Forlì, finti abbandoni di minori tutti albanesi 66 denunciati: fingevano di essere da soli per andare nei centri di sostegno

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Davvero incredibile quanto scoperto a Forlì, dove la Squadra Mobile diretta dal dirigente Claudio Cagnini, ha praticamente denunciato 41 adulti per abbandono di minore, truffa ai danni dello stato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ed ancora 25 minori per il reato di truffa ai danni dello stato, tutti albanesi. Sostanzialmente, i minori sono accusati di truffa per essersi presentati su indicazione delle loro famiglie, presso le caserme dei carabinieri fingendo di essere stati abbandonati per poi essere presi in carico ed affidati alle strutture protette italiane presenti sul territorio.

Un modo, dunque, per ottenere vitto, alloggio, mediazione culturale e linguistica, sostegno nelle attività formative, fino al compimento dei 18 anni, ottenendo anche facilitazioni per il permesso di soggiorno e canali preferenziali per l’ingresso nel mondo del lavoro. L’indagine della Squadra mobile di Forlì-Cesena diretta da Claudio Cagnini pare sia stata aperta nel mese di novembre dello scorso anno, ed ha sin da subito riguardato l’incremento sospetto del flusso di minori non accompagnati di nazionalità albanese accolti e collocati presso strutture pubbliche del comprensorio fino al compimento della maggiore età.

Grazie alla collaborazione dei servizi socio-assistenziali del Comune di Forlì si è appurato che i giovani di età compresa tra i 13 ed i 17 anni erano arrivati in Italia accompagnati da maggiorenni nella maggior parte genitori o comunque parenti; questi minori una volta giunti in Italia avevano dichiarato di essere dei turisti, salvo poi presentarsi alle forze dell’ordine, ovvero ai servizi sociali della località prescelta, sostenendo di essere stati abbandonati o di essere sfuggiti al controllo degli affidatari. In alcuni casi i minori venivano lasciati nelle piazzole di sosta dell’autostrada A14,tanto che si era pensato che vi fosse un racket dietro, o un traffico di minori, ipotesi che però fortunatamente sono state escluse subito dopo un’approfondita indagine.

Le indagini hanno permesso di scoprire il raggiro e soprattutto di scoprire che i genitori ancora soggiornanti in città attendevo con ansia la prima chiamata dei figli che nel frattempo venivano sistemati nelle strutture italiane. Un raggiro che ha avuto un costo non indifferente,visto che il Comune di Forlì proprio in questi giorni ha fatto sapere che aver tolto dalle strutture protette questi giovani ha determinato un risparmio di circa 900 mila euro nei prossimi anni; per chi non lo sapesse, infatti, per i minori non accompagnati il costo medio è di 90 euro al giorno di cui metà a carico del Comune e metà allo Stato.  Le indagini hanno appurato che in Emilia-Romagna su 587 minori stranieri non accompagnati presenti, ben 374 (il 63%) è di nazionalità albanese.Gli investigatori hanno precisato che di questi il comune di Forlì ne ha presi in carico 11 nel 2013, 20 nel 2014 e 36 nel 2015.

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