Formula 1 GPAustria 2016 Streaming Gratis Live Tv Sky e Rojadirecta alle 18 differita Rai

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Formula-Uno-2016

GP d’Austria corre sul Red Bull Ring. Sono previsti 21 giri, ciascuno di 4.326 metri) per un totale di 307,020 km. La gara scatta alle 14. Sky Sport F1 HD la trasmette in diretta. Possibile anche seguire la differita su Rail alle 18,30. classifiche Mondiale piloti. 1. Rosberg p. 142; 2. Hamilton 117; 3. Vettel 96; 4. Raikkonen 81, Ricciardo 78; 5. Ricciardo 78; 6. Verstappen 54; 7. Bottas 52; 8. Perez 39; 9. Massa 38; 10. Kvyat 22; 11. Grosjean 22; 12. Hulkenberg 20; 13. Alonso 18; 14. Sainz jr 18; 15. Magnussen 6; 16. Button 5; 17. Vandoorne 1. Costruttori 1. Mercedes 258; 2. Ferrari 177; 3. Red Bull 140; 4. Williams 90; 5. Force India 59; 6. Toro Rosso 32; 7. McLaren 24; 8. Haas 22; 9. Renault 6.

Quest’anno manca sempre qualcosa alla Ferrari per andare a dormire serena e soddisfatta avendo fatto tutti i compiti a casa alla perfezione. Una volta la macchina, l’altra i piloti, sempre un pizzico (o quantità industriali) di sfortuna sottoforma di qualcuno che ti tampona o di meteo avverso (pioggia o temperature tropo alte), un’altra ancora gli avversari, che quelli sono forti davvero. Alla line il risultato non cambia e non arriva mai la situazione giusta, neanche quella che ti fa sfruttare l’occasione, esultare per una vittoria, una pole. Insomma, per qualcosa che premi il gran lavoro portato avanti per raggiungere questa Mercedes sempre più chimera. Poi magari oggi l’allineamento dei pianeti si realizza e finalmente si va tutti a festeggiare, che sarebbe anche ora.

IL BELLO. Prendete ieri, ad esempio. Strategia d’attacco, perfetta: cambio di motori termici per le due vetture, un altro gettone per l’elettronica, sostituzione del cambio a Vettel e Q2 da applausi. Con la Ferrari che sorprende tutti e nel valzer infinito delle gomme sull’asciutto sceglie le supersoft e con Vettel arriva a soli tre decimi da super Hamilton e baby Rosberg che però girano con le ultrasoft. Tradotto in numeri: aggancio ala Stella. E questo per la gara, al netto delle qualifiche da cancellare sarà un gran vantaggio per le due Rosse che hanno dimostrato di poter girare alla grande con quelle gomme che alla distanza tengono di più delle altre con le quali le Mercedes (che hanno tentato invano – causa pioggia – di copiare la strategia Ferrari) saranno costrette a partire per poi forse anticipare la prima sosta ai box. Da applausi il rallentamento volontario di Kimi sul traguardo quando si è reso conto che con le ultrasoft avrebbe migliorato il suo tempo precedente ma stava per piovere.

IL BRUTTO. Si arriva alla Q3, per la griglia di partenza ed eccola, la pioggia. Tanto basta per squinternare le strategie dei box Ferrari che con gomme intermedie e su una pista che si asciuga molto più velocemente del previsto non riesce a scegliere i tempi giusti per rimontare le slick e avvicinarsi alle posizioni degne del suo notevole e ancora non del tutto espresso potenziale. Senza contare l’altra occasione mancata: cioè sfruttare completamente anche l’errore di Rosberg nelle ultime libere che lo costringerà a patire la stessa penalizzazione di Vettel dovendo sostituire anche lui il cambio. Morale della favola: Vettel chiude 4° ma al via si troverà in quinta fila (9°) pervia della sua penalizzazione dovuta alla sostituzione del cambio. Raikkonen fa peggio, finisce 6° e parte in seconda fila (4°) solo per le retrocessioni già citate di Vettel e Rosberg. La pole? Hamilton, ovviamente, alla 5a stagionale. Ma la sorpresa non è lui, bensì Hulkenberg in prima fila e addirittura Button (3°), sì proprio lui, subito dietro con la McLaren (!), per la disperazione di un infuriato Alonso che invece non era riuscito ad evitare il “taglio” in Q2 perché ai box gli avevano montato gomme usate. Disperazione condivisa ai box Ferrari per il tempismo sbagliato della pioggia. Che non cancella quanto di buono fatto vedere in Q2 ma lascia qualche dubbio. Va bene Button e Hulkenberg, che non avevano nulla da perdere, ma perché Hamilton riesce a rischiare sempre di più dei ferraristi nel momento che conta? E quanto sono stati frenati Seb e Kimi dalla consapevolezza di non poter sbagliare nella gara in cui Maranello si è giocata altre carte importanti e con il jolly delle supersoft al via da portare all’incasso? CORDOLI. Chiusura dedicata ai nuovi cordoli del circuito di Zeltweg. Rosberg ci ha rimesso la sospensione, il cambio e 5 posizioni in griglia. A Perez e Kvyat sono costati, oltre a qualche brivido, l’eliminazione in Q1. C’è da aggiungere altro? Ah, sì: speriamo nell’allineamento dei pianeti Rossi.

Sintetico, razionale, un po’ freddino: Sebastian Vettel, forse condizionato dalla vigilia dei quarti di finale dell’Europeo francese, non ha trasmesso particolari emozioni alla fine delle qualifiche. Fortuna, il risultato ottenuto in griglia, secondo il tedesco, è dipeso in buona parte dalla fortuna. «Non credo sia mancato nulla alle nostre qualifiche. Ci è mancato solo il tempo, perché se passi la linea del traguardo più tardi puoi sfruttare una pista più asciutta. E’ una questione di fortuna alla fine. Noi abbiamo fatto la cosa giusta, c’era molto traffico e la pista si è asciugata molto rapidamente. Credo che più tardi avessi passato il traguardo e meglio sarebbe stato» Vettel però è onesto. Sa che non è stata solo fortuna quella che ha premiato Hamilton, Hulkenberg e Button. Come sa di non aver potuto-voluto tirare fuori il massimo dalla sua Ferrari. «E’ difficile dire quanti rischi avrei potuto correre, forse avrei potuto fare di più e non sono del tutto contento di me stesso. So che è soltato un giro che determina la tua posizione in griglia e quelli davanti a me hanno semplicemente preso più rischi.

E’ semplice». Vettel non si mostra nemmeno particolarmente esaltato dalla possibilità di sfruttare, come Raikkonen, il jolly delle gomme supersoft, che in caso di corsa asciutta dovrebbero regalare un bel vantaggio alle macchine di Mara- nello e costringere invece le Mercedes ad un primo cambio-gomme probabilmente anticipato. «Speriamo che la scelta fatta in Q2 possa dare i frutti sperati. Pensavamo fosse il modo migliore per partire in gara e se questo sarà vero o meno potremo vederlo solo durante la corsa. Partirò dalla quinta fila e vedrò cosa posso fare per recuperare posizioni». Più positivo, come approccio, Kimi Raikkonen forse per la partenza meno complicata che l’attende, in seconda fila. «La pista si è asciugata subito in Q3, ed era difficile capire che tipo di gomme servissero. Così alla fine per una serie di fattori non siamo riusciti a fare tutto per bene e a mettere insieme il giro buono quando serviva. Sono deluso dal sesto tempo, pensavo di fare meglio «È stata una questione di fortuna e di tempo Speriamo bene con le supersoft» ma con le penalità di Rosberg e Vettel , il quarto posto non è così male»Da segnalare i ringraziamenti sentiti di Rosberg ai meccanici, compresi quelli di Hamilton, che dopo l’incidente nelle ultime libere sono riusciti a rimettere in sesto la su Mercedes con soli 11′ disponibili prima dell’inizio delle qualifiche.

Il via alle 14 Sul circuito di Spielberg alle ore 14 si corre il GP d’Austria, 9a prova del Mondiale 2016 di F.1. Oggi: ore 9.10 gara 2 GP3, 10.20 sprint race GP2, 11.30 gara Porsche Super Cup, 14 gara F.1. Tv: tutto in diretta Sky Sport F1 (gara in diretta anche su Sky Sport 1, in replica alle 17 su Sky Sport F1, in differita alle 18.35 su Rai2). , diretta su Sky Sport F1 (m.b.) Saranno dodici le gare dell’Aci Racing Weekend, di scena oggi all’autodromo umbro di Magione. Ieri nelle qualifiche, tra le Turismo doppia pole per il leader Colciago (Honda), sempre davanti a Beretta (Seat) e Viberti (Seat). Nel Trofeo Abarth l’ha spuntata Barberini, davanti a Pajuranta e Darbon. Bis anche nei Prototipi con Bellarosa (Wolf), sempre davanti a Margelli (Norma) e Francisci. Nel Mini Challenge, miglior tempo per Tramontozzi, affiancato al via da Calcagni. A completare la giornata le Bicilindriche e la Supercup, un tocco retro con le “piccole” che hanno fatto la storia dell’automobilismo.

La vittoria in Canada gli aveva fatto venire in mente «Rumble in the Jungle», il celebre combattimento a Kinshasa fra il suo idolo Muhammad Ali e George Foreman. La pole position firmata ieri da Lewis Hamilton potrebbe invece ricordare «Thrilla in Manila», l’altra indimenticabile sfida fra «The Greatest» e Joe Frazier. Anche a Zeltweg, in una qualifica da batticuore, il campione del mondo della Mercedes ha suonato gli avversari come sacchi da boxe. Il pugno del k.o. proprio sulla campana, con un giro impressionante nei minuti finali, quando la pista si stava rapidamente asciugando dopo il temporale. Il compagno Nico Rosberg è rimasto a 543 millesimi, la sorpresa Nico Hulkenberg (Force India) a 1”363 e la Ferrari di Sebastian Vettel a quasi 2”.

TIGROTTO estione di tempismo. Una zampata come quella dei felini tanto amati da Hamilton, che possiede perfino un cucciolo di tigre. Ma anche un misto di classe, strategia e azzardo calcolato, che ha consentito all’inglese di centrare la pole numero 54 della carriera, la quinta dell’anno, avvicinandosi ancora di più ad Ayrton Senna, l’altro suo mito sportivo. «E’ stato divertente. Mi sono preso un grosso rischio, entrando a cambiare le gomme da bagnato con quelle da asciutto quando l’asfalto cominciava ad asciugarsi, ma ha funzionato — confessa Hamilton —. In condizioni difficili, sono a mio agio. E il giro poteva essere ancora più veloce, perché era difficile valutare l’aderenza in ogni curva e quindi non ho spinto al massimo».

CHE BOTTA Hamilton è così. Forse l’unico in F.1 capace di tirare fuori davvero una magia sul giro singolo. Tanto da rimettersi in carreggiata rispetto al venerdì. Mentre Rosberg è stato più titubante al momento di rientrare. Ma neppure una qualifica da roulette — con sole, pioggia e ancora sole nell’arco di un’ora — ha scalzato le Mercedes dalla vetta. Seppure Nico, leader del Mondiale, oggi partirà indietro (6°) per la sostituzione del cambio, danneggiato nell’urto contro le barriere durante le prove del mattino. «La sospensione posteriore sinistra si è rotta in una normale uscita sul cordolo alla curva 2 — spiega contrariato Rosberg —. Poi il team ha fatto un miracolo per risistemare la macchina. Pure i meccanici di Lewis hanno aiutato i miei. In gara dovrò rimontare».

ILLUSIONE E le Ferrari? L’illusione, per Sebastian Vettel, è durata fino alle qualifiche. Nelle libere, la rossa del tedesco si è messa a volare, complice anche il caldo, che stavolta ha messo le ali alla SF16-H. Mentre le Mercedes soffrivano di «blistering» (bolle) sulle gomme ultrasoft, che si distruggevano in pochi giri. Ma poi in qualifica, quando il cielo si è annuvolato e le temperature sono calate di quasi 10° fra Q1 e Q2, le Frecce d’argento sono tornate davanti. Finché la pioggia ha rimescolato tutto, premiando in Q3 chi ha montato prima gli pneumatici slick sull’asfalto che si asciugava. «I tre davanti a me hanno rischiato di più e hanno sfruttato la pista che diventava più veloce. Io, in fondo, ho fatto solo un giro», spiega Vettel. ARMI IN PIÙ Oggi Seb partirà 9°, per la penalità dovuta al cambio sostituito venerdì, e così alle spalle di Hamilton si ritroveranno Hulkenberg e Jenson Button (McLaren), sempre bravo quando ci sono condizioni incerte. Mentre Kimi Raikkonen scatterà 4°, davanti alla Red Bull di Daniel Ricciardo, dopo una qualifica deludente. «Era difficile valutare il grip, perché in certi punti la traiettoria era ancora umida», si difende il ferrari- sta. Hamilton, però, ci è riuscito. In gara, se non pioverà, la Ferrari potrebbe avere due armi a favore. Le gomme supersoft con cui partirà, che all’inizio consentiranno a Vettel di fare più strada, facilitando la rimonta. E il degrado inferiore alla Mercedes mostrato con le ultrasoft. «Le mie Ultra- soft duravano quattro giri e quelle di Nico appena otto. Sarà dura», ammette preoccupato Hamilton. Mentre Rosberg spera che faccia «più freddo, per limitare il degrado». Nemmeno i panzer sono invulnerabili.

Mentre la classifica delle Q3 scrollava continuamente come un tabellone dei treni in partenza, la speranza pareva lecita. Verosimile, persino: una Ferrari in prima fila — vera con Raikkonen e/ o anche solo virtuale col penalizzato Vettel — sembrava possibile. E invece no, anche col caldo che in un minuto volge in pioggia, anche con la giravolta di gomme da azzardare e da scaldare, vince sempre il gattopardismo di questa Formula1 in cui ci sono 22 macchine che girano, tanti tipi di pneumatici dai colori diversi e alla fine sta davanti sempre la Mercedes. Per la soddisfazione, molto ben nascosta dall’aplomb, dell’ospite d’onore: George Lucas. Il papà di «Guerre Stellari» è con la moglie Mellody Hobson, alto dirigente della Dreamworks, e mentre lasciavano il Redbull Ring ha detto: «Mi piace molto qui, anche se il mio GP preferito è Montecarlo. Oggi è stato divertente, anche perché il mio pilota preferito è Lewis Hamilton».

PIU’ CORAGGIO Dunque niente, nemmeno per il compleanno — oggi ne compie 29 — Sebastian Vettel trova un tempo da prima fila. Che nel 2016 resta interdetta alla rosse (Seb, secondo, a Sochi fu penalizzato). Nel corso della Q3, mentre la pista asciugava rapidamente, i tempi si abbassavano via via che ci si avvicinava alla bandiera a scacchi. Per questo il tedesco dice: «Più tardi provavi a fare il tempo e più avevi possibilità di migliorarlo, anche se al momento di cambiare le gomme (di passare cioè dalle intermedie montate da tutti all’inizio della Q3, alle ultrasoft; n.d.r.) ovviamente non sapevi quanto rapidamente la pista si sarebbe asciugata». In definitiva quindi: «Forse abbiamo rischiato troppo poco, altri lo hanno fatto più di noi. E infatti quelli che hanno ottenuto un tempo migliore del nostro lo hanno fatto dopo di me. Ma è anche stata una questione di fortuna. Io ho avuto un solo giro per il tempo». Così, cioè con un quarto posto che per via della penalizzazione (per la sostituzione del cambio) si trasforma in nono.

Quinta fila. Da cui risalire con le gomme super soft. Ed è questa, secondo Seb «la buona notizia». Che in Q2 ha fatto il terzo tempo, ma mentre le Merce- des avevano le ultrasoft, lui aveva le super, con le quali partirà oggi. Strategia intelligente: «Così potrò fare molta strada». E impostare la rimonta, consapevole che Hamilton e Rosberg le loro ultra le dovranno cambiare presto. Ultra con le quali invece ieri mattina Vet- tel e Raikkonen erano stati i più veloci nelle ultime libere.

KIMI Sesto tempo per Raikkonen: tra sé e Vettel ha visto inserirsi il redivivo Jenson Button. «Amo guidare in questa condizioni», ha sorriso l’ex iridato della McLaren. «Sono un po’ deluso, si poteva fare meglio — ha ammesso Kimi —, ma con tutti i cambiamenti in Q3 ho avuto tanti piccoli problemi. Con le penalizzazioni davanti a me però non è poi male». Vero: è un sesto che, con le retrocessioni di Rosberg e Vettel, vale il quarto posto in griglia. «La macchina è buona, sia sull’asciutto che sul bagnato. Le super soft potrebbero essere un vantaggio, dipenderà molto dalle condizioni climatiche. Cercheremo di fare meglio di oggi». Speriamo.

Il dubbio era già venuto durante le ricognizioni, quando la Safety Car ha spaccato una gomma. Poi, venerdì, ci sono state le due uscite di pista costate parecchi danni alla Red Bull di Max Verstappen, e giù a dargli del cretino. Ma ieri si è forse capito che i grossi panettoni gialli piazzati a limitare le vie di fuga di Zeltweg e in generale i nuovi cordoli, modificati per ospitare le gare di MotoGP e Dtm, così sicuri forse non sono. Le sospensioni che hanno ceduto sulla Mercedes di Nico Rosberg, sulla Force India di Sergio Perez e sulla Toro Rosso di Daniil Kvyat, fra libere e qualifica, sono più di un indizio. E nel caso del russo, l’incidente spettacolare poteva avere anche conseguenze peggiori.

NO DI WHITING Fra l’altro, i problemi si sono verificati in punti diversi. A Rosberg ha ceduto la sospensione posteriore sinistra, per le vibrazioni in uscita sul cordolo della curva 2, spedendo il tedesco in testacoda contro le barriere. A Perez la posteriore destra, nella stessa curva. Mentre a Kvyat sempre la posteriore destra, ma in uscita dalla curva 8. Inoltre, a Verstappen, venerdì si era rotto il triangolo anteriore destro alla curva 5, passando sui panettoni gialli. Ma le perplessità, sollevate per prima dalla Red Bull, non hanno trovato d’accordo il delegato tecnico Charlie Whiting della Fia, che venerdì ha risposto con un «no» alla richiesta di intervenire andando a modificare i cordoli. Sarà una variabile in più da considerare per oggi.

I PILOTI Eppure, soprattutto nel caso di Rosberg e Kvyat, è veramente difficile trovare un errore del pilota, come spiegazione per quello che è successo. «Io mi sono tenuto lontano dai “panettoni” gialli», conferma Kvyat. Lo scalino presente all’esterno dei cordoli, che sono stati abbassati in vista della gara di MotoGP del 14 agosto, potrebbe avere avuto ripercussioni sulle sospensioni. «L’idea di piazzare delle limitazioni, per non superare i bordi della pista, è buona. Ma i cordoli gialli sono pericolosi. Bisogna trovare altre soluzioni — ha commentato ieri Lewis Hamilton, andando controcorrente rispetto a quello che avevano detto all’inizio Fernando Alonso e molti piloti —. Sono certo che Charlie e la Fia lo terranno presente». Della stessa opinione anche Sebastian Vettel: «E’ chiaro che è meglio non toccare i cordoli. Ma, adesso, non si possono modificare per la gara. Bisognerà pensarci per l’anno prossimo».

Versione bicchiere mezzo vuoto: per una serie di ragioni, che si possono esaminare una ad una, la Ferrari è indietro sulla griglia di partenza del GP d’Austria, che si corre oggi a Zeltweg (dizione “classica” per la pista, anche se in realtà sorge nel comune di Spielberg e da un po’ di anno si chiama Red Bull Ring, dal momento che l’azienda di soft drink l’ha acquistato e poi ha speso una fortuna per ristrutturarlo).
Versione bicchiere mezzo pieno: anche se Vettel è solo nono (causa anche la penalizzazione per sostituzione del cambio), sia lui sia Raikkonen scattano con le gomme “supersoft”, cosa che dovrebbe garantire un vantaggio sui diretti rivali, che hanno le “ultrasoft”.
Certo, ieri in qualifica è accaduto di tutto. Sole, pioggia e ancora sole, la conseguente difficoltà a usare le gomme giuste. In più le polemiche (non solo di ieri) per i dissuasori messi oltre i cordoli, troppo alti, che hanno messo a dura prova le monoposto. Le più penalizzate sono state le Toro Rosso, con Daniil Kvyat protagonista di una terrificante uscita di pista con la macchina semidistrutta contro le barriere dopo la rottura delle sospensioni: il pilota russo è uscito per fortuna indenne, ma per il suo incidente la “Q1” è stata sospesa un quarto d’ora. Anche il compagno Carlos Sainz non è stato fortunato, visto che ha rotto il motore. I colpi di scena non sono mancati (e, una tantum, meglio così).
Ancora una volta in pole position partirà una Mercedes, quella di Lewis Hamilton (alla sua 54a pole, la terza consecutiva in Austria). Il campione del mondo ha preceduto Nico Rosberg (penalizzato anche lui per sostituzione del cambio, come Vettel) e alla sorprendente (sempre meno, però) Force India di Nico Hulkenberg. Quarto tempo – penalità a parte – per Vettel. Terza fila invece per la Red Bull di Daniel Ricciardo e la Williams di Valtteri Bottas.
La Ferrari poteva fare meglio? Forse sì, perché nella complessa sequenza pista bagnata-pista aasciutta ha contato molto il “timing”
(cioè il momento dell’uscita in pista). Lo ha riconosciuto anche Hamilton, che ha conquistato la pole in extremis. «Per fortuna ho fatto un ultimo giro perfetto – ha detto – Sono felice. E’ incredibile come velocemente si asciuga questa pista, è come guidare nella nebbia. Era molto scivolosa, poi si asciugava di angolo in angolo». Vettel recita il mea culpa: «Non ho rischiato a sufficienza – ha ammesso – per questo non sono pienamente soddisfatto del mio giro, né di me stesso. I tre davanti a me hanno corso più rischi. Peccato che la pista si sia asciugata troppo presto. Non credo sia mancato nulla, se qualcosa è mancato è stato il tempo. Attraversi il traguardo un pochino più tardi e il circuito si asciuga. La scelta delle supersoft in “Q2”? Abbiamo pensato fosse il modo migliore per partire in gara, vedremo domani se sarà vero».
Anche Raikkonen avrà le stesse gomme: «Era difficile capire dove era asciutto e dove no – dice Raikkonen – Comunque sono riuscito a spingere. E’ stata una giornata discreta, ma condizionata dal meteo». Si vedrà oggi quale strategia è stata quella giusta. Ma, attenzione, molto dipenderà (anche in gara) dalla volubilità del tempo.

La Ferrari preme sull’acceleratore. Vabbé, forse fin troppo, visto che Sebastian Vettel è protagonista di un testacoda alla curca 2 del circuito austriaco di Spielberg che lo costringe a fermarsi sulla ghiaia e a interrompere le sue prove («alla line abbiamo perso un paio di minuti, ma non ci ha condizionato più di tanto – racconta il tedesco -. Ho avuto un problema alla ripartizione di frenata e sono stato colto di sorpresa, ma per fortuna non è successo nulla»). Ma la sostanza è un’altra e riguarda appunto la parte di “spinta’,’ ovvero le power unit come da un paio d’anni si chiamano i motori complicatissimi della Formula 1.

La Ferrari insegue ancora la Mercedes, ma non accetta il ruolo di inseguitrice. Anche perché a premere per primo sull’acceleratore verbalmente (ma le sue parole, come si dice, pensano come macigni) è il presidente Marchion- ne. Così ecco che in Austria è stata scelta una linea d’attacco, accettandone tutti i rischi.

La notizia (se non confermata ufficialmente dalla Scuderia di Maranello) è che il motore termico (il turbo 1.6) è stato ulteriormente sviluppato con un “gettone” dopo le modifiche introdotte in Canada (“pagando” due “gettoni” dei 32 a disposizione in una stagione, per altro già quasi tutti spesi dalla Ferrari). Inizialmente sembrava che la modifica fosse alla gestione elettronica della MGU-K, ovvero al motore elettrico, invece pare che sia stata rivista ulteriormente la parte termica per adattarla alla nuova superbenziana (e ce chi dice pure superlubrificante) studiata dalla Shell in esclusiva per Maranello. Il tutto per guadagnare quei (pochi) cavalli che colmerebbero il gap (se non produrrebbero un sorpasso) sulla “potenza” della power unit Mercedes.

Una bella notizia, dunque. Se non fosse che alla Mercedes restano ben 13 “gettoni” mentre alla Ferrari “due” (probabilmente li spenderà a Spa) e che porta con sé alcune controindicazioni. Il nuovo motore, che verrà montato oggi per le qualifiche sulle due monoposto, porterò a tre il conteggio di quelli usati da Kimi Raikkonen e quattro per Vettel. E il regolamento consente l’utilizzo di 5 power unit per tutta la stagione, ovvero per 21 gare. E il GP d’Austria è solo la nona. Alla 6a unità motrice scatta la penalizzazione: 10 posizioni in meno in griglia.
Pesante e che di volta in volta si somma.

L’azzardo è dovuto al fatto che la Ferrari vuole vincere, tornare a vincere. E visto che Nico Rosberg (anche ieri il più veloce e perfettamente a suo agio sul Red Bull Ring, con solo 3 power unit usate) pare involato verso il titolo, si punta ai successi e a Lewis Hamilton, che in Austria ha montato il quinto motore e quindi incapperà sicuramente in una penalità. «Probabilmente di più, devo solo decidere io quando» ammette l’inglese.Il gioco varrà la candela? Lo vedremo forse già da oggi in qualifica, dove ricordiamo Vettel dovrà comunque scontare 5 posizioni di penalità per la sostituzione del cambio effettuata in questo GP. Un Seb 3° a 6 decimi dalle Mercedes con un long run (25 giri) sulle ultrasoft (il degrado pare notevole) nonostante l’acquazzone che ha interrotto la seconda sessione di prove, ma cauto. «Credo che sia stata una giornata comunque discreta, il feeling è buono. Possibilità di vincere? Bisogna crederci sempre, ogni gara è una possibilità. Purtroppo la giornata è stata frammentata e non è ancora chiaro quali siano i valori in campo con precisione, ma nel complesso credo che dovremmo essere a posto».

Non solo Formula 1 diretta tv: info streaming gratis

I non abbonati alla piattaforma satellitare di Murdoch avranno la possibilità di guardare la Formula 1 in streaming gratis su alcuni siti internet che offrono questo tipo di servizio. Va detto, tuttavia, che la visione del gran premio di Austria, attraverso l’utilizzo di questi siti, è una pratica vietata dalla legge italiana e costituisce, pertanto, reato. Noi ci limitiamo ad elencarvi gli indirizzi web principali che permettono di vedere lo streaming gratuito. Tra questi, il più famoso è, sicuramente, Rojadirecta. Questo sito garantisce, infatti, la copertura di tutto lo sport in streaming, anche se, come già scritto sopra, è stato oscurato in Italia al suo indirizzo web originario. Nonostante ciò, il sito è raggiungibile attraverso una facile ricerca su Google, dove vi basterà scrivere la parola Rojadirecta.tv, che vi indirizzerà al sito internet della piattaforma streaming più conosciuta nel web. Su Rojadirecta gli eventi sportivi in stream si vedono senza grosse interruzioni di buffering. Altri siti sono Rinconrojadirecta e UccioSport, ma, con delle accurate ricerche sul web, se ne possono trovare tantissimi.
L’alternativa, per prender parte alla visione del GP Austria è data da SkyGo, anche se l’utilizzo di questa app è precluso a chi non è abbonato Sky. I possessori di un abbonamento, comunque, potranno guardare in streaming gratis il gran premio di oggi, domenica 3 luglio. Basterà fare la registrazione a questo sito e scaricare l’app gratuita SkyGo (dallo Store del proprio smartphone o tablet).
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