Formula 1 Gran Premio Australia Streaming Gratis Diretta Live TV da Melbourne su Rojadirecta, Sky e in chiaro

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FORMULA UNO GRANPREMIO D’AUSTRALIA MELBOURNE DOVE VEDERE LO STREAMING GRATIS  Il GP d’Australia, gara di apertura del Mondiale 2016, si corre oggi alle 17 locali. In realtà, per molti di noi (considerando che oggi è domenica) possiamo dire che si è già… corso: il via è alle italiane. In programma ci sono 58 giri, ciascuno di 5.303 metri, per un totale di 307,704 metri.  DIRETTA SKY La diretta è partita nella notte, alle 6 via alla corsa, seguirà il post gara dalle 8,00 in avanti. Differita della corsa alle 9,30 e alle 14.  DIFFERITA RAI RaiUno propone la corsa in differita alle 14,10. La trasmissione comincia alle 14.  prossima gara Dopo questa gara, il calendario (che è il più lungo della storia, con 21 gare) prevede il GP del Bahrein (Sakhir) il 3 aprile.

Il Circus riparte da dove si era interrotto. Nel Gp d’Australia (semaforo verde alle 6, diretta su Sky Sport F1) le Mercedes sono ancora davanti a tutti, conHamilton in pole e Rosberg secondo, davanti alle Ferrari di Vettel e Raikkonen. Ma a far parlare è il flop del nuovo format delle qualifiche, con le auto quasi del tutto ferme nel Q3 per preservare le gomme. «Queste qualifiche sono una m…» tuona Vettel. «Il nuovo sistema fa schifo» fa eco Ecclestone.

MELBOURNE. Il 2016 della Formula 1 riparte – almeno per quanto si visto sino alle qualifiche – come era finito il 2015, ossia con le Mercedes davanti e Hamilton più veloce del compagno (per la verità nelle ultime gare dell’anno scorso era accaduto il contrario, ma l’inglese aveva già vinto il titolo…). Dietro ci sono le Ferrari. Poi qualche sorpresa, come la bella prestazione di Verstappen, la conferma della Williams, la ritrovata vena delle McLaren. I ferraristi sono un po’ delusi, Vettel lo ha lasciato intendere («Come punto di partenza la seconda fila è un buon risultato, abbiamo una lunga stagione davanti a noi e credo che in gara saremo più vicini alle Mercedes, almeno lo spero»), Raikkonen ha parlato (ancora!) della difficoltà di mandare in temperatura le gomme.

Hamilton, che si muove e parla da star, ha anche regalato le uniche parole divertenti (a parte quelle di Vettel, che però erano soprattutto un j’accuse): «Voglio togliermi il cappello per quello che hanno fatto gli uomini del team, ho fatto dei giri direi sex. Mi sono divertito e sono davvero contento, non potevo fare di più».

Per parlare dei valori reali di questo Mondiale bisognerà aspettare un po’. Di certo la gara inaugurale (pomeriggio in Australia, alba da noi), probabilmente qualche corsa. Ma una cosa è certa. La rivoluzione delle prove è stata un terribile flop. Non è piaciuta agli spettatori, né a quelli australiani in autodromo, né quelli davanti alla televisone. E non è piaciuto ai piloti, né ai team manager. Al punto che Sebastian Vettel è sbottato, definendo queste qualifiche “una m…”. D’accordo che in inglese la parola suona più colloquiale e meno scurrile che in italiano. Ma il concetto è chiaro in tutte le lingue. E soprattutto è chiaro che Vettel ha ragione da vendere.

Da dire, per evitare equivoci, che questo format non ha falsato il risultato tecnico: qualcuno ha sbagliato (la Red Bull con Kvyat) ma succede con qualunque struttura, il più veloce ha conquistato la pole (Hamilton), qualche sorpresa c’è stata (Verstappen), come accade sempre nella gara inaugurale. Qui si parla di spettacolo: una rivoluzione voluta per avere più spettacolo si è rivelata controproducente. Il problema è questo.

Nella “Q3”, invece di sfide all’ultimo sangue per migliorare le rispettive posizioni, si sono visti piloti fare a gara per risparmiare le gomme. Lo hanno fatto gli stessi ferraristi. «Non capisco perché adesso siano tutti così sorpresi – dice Vettel, dopo il giudizio tranchant a caldo -. Era chiaro che sarebbe andata così, tanti ingegneri avevano già in un certo modo previsto quello che sarebbe successo. All’inizio una cosa folle, con tutte le macchine allineate in corsia box, con tutti che cercavano di fare subito un tempo per evitare di venire eliminati. E poi tutto molto tranquillo, sia in “Q2” che in “Q3”. Non penso che sia un formato più interessante, anzi credo che sia la strada sbagliata. Rispetto a quanto dicevamo qualche settimana fa non è cambiato nulla, ma si vede che a qualcuno queste qualifiche piacevano, altrimenti non le avremmo avute…». E ancora: «Questo non è un asilo, non possiamo giocare con le persone che guardano la Formula 1 o che sono sugli spalti e vengono a vederci nei fine settimana».

Un’opinione condivisa. Dice Hamilton: «Queste qualifiche hanno mostrato uno spettacolo davvero scarso mi dispiace molto per i tifosi. Dobbiamo capire cosa va bene e fare qualcosa di nuovo». Si “accoda” Raikkonen: «Abbiamo deciso di risparmiare le gomme, il finale delle qualifiche non sembra troppo emozionante, ma quello che penso io non conta. Contano le regole e noi seguiamo le regole, ma con il traffico c’è confusione».Tutti i “team principal” concordano. Prima della gara (dunque nella notte italiana) summit d’urgenza. In Bahrein si dovrebbe cambiare, forse tornando al vecchio sistema, in attesa di idee un po’ meno strampalate.

Già è complicato chiamarla “sport”, la F1 moderna. Se poi un Vettel che è fra i volti di punta definisce «m…» il nuovo format di qualifiche, introdotto in fretta per ossigenare uno spettacolo comatoso, allora si ha la sensazione di una pericolosa dicotomia. Da una parte viaggia un Circus incardinato sull’eccellenza e la novità tecnologica, dove dettaglio significa millesimo e millesimo significa soldi. Dall’altra, si scopre con amarezza (per quanti ancora hanno passione per le 4 ruote) che il gran baraccone è in mano a degli sprovveduti (nella migliore delle ipotesi) inadatti a riscrivere le regole perfino del gioco dell’oca.

Nella F1 dove i team sono costretti a sviluppare le macchine al simulatore e non a farle girare in pista (come se Leonardo invece di provare i bozzetti avesse dovuto disegnare sulla sabbia) nessuno è stato in grado di prevedere e simulareche le nuove qualifiche con eliminazione a scaglioni degli ultimi erano una «cagata pazzesca» (copyright Fantozzi); nessuno dei cervelloni aveva previsto che negli ultimi minuti (ieri sono stati 3, per l’esattezza) non ci sarebbero state macchine a girare in pista a combattere per un posto migliore in griglia, perché era meglio risparmiare le gomme per la gara. Per chi si è svegliato alle 6, il Gp è già andato; per chi si metterà alla tv per le repliche (9.30 e 14 su Sky, diff. Rail alle 14) c’è da augurarsi che almeno la domenica sia meglio del sabato.

La norma c’è. Si tratta di farla rispettare. E così la Fia si è attrezzata. Il tema è quello delle conversazioni radio tra le squadre e i piloti. Si sapeva da tempo che sarebbero state poste delle limitazioni, qualche assaggio c’era già stato nelle gare finali dello scorso campionato. Ma il processo di “imbavagliamento” ha subito un’improvvisa accelerazione nei giorni che hanno preceduto il GP d’Australia, quello che apre – secondo tradizione – la stagione della Formula 1.

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