hanno paura delle defaillance. Non pensano che il sesso possa anche far ridere, che sia qualcosa da sperimentare insieme. Le ragazze, invece, chiedono sempre quando possono fidarsi del partner e sostituire il preservativo con la pillola. Piloni risponde così: «La fiducia non ha ricette. Ma raccomando minimo tre mesi di coppia stabile prima togliere le barriere di scudo alle malattie».

Peace & Love» gridavano gli anti-nuclearisti negli anni Sessanta. Gli anni Settanta, più pragmatici, tradussero subito in Pace e Sesso. Ma sarai poi vero che hanno pari dignità? Prendiamo la Pace che non è certo l’argomento più sexy del mondo: anche John Maynard Keynes aveva trovato naturale dedicarle un saggio: Le conseguenze economiche della Pace del 1919. Ma se cercate di capirne di più di quello che, se vogliamo, è un suo naturale addentellato, il Pil del sesso and Co. (legale, illegale, etero, omo, trans, matrimoniale ed extra) allora le cose si complicano. La partita doppia del sesso, fatta di ricavi, costi, utili e perdite, sembra il bilancio di una società offshore: opaca, sfuggevole. Chi spende non lo vuole dire, chi paga lo fa di nascosto. I Panama Papers, al confronto, arrossiscono. Ma qualcosa si può ottenere.
L’Economist aveva tentato. Una prima voce del bilancio del sesso è la prostituzione. Un paio di anni fa il settimanale inglese aveva intervistato 190 mila donne in città di 12 Paesi diversi, da Vancouver a Tokyo, che lavoravano per siti web. Era emerso che un’ora di sesso — per un «servizio standard» — costa in media 260 dollari. Un crollo del 23% dal 2006 senza considerare l’inflazione. Questo ci dà un primo importante risultato: il Pil del sesso segue l’andamento depresso del Pil mondiale. Con quelle famose scatole con cui i dipendenti della fallita Lehman Brothers furono fotografati all’alba del 2008 non è iniziata solo una crisi finanziaria ma anche di attività merceologiche insospettabili.
Dal 2014 l’Istat monitora l’economia illegale e il Codacons ha stimato in 3,6 miliardi di euro il mercato annuo della prostituzione in Italia. In crescita (+25,8% sul 2007) ma non in contrasto con l’Economist perché la crisi ha fatto aumentare da 70 a 90 mila le «operatrici» (copyright del Codacons). Solita storia: il Pil su, quello pro capite giù. Per riempire il più possibile il bilancio della nostra offshore dobbiamo aggiungere il mercato dei profilattici (merce a cavallo tra matrimoni, scappatelle e altro). In Italia nel 2014 sono state vendute 9,3 milioni di confezioni in farmacie e parafarmacie (11,1 milioni del 2007). Nei supermercati se ne vendono altre 41 milioni all’anno. A 10 euro di prezzo medio (secondo Nielsen sono in crescita quelli low cost) dovremmo aggiungere circa mezzo miliardo. E poi c’è la pillola blu, al secolo il Viagra. In Italia se ne vendono circa 7 milioni l’anno, circa 100 milioni dallo sbarco nelle farmacie per il quale c’è (come per gli eventi importanti) anche una data: il 13 novembre del ’98 (fanno 21 milioni annui a 3,31 euro al dettaglio). Al nostro bilancio andrebbero aggiunti: alberghetti ad ore, turismo sessuale, app come Tinder, traffico dati per i terabyte di video (su Google trends la parola «sex» risulta in costante crescita con dei picchi di ricerca in agosto e in dicembre che, senza bisogno di analisi sociologiche, possono essere correlati con le festività). Ma queste sono proprio voci offshore della «Peace, Sex and Money Corporation». Di cui, bene o male, qualcuno risulta azionista.

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