Francesco Nuti choc, dieci anni di maltrattamenti picchiato dal badante: in una lettera scrive ”Ho paura”

Ha paura, Francesco Nuti. L’ha scritto in un biglietto mostrato al sostituto procuratore di Prato. Dopo l’incidente domestico del 2006, il coma, gli anni di riabilitazione in una clinica specializzata della Versilia,Nuti oggi non è autosufficiente, e non riesce a parlare ) così ha scritto quel messaggio «ho paura», che riassume tutta la sua condizione umana, la dignità della sua solitudine e della sua inermità di sessantenne. Il procuratore l’ha convocato perché il suo badante georgiano,che l’avrebbe dovuto accudire da quando l’anziana madre, disabile dal 2006, non può più assisterlo nella sua casa di Prato, l’ha invece umiliato, offeso, picchiato.

Una spiacevole vicenda ha coinvolto e vede come protagonista un grande artista italiano apprezzatissimo da migliaia di persone. Stiamo nello specifico parlando di Francesco Nuti, celebre attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano che per diversi mesi o per essere più precisi,per circa un anno, ha dovuto subire i maltrattamenti del suo badante. Particolarmente celebre al pubblico negli anni ’80 e ’90, Francesco Nuti nel settembre del 2006 è rimasto coinvolto in un terribile incidente domestico a causa del quale è stato immediatamente ricoverato presso il Policlinico Umberto I di Roma e operato con estrema urgenza alla testa rimanendo in uno stato di coma fino al mese di novembre dello stesso anno. Successivamente è stato trasportato presso un centro specializzato nella riabilitazione neuromotoria dove l’artista è stato ricoverato fino al mese di giugno del 2008 quando poi è stato dimesso potendo così finalmente tornare a casa.

L’amatissimo Francesco Nuti, regista di numerose pellicole di successo tra cui ricordiamo “Casablanca Casablanca”, “Tutta colpa del paradiso”, “Occhio pinocchio”, Il Signor Quindici palle”, “Io Amo Andrea”, “Caruso, zero in condotta” e altri ancora e campione di incassi negli anni ’80 e ’90 è stato per circa un anno intero, da quando la madre non viveva più insieme a lui, vittima del suo badante, un georgiano di 37 anni il quale avrebbe umiliato e picchiato Nuti colpendolo diverse volte sul collo e sulla nuca, schiaffi in testa, imposizione di cibo appena sputato dallo stesso artista e altro ancora. Scoprire quanto era costretto a subire l’artista italiano, oggi sessantenne, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, sembrerebbe essere stato possibile grazie ad un sostituto del badante,un assistente africano il quale avrebbe dichiarato di avere assistito ai maltrattamenti che il badante trentasettenne infliggeva all’artista italiano.

Nello specifico l’assistente badante, assunto per circa un mese nel periodo legato alle festività natalizie, avrebbe raccontato degli spiacevoli episodi di violenza ai danni di Francesco Nuti alla nipote Margherita, figlia di Giovanni Nuti fratello dell’artista. Quest’ultima avrebbe dunque deciso di informare il padre della vicenda e a sua volta il fratello dell’artista ha deciso di rivolgersi alle autorità per denunciare le violenze che il fratello era stato costretto subire. In seguito alla denuncia esposta da Giovanni Muti ecco che sono subito iniziate le indagini ed immediatamente, il gip Francesco Pallini ha disposto l’allontanamento dall’abitazione del georgiano di nome Iason Shavgulidze.

Nel corso dell’indagine lo stesso Francesco Nuti è stato ascoltato dal sostituto procuratore Antonio Sangermano come vittima e nel corso dell’interrogatorio l’artista avrebbe scritto un bigliettino affermando “Ho paura”. Oltre che accusato di maltrattamenti, il badante georgiano di soli 37 anni sarebbe anche accusato di non avere garantito l’igiene personale e la pulizia di Francesco Nuti oltre che avere tralasciato la somministrazione id un particolare farmaco addensante necessario all’assunzione degli alimenti e ad una corretta deglutizione.

“Sono ancora vivo” – A novembre esce però dal coma e, nel 2009, si comincia a parlare di due sceneggiature scritte da lui e di un libro: Poesie raccolte. Nel 2010 viene presentato al Festival di Roma un documentario Francesco Nuti… E vengo da lontano di Mario Canale, presentato come evento speciale in chiusura del Festival. Assente alla proiezione Nuti, che dopo l’incidente domestico di quattro anni prima, è rimasto senza voce e sulla sedia a rotelle. L’attore però manda in quell’occasione una lettera, letta prima della proiezione dalla madre di sua figlia Ginevra, Annamaria Malipiero: ”Non sono ancora forte come vorrei, la parola stenta a scivolare via e dopo cento passi devo riposarmi. Negli ultimi due anni molto lentamente sto migliorando e ho ripreso a pensare alle mie sceneggiature come Olga e i fratellastri di Billi eQuando potrà cullare un bambino”.

Spesso ho accompagnato Francesco con i mezzi della misericordia a fare ginnastica e non mi sono mai accorto di niente – commenta sbigottito Calimero Vannuzzi – Ci stringiamo attorno alla famiglia in questo momento difficile. Il paese non dimentica una persona alla quale tutti, in un modo o nell’altro, hanno voluto bene». Un messaggio di vicinanza che viene condiviso da tutti i frequentatori storici del circolo, i quali si augurano che presto anche questa brutta vicenda finisca nel dimenticatoio, con le dovute sanzioni per chi ha sbagliato. «Ci vorrebbe un miracolo per farmi stare in piedi senza stampella – aggiunge amareggiato Ettore Iarrubino – Se ottenessi la grazia userei proprio la stapella per “bacchettare” il georgiano. Si deve vergognare».

« Ero il ragazzo d’oro del cinema italiano» diceva già in preda alla depressione e all’alcol,quando non lo cercavano più e minacciava il suicidio.E poi tutto ilcorteo degli amici di un tempo – ma si sa,gli amici del mondo dello spettacolo sono più impalpabili degli spettri e altrettanto inaffidabili-che ogni tanto lo celebrano,lo invocano e,mentre guadagnano pacchi di soldi o si assicurano comode pensioni nel carrozzone dello spettacolo, sbandierano fantastici «progetti» per riportarlo al centro della scena. Ma che Nuti sia sempre Nuti, anche bloccato sulla sua sedia a rotelle,co lsuo occhio strabico, la sua espressione smarrita, sgomenta, lo dimostra quel bigliettino,«ho paura», consegnato in procura. Bisognerebbe rivedersi tutti i suoi film tenendo in mente quelle parole: perché Nuti ha sempre avuto paura, quando faceva il timido e quando baciava le più belle attrici, umili comprimarie nei suoi film da regista. Ha paura oggi, e ha paura del suo futuro. Ha costruito la sua vita sul nulla che è lo spettacolo, la sua imprevedibile ruota che gira, ti arricchisce e poi ti rovina, infine ti lascia solo alle manesche cure di un estraneo, da cui ti salva un altro estraneo che non era del giro dello spettacolo, non sapeva nemmeno chi fossi, era un ragazzo africano con gli occhi bene aperti e umana compassione.

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