Furbetti legge 104, continuano le indagini

tribunale-di-agrigentoI poliziotti della Digos hanno notificato a tutti un avviso di proroga delle indagini emesso il 13 ottobre dal gip di Agrigento. Per tutti l’accusa è – a vario titolo – di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso tra loro.

Sono due i filoni d’inchiesta sui beneficiari della legge 104 in provincia di Agrigento.

L’indagine, clamorosa, fa seguito alla prima tranche denominata “La carica della 104” scattata nel settembre 2014, che vide 19 persone, compresi 10 medici, finire agli arresti su richiesta dell’allora procuratore della Repubblica Renato Di Natale, dell’aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto Andrea Maggioni.

Dai primi riscontri sembrerebbe che alcuni degli indagati siano già stati ascoltati dagli organi inquirenti.

Si allarga ancora di più lo scandalo di Agrigento sui cosiddetti furbetti della 104, cioè dei lavoratori che avrebbero chiesto e ottenuto i benefici della norma per disabilità gravi e per assistere familiari malati senza averne diritto. Anche il nuovo filone mira ad accertare eventuali abusi nell’assegnare status di ammalato a chi non possedeva il requisito. Anche in ambito economico vi sono dei vantaggi come l’IVA agevolata del 4% sull’acquisto di qualsiasi veicolo, detrazione IRPEF del 19% per vetture che non abbiano un costo maggiore ai 18 mila euro, possibilità di non pagare bollo e non fare iscrizione al PRA. Alaimo e Rampello sono ritenuti gli ideatori del consolidato sistema legato alla legge 104. Negli ultimi tempi grazie ai numerosi controlli il dato riguardante questo tipo di illegalità è calato, l’obiettivo ora è troncarlo definitivamente.

Tra gli accusati di falso materiale e falso ideologico commessi da pubblico ufficiale (ai quali è stato notificato l’avviso di proroga delle indagini) vi sono oltre 100 medici conniventi nel rilascio delle attestazioni e coloro che avrebbero beneficiato impropriamente di tali benefici (tra loro anche inseguita e impegnati, molti dei quali residenti a Raffadali e Favara); gli inquirenti lo definiscono un “collaudato sistema clientelare e corruttivo”. Per sei persone era stata disposta la custodia in carcere, per otto i domiciliari, a cinque indagati venne imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.I furbetti della legge 104: la dottoressa fa l’esame al posto del paziente Adesso la nuova tranche dell’inchiesta, che prende spunto dalla prima.

Ulteriori indagini su 252 persone, accusate di aver percepito in maniera illecita i benefici della legge 104, quella che permette ai dipendenti di aziende di ottenere permessi retribuiti per assistere familiari con gravi disabilità.

Potrebbe portare ad una svolta la nuova inchiesta sulla maxi truffa sulla legge 104 in provincia di Agrigento. La 104 è una delle leggi più utili e giuste dello Stato Italiano, è infatti la norma che prevede assistenza, integrazione sociale e diritti alle persone disabili e ai loro assistenti. Negli ultimi tempi grazie ai numerosi controlli il dato riguardante questo tipo di illegalità è calato, l’obiettivo ora è troncarlo definitivamente.

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