Formula 1 Streaming Gratis Diretta Live Tv Web Video Cronaca Link 2016 F1 Rojadirecta

gp-stati-uniti-austinTanto tuonò che piovve. Non poteva finire diversamente. Max Verstappen, il cui talento non è in discussione (e nemmeno le sue potenzialità di crescita), ha abituato un po’ tutti – spettatori e avversari – a una condotta di gara piuttosto “ruvida”. I primi (gli spettatori) si divertono; i secondi (gli avversari) s’incavolano neri. Un po’ a ragione, un po’ a torto.
Certamente aveva ragione Hamilton a Suzuka: l’inglese stava cercando di attaccare l’olandese che, per difendersi da un possibile attacco, ha chiuso la traiettoria. Tutto regolare, a termine di regolamento (uno spostamento laterale è ammesso). Ma il punto è “quando” si effettua lo spostamento. Se l’avversario che segue è già in frenata, ossia se la manovra avviene negli ultimi metri della staccata, le sue possibilità di reazione sono quasi nulle. L’auto, in quel momento, non è controllabile. Hamilton, quindici giorni fa, se l’è cavata buttandosi d’istinto sulla via di fuga e in questo modo ha evitato un incidente (che sarebbe stato dannoso per entrambi).

Non era la prima volta che Verstappen teneva un comportamento di questo tipo: l’aveva già fatto a Spa, chiudendo la porta a Raikkonen in un punto velocissimo, creando una situazione pericolosa. Poi, certo, ci sono stati tanti altri episodi, ma nessuno così evidente. Anche delle incomprensioni in partenza, passate ormai agli archivi.
Così ieri, durante il cosiddetto “briefing”, Verstappnen è stato messo sotto accusa dagli avversari. Il “briefing” è quella riunione che precede la gara e alla quale partecipano i piloti (accompagnati dai direttori sportivi) e soprattutto Charlie Whiting, il direttore di gara permanente, di fatto l’eminenza grigia della Formula 1.

Ad aprire la “requisitoria” contro l’olandese è stato il francese Romain Grosjean, ma non si sono tirati indietro i big, a cominciare da Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Fernando Alonso. La cosa più sorprendente è stata che Kimi Raikkonen abbia preso la parola e abbia parlato per oltre tre minuti di fila (per lui un record).

Nico Hulkenberg, che da poco ha firmato con la Renault, ha usato toni duri: «Quando sei a casa e guardi dal divano ti sembra che sia facile decidere se passare a destra o a sinistra, ma la verità è che a trecento orari la pista è sempre terribilmente stretta. Quando stai già frenando non puoi fare molto, se non tentare di imboccare la via di fuga come ha fatto Hamilton».
Tutti hanno chiesto che vengano introdotte delle regole nuove, che vietino espressamente questo tipo di manovra. Ovviamente un cambio di regolamento sportivo durante il campionato non si può avere e forse non è nemmeno il caso di affrontare la questione in una maniera così radicale. Ma Charlie Whtiting ha rilasciato una circolare per tutte le squadre, spiegando che quel tipo di “difesa” non va bene. I piloti che la utilizzassero rischierebbero una sanzione. Possiamo dire che è stato emanato un “decreto-Verstappen”? Forse sì, forse no. Di certo è una decisione che dovrebbe raffreddare gli animi e consigliare a tutti (Verstappen e la Red Bull in primis) una maggiore cautela. Si vedrà oggi in gara se servirà a qualcosa.

In qualifica l’ha spuntata Hamilton. La storia infinita di un duello che, ormai, fatica ad accendere gli animi degli appassionati ha visto un punto a favore dell’inglese, che ieri ha ottenuto la pole, rifilando quasi due decimi di distacco a Rosberg e stabilendo il nuovo record della pista. Prova eccellente. Subito dopo, i due hanno ripreso il loro duello, stavolta a livello verbali. Hamilton sfoggiando grande sicurezza, Rosberg ammonendo che la gara non si vince al sabato.  Molto bene la Red Bull. A dire il vero, dopo le libere, ci si aspettava qualcosa in più dalla squadra austriaca. Invece il distacco è stato pesante, con Ricciardo che ha avuto una “zampata” migliore rispetto a quella di Verstappen.
E la Ferrari? Un passo indietro rispetto a Suzuka, dove il distacco dalla Mercedes era stato minore e dove in gara si era vista un bel passo. Il distacco, ieri, è stato netto. Con Raikkonen più a suo agio di Vettel: «Non so cosa non sia andato, il feeling non è negativo, soffriamo sul passo. Credo che fino al “Q3” andava tutto bene, non siamo contenti del divario con le Red Bull. Ci siamo tenuti un treno di gomme, siamo comunque qui per correre». Come a dire: per lottare.
Più positivo, come detto, Raikkonen: «In qualifica non è andata male, ma la curva 19 è un punto complicato. Purtroppo la situazione è lontana dall’ideale, ma siamo qui e dovrebbe andare meglio oggi. Ieri è andata piuttosto bene sull’assetto, c’è qualche dettaglio da sistemare e bisogna andare più veloce per fare meglio sul giro». Ma certo che con quattro avversari davanti che hanno un passo più veloce, non ci sono grandi prospettive. A occhio, salire sul podio sarà difficilissimo.

Formula 1 2016 GP Stati Uniti STREAMING GRATIS ROJADIRECTA – Per vedere la Formula 1 2016 GP Stati Uniti  basta cercare su Google la parola chiave Streaming Gratis ci saranno molti siti che vi spiegheranno come seguire la Diretta Live Tv, anche Smartphone e Tablet. Lo Streaming Gratis si può vedere con molte piattaforme, sia Android che iOS.

Come vedere  si potrà in diretta vedere in tv e in streaming a pagamento sulle piattaforme di Sky Sport e Mediaset Premium. Su Sky Sport la partita si vedrà sui canali Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, mentre su Mediaset Premium sul canale Premium Sport. In streaming, potranno guardare Formula 1 2016 GP Stati Uniti  gli abbonati alle rispettive piattaforme che hanno attivato i servizi Sky Go e Premium Play. I più fortuna potranno seguire la gara su Rojadirecta.

Formula 1 2016 GP Stati Uniti  DIRETTA TV La gara inizierà stasera alle 20.45, ma sia Sky sia Mediaset Premium inizieranno il loro collegamento, con un ampio prepartita.

Su Sky si potrà vedere Roma – Palermo sui canali Sky Sport 1 HD (canale 201), Sky Calcio 1 HD (canale 251), Sky Supercalcio HD (canale 206). Mediaset trasmetterà la gara su Premium Calcio e Premium Calcio HD.

Formula 1 2016 GP Stati Uniti   STREAMING GRATIS –Formula 1 2016 GP Stati Uniti  può essere vista anche in streaming su tablet e smartphone grazie alle applicazioni Sky Go e Premium Play. Chi non è abbonato né a Sky né a Premium può seguire la partita in diretta streaming su PC tramite SkyGoOnline al costo di 9,90 euro.

Mah e Bah fanno fatica a rispondere. «Mah…» esordisce sempre Raikkonen nelle interviste, «Bah…», gli fa ora eco Vettel. La delusione lascia un segno, ed è inevitabile che i ferrari- sti sentano calare il morale dopo il responso delle qualificazioni di Austin: – terza fila dietro alle Mercedes e alle Red Bull- partenza con gomme (su- persoft rosse) che dureranno meno rispetto a quelle di Hamilton, Rosberg e Verstappen (1°, 2° e 4° con soft gialle); una scelta cui tutti gli altri sono stati costretti per poter accedere alla terza sessione di qualificazione (Q3) – la Rossa a sei decimi dalla Red Bull (meglio Kimi di Seb): il peggior distacco della stagione, eccetto l’anomala qualificazione di Montecarlo – ciò che è peggio: sei decimi sono il ritardo che la Rossa aveva a inizio stagione ma dalla Mercedes, quando era ritenuta la seconda forza del Mondiale e i bibitari ancora cercavano di capire come funzionasse il loro motore.

SCENARIO. Insomma i vertici ferraristi parlano di squadra efficiente e ben organizzata, ma lo scenario che abbiamo davanti agli occhi è diverso. E se lino alla Q2 i distacchi sembravano contenuti è solo perché i satanassi della Mercedes ormai spingono solo quando serve. Ieri serviva farlo giusto nella Q3, per la pole position. Questa personalissima e spettacolare guerriglia l’ha vinta Hamilton con un tempo appena sotto il 35″ nuovo record della pista. O forse, a guardar bene, Nico dall’alto dei suoi 33 punti di vantaggio ha cominciato a giocare al gatto col topo e gli ha lasciato vincere solo una battaglia. D’altronde Rosberg diventerà campione del mondo anche se arriverà sempre alle spalle di Hamilton, dunque perché rischiare più del dovuto? Lewis, tra l’altro, ha anche preso a pasticciare alla partenza…

Il Gran Premio degli Stati Uniti promette show per questa sera, all’ora di cena in Italia, ma la Ferrari per potersi imbucare nella festa dovrà soffrire e sperare nell’imponderabile. «Bah, non capisco questo passo indietro rispetto al Giappone – ha detto Sebastian a botta calda – Fatichiamo di più, fino alla Q2 la situazione non sembrava male, poi…». Poi le Mercedes, che non sono Schiapa- relli, hanno acceso i retrorazzi.

GUFO BERNiE. Attorno al duello Rosberg-Hamilton è curiosa la posizione di Eccle- stone, attento solo ai contenuti meramente economici della Formula 1, e in alcun modo a quelli sportivi. Il Padrino non perdona a Nico di essere un bravo ragazzo e padre di famiglia, con mogliettina e figlioletta che lo attendono a casa. Lui ribadisce di avere un debole per Hamilton, un po’ rockstar e un po’ playboy, un po’ bello e un po’ maledetto: «Se il titolo dovesse vincerlo Rosberg la cosa non aiuterebbe lo sport – ha gufato Bernie sul Daily Mail – Su di lui non ci sarebbe nulla da dire o scrivere, neanche sarebbe utile alla Germania perché come personaggio non conta». Una posizione singolarmente acida che, anche mantenendo la prospettiva, non considera il bisogno che la Formula 1 ha di darsi un nuovo campione, dopo due anni di dittatura hamiltoniana. Per finire: l’arbitro Charlie Whiting ha deciso di mettere in discussione la “mossa Verstappen” lo spostamento malandrino in frenata con cui Max spesso si difende: chi si comporterà in questo modo finirà subito sotto inchiesta.

Mondiale già chiuso? Tutt’altro. La zampata da super-campione piazzata ieri da Lewis Hamilton, che gli è valsa la nona pole position del 2016, è una minaccia per il leader del Mondiale Nico Rosberg. Hamilton, infatti, è imprevedibile e soprattutto molto veloce. Nelle ultime gare ha commesso qualche errore ed ha anche avuto parecchia sfortuna. Non vince da luglio, 5 GP fa, che per lui è come un secolo. Però dovrà partire bene per avere la meglio su Rosberg e rosicchiargli punti, cosa che non sempre è avvenuta in tempi recenti.
TORI Poi ci sono le Red Bull a rovinare i piani di un duello tutto Mercedes. E anche in questo caso abbiamo due compagni contro, ossia Ricciardo, brillante 3° con le Pirelli Super Soft, opposto a Verstap- pen che si è piazzato 4° con le gomme di una gradazione più dura, per cui adotteranno strategie diverse. Gli altri rivali in famiglia sono i ferraristi, con Raikkonen (5°) che ha inflitto due decimi a un incredulo Vettel (6°), il quale ora guarda con sospetto l’amico (?) finlandese, già migliore di lui anche nella vigilia di Suzuka. Sarà il GP dei
regolamenti di conti in casa quello che si terrà oggi in Texas, luogo di epici duelli cinematografici dell’era western. Le grandi praterie di una volta sono rovinate da capannoni industriali, autostrade, sobborghi senza fine di roulotte e motor- home, in cui chi vive «downtown» gode di un evidente benessere mentre chi sta fuori non naviga nell’oro. Ma poi la bella musica dal vivo che si ascolta ogni sera in tutti i locali stempera le tensioni.

INDIFESA Nel mercato in cui la Ferrari vende oltre 2.500 auto all’anno, importantissimo per l’immagine e il prestigio, che cosa potranno fare in corsa le rosse? In condizioni normali la vittoria è una chimera. Anche il podio, se le Red Bull riusciranno a mantenere la stessa aggressività della vigilia. Svanito l’effetto-Suzuka? No. Ma in Giappone si correva su una pista
da medio carico aerodinamico e le soluzioni apportate hanno funzionato. Qui il carico richiesto è molto alto, per cui sulle prestazioni incide il disegno della macchina, la sua conformazione originaria. Che non si può cambiare da un momento all’altro, anzi, è un lavoro che va per forza rinviato al 2017. Quindi la Ferrari a Austin gioca in difesa, sperando nelle strategie — e nei guai altrui, ovviamente — per emergere. I distacchi dal vertice sono pesanti: Raikkonen è a 1’’2 da Hamilton, Vettel a 1’’4. Come dicevamo, Seb è apparso mogio per la sconfitta nel confronto diretto. Sia lui sia Kimi hanno parlato di appoggio mancante nelle curve finali, critiche anche per altri. «Dobbiamo essere più veloci, non c’è la dovuta aderenza», ha sottolineato il finlandese, aggiungendo che in gara la Ferrari dovrebbe andar meglio: c’è da augurarselo, benché il
caldo previsto non sempre ha giocato a favore delle SF16-H.
TESI In Mercedes la tensione si taglia col coltello. Rosberg è in quella fase in cui non deve sbagliare niente per evitare di rovinare quanto ha costruito. Ieri si è preso 2 decimi e rotti da Hamilton. Un avvertimento: oggi dovrà sudare di più.
Ricciardo, 3° e distanziato di 6 decimi, ha il problema di mettere dietro Verstap- pen e poi eventualmente puntare al successo.
E’ un combattente che il pubblico adora per la guida e l’impegno, ci proverà. Ma Verstappen è un osso duro che ha le stesse ambizioni. Ieri, tuttavia, è arrivata una mazzata che psicologicamente
peserà in corsa: la Fia ha fatto presente, col solito linguaggio ambiguo, che d’ora in poi saranno «segnalati» (Puniti? Mah!) i cambi di traiettoria in frenata ai quali Max, con manovre molto al limite, ci ha abituato. Sono stati i rivali d’esperienza, da Vettel ad Alonso e altri, a esigerlo per mettergli un freno. E’ chiaro che la Red Bull è il jolly in una gara teoricamente Mercedes, in cui sia Hamilton che Rosberg (come Verstappen ) scatteranno con le Soft per fermarsi dopo tutti gli altri big che avranno invece le Super Soft. Basterà a dare un piccolo vantaggio in partenza a Ricciardo? Chissà.

Se doveva essere un esame, diciamo che la prova scritta è stata un disastro. La Ferrari è rimandata agli orali e oggi dovrà provare almeno a salvare l’onore, dopo la disfatta delle qualifiche di Austin. I voti, cioè i numeri, sono impietosi: sei-otto decimi di distacco dalle Red Bull e più di un secondo dalle Mercedes. Con l’aggravante che Sebastian Vettel è stato
ancora una volta battuto sul giro secco da Kimi Raikkonen. Pensate come si debba sentire Seb, considerando che 227 millesimi di distacco a parità di macchina non sono proprio una sciocchezza.
NIENTE SVOLTA
capire se la rossa avesse trovato la strada maestra, dopo i progressi di Suzuka. Ebbene, la risposta è no. L’exploit giapponese era legato alle caratteristiche della pista, che gli ingegneri definiscono
«front limited», perché premia il carico sull’avantreno che la Ferrari ha sempre avuto. Ma in Texas sono riemersi i vecchi limiti. Del resto Maurizio Arrivabene lo aveva spiegato
venerdì, con onestà, contraddicendo quanto affermato da Vettel. «Abbiamo bisogno di più aderenza generale – ha confermato ieri Raikkonen -. Non possiamo essere contenti del distacco
dai primi».
MORALE BASSO Lo
mo di Vettel era invece ben rappresentato dal tono della voce dimesso. «La domanda è perché perdiamo tanto nelle curve veloci rispetto a Suzuka. Le sensazioni non erano cattive, ma siamo andati indietro. In gara però conteranno le strategie e abbiamo conservato dei set di gomme nuove». Già, la Red Bull intanto ha fatto qualificare Verstappen con le Soft in Q2 (unico assieme a Hamilton e Rosberg), per cui l’olandesino potrà allungare la prima parte di gara. Per la Ferrari, gli esami non finiscono mai.

A Suzuka le parole di Maurizio Arrivabene suonarono come un monito a Sebastian Vettel: non c’è bisogno – questo il senso, in estrema sintesi – che si parli di rinnovo di contratto con Vettel, pensiamo a migliorare l’auto. A Suzuka le parole di Vettel: non abbiamo fretta – questo il succo – dobbiamo concentrarci sulla monoposto. Considerazioni ineccepibili, pure condivisibili. Però il problema si pone: sia Sebastain Vettl sia Kimi Raikkonen sono sotto contratto per il 2017. Dall’anno dopo, bisogna ripartire da zero. 

Si dirà: mancano ancora quattro gare alla fine della stagione e tutto il Mondiale 2017. Perché porre il problema adesso? 

La risposta è semplice: il mercato piloti delle squadre di punta non si può affrontare a fine 2017. La Mercedes, ad esempio, ha sotto contratto i due attuali, ormai Hamilton e Rosberg hanno imparato a convivere l’uno con l’altro (anche se non è scritto da nessuna parte che non facciano danni, come in passato…); la Red Bull – che vive una fase di forte ascesa e che vuole tornare protagonista – ha un giovanissimo (Verstappen) e un pilota (Ricciardo) non più giovane che può restare (e vincere) come lasciare la squadra. Solo la Ferrari non ha ancora impostato il futuro. 

A questo punto, a parte Raikkonen («non mi sento vecchio più di qualche anno fa»), l’attenzione deve essere focalizzata su Vettel. Un momento di freddezza nei rapporti tra il tedesco e la squadra indubbiamente esiste. Vettel era giunto a Maranello piuttosto convinto di poter concorrere a riportare la Rossa al vertice, cosa che non è accaduta. Nel 2017 nulla è precluso, ovviamente. Ma è facile pronosticare che la Mercedes sarà ancora l’auto da battere e che la Red Bull sarà molto agguerrita. In più, visto che i nuovi regolamenti rimescoleranno le carte, non si può escludere che si aggiunga una squadra a sorpresa. Il rischio è che, alla fine del triennio, Vettel non sia tornato ai livelli che aveva conosciuto ai tempi della Red Bull. In un certo senso, c’è una preoccupante “sindrome-Alonso” di cui Vettel potrebbe cadere vittima. E potrebbe guardarsi intorno. 

La Ferrari (per definizione) non ha certo problemi a chiamare i piloti migliori a Maranello, ma bisogna vedere se quelli di punta siano disponibili oppure no. Ad oggi forse c’è solo Daniel Ricciardo, magari più interessato alla Ferrari nel recente passato che non adesso. Inutile aggiungere che se la Ferrari riuscisse a costruire una monoposto vincente, tutti questi nodi diventerebbero facilissima da sciogliere. Ma se la prossima stagione fosse ancora di transizione, sia pure con un potenziale superiore a quello odierno, a Maranello dovranno risolvere un vero e proprio rebus. 

AUSTIN. Il duello iridato tiene sveglio il Mondiale di Formula 1. Ieri Nico Rosberg è stato più veloce di Lewis Hamilton, anche che se i i tempi – nelle libere – non sono decisivi. Nel caso dei due piloti Mercedes entrano in gioco molti fattori, bisogna avere un buon passo gara (le gomme bianche si sono rivelate molto efficienti da questo punto di vista), ma bisogna anche trovare il guizzo in qualifica (domani). La squadra non ha trascurato nulla: sono state effettuate molte prove di partenza, persino prove di pit stop (non solo quelle “simulate” con i soli meccanici). La partenza sarà cruciale, più di quanto non accada di norma. Ad Austin il rettilineo è in salita, specie nella parte finale, restare “piantati” significa ritrovarsi in fondo al gruppo. Un inciso: la Fia ha posto un sensore sulle auto perché venga rilevato elettronicamente se un pilota “stalla”. Così non è costretto ad agitare le braccia per avvertire la direzione gara (che a norma di regolamento interrompe la procedura di partenza) e può agire sui comandi dell’auto con più prontezza. 

Tornando alla Mercedes (e al duello iridato) c’è da dire che Rosberg sta mostrando una notevole tranquillità, il che è un vantaggio (sul piano psicologico) rispetto al passato. Il che non garantisce nulla, ovvio, in chiave di volata mondiale. 

La Red Bull conferma il suo ottimo momento e soprattutto la sua costante crescita. Tanto che Daniel Ricciardo ha chiuso con il secondo tempo. 

E la Ferrari? Bene, ma non benissimo. Come sempre quest’anno. «Una giornata non facilissima – ha sentenziato Vettel – ma possiamo lavorare e migliorare per oggi e domani». Tra l’altro, proprio nel finale, Kimi Raikkonen ha messo in evidenza un potenziale superiore. Anche lui però non è trovato una grande prestazione: «Non siamo partiti nel modo migliore, l’assetto dell’auto è da mettere a posto. Poi vedremo dove saremo. Penso che i tempi saranno buoni». Ma – questo ormai è chiaro – la Ferrari dispone di una monoposto che sul passo gara è sempre competitiva, ma la difficoltà (dei tecnici e dei piloti) è duplice: da una parte ottenere una bella prestazione in qualifica, dall’altra trovare il modo di esprimere il potenziale in gara. A Suzuka (ultimo GP disputato) la Rossa ha avuto un ottimo rendimento in corsa, ma non ha portato a casa grandi soddisfazione. Chissà che non vada meglio qui in Texas. 

I TEMPI (seconda sessione) 1. Rosberg (Ger, Mercedes) 1’37”358 (33 giri); 2. Ricciardo (Aus, Red Bull) 1’37”552; 3. Hamilton (Gbr, Mercedes) 1’37“649; 4. Vettel (Ger, Ferrari) 1’38“178 (35); 5. Verstappen (Ola, Red Bull) 1’38”258 (27); 6. Hulkenberg (Ger, Force India-Mercedes) 1’38“508; 7. Perez (Mex, Force India-Mercedes) 1’38”568.

Il campionato 2016 di Formula 1 torna subito in pista domenica 23 ottobre per il GP Stati Uniti che si correrà sul circuito di Austin. Sarà un Gran Premio fondamentale per delineare chi potrà portare a casa il titolo pilota di questa stagione con la serrata lotta tra Lewis Hamilton e il compagno di scuderia, Nico Rosberg. Al momento i due piloti sono separati da un divario di soli 33 punti.

I fan di Formula 1, però, sperano anche di poter vedere finalmente la Ferrari all’altezza delle aspettative con un risultato diverso, rispetto le ultime settimane, da parte di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Ovviamente, però, le speranze sono ridotte al lumicino e tutto fa pensare a una nuova settimana ricca di delusioni per i tifosi della casa automobilistica di Maranello. Sarà possibile vedere il GP Stati Uniti di Austin 2016 in diretta televisiva? Ecco tutte le informazioni del caso.

GP STATI UNITI 2016 DIRETTA TV, STREAMING GRATIS E ORARIO

Per quanto riguarda le informazioni su dove vedere il GP Stati Uniti di Austin 2016, il week end lungo di Formula 1 comincerà venerdì 21 ottobre con due sessioni di prove libere: la prima si svolgerà alle 17, ora italiana, e sarà trasmessa in diretta tv su Sky Formula 1 HD mentre su RaiSport 1 saranno trasmesse in differita alle ore 21:20; le libere2 andranno in scena alle ore 21, sempre live sul canale dedicato della pay tv, invece sul canale in chiaro differita dalle ore 1:20. Sabato 22 ottobre si svolgerà la terza sessione di prove libere, in programma alle 17 con diretta tv su Sky Formula 1 HD e differita su Rai Sport 1 alle ore 20:50 mentre alle 20 si comincerà a fare sul serio con le qualifiche live sempre su Sky F1 HD e differita su Rai 2 (23:25). Infine la gara del GP di Giappone andrà in scena domenica 23 ottobre alle ore 21 in diretta tv su Sky Formula 1 HD e differita alle ore 23:20 su Rai Due. Gara, qualifiche e prove libere saranno disponibili anche in streaming gratis su tablet, pc e smartphone grazie all’applicazione Sky Go oppure collegandosi al sito Rai.tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.