Furti di farmaci antitumorali in Italia: diciotto arresti per tredici colpi in diverse regioni

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furti-di-farmaci-antitumorali-in-italia-diciotto-arresti-per-tredici-colpi-in-diverse-regioniSono finite in carcere ben diciotto persone considerati componenti di una banda specializzata nel furto di medicinali, soprattutto quelli dal costo elevato e destinati al trattamento di patologie oncologiche e croniche custoditi all’interno di diverse farmacie di ospedali del Centronord. E’ questo quanto venuto fuori da un’indagine portata avanti dai carabinieri del comando provinciale di Ferrara che hanno dato esecuzione a 18 ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei componenti di una banda specializzata nel furto dei medicinali. Gli arresti sono scattati per lo più in Campania, Piemonte, Lombardia e Liguria grazie alla collaborazione con i comandi provinciali dell’Arma di Napoli, Salerno, Caserta, Genova, Torino, Asti e Brescia.

Dalle indagini, partite nel 2014 è emerso che la banda avrebbe messo a segno almeno tredici furti in farmacie ospedaliere, più altre sette in strutture diverse nel corso del 2014 per un danno di oltre 2 milioni. A molti indagati è contestata l’associazione a delinquere con l’aggravante di aver agito per agevolare un’associazione di tipo camorristico; nell’indagine, infatti si ipotizzano legami di natura economica con clan del napoletano.

Nello specifico, l’indagine dei militari e coordinata dal Pm Enrico Cieri sembrerebbe essere partita nel 2014 da due furti denunciati nel mese di marzo del 2014 effettuati nella farmacia ospedaliera di Cento e a Lagosanto nel Ferrarene, che hanno permesso di identificare gli autori e scoprire poi l’intera organizzazione criminale strutturata e ramificata, con un vertice individuato in Campania,che operava su quasi tutto il territorio italiano. Dall’indagine, è ancora emerso che vi era una batteria, composta dalle persone finite adesso in carcere, che si occupavano dei furti dei farmaci; tale batteria era guidata da Vincenzo e Pasquale Alfano, ed era composta da Ciro Chiavarone, Mario Omaggio, Franco Naddeo, Marco Reina, Salvatore Prospero e da altri indagati, non colpiti al momento dall’ordinanza, ma che è risultato partecipassero alle azioni. La banda era organizzata in questo modo: alcune persone, almeno un gruppo di 7 persone realizzavano i furti, un gruppo forniva supporto logistico e sceglieva gli obiettivi dopo accurati sopralluoghi, ed altri ancora avevano il ruolo di corrieri, altri si occupavano dello stoccaggio del bottino.

Una volta recuperati i medicinali venivano ripuliti attraverso una serie di operazioni di compravendita effettuate tramite società create appositamente nei pressi dell’est Europa. I farmaci antitumorali che non potevano essere venduti in Italia (dove le uniche autorizzate alla somministrazione sono le strutture ospedaliere) venivano poi inviati all’estero. Gli altri invece, attraverso dei rappresentanti in pensione, venivano ricollocate in otto farmacie piemontesi, liguri e lombarde. Come abbiamo già anticipato, il valore commerciale dei farmaci e dei beni recuperati nel corso delle perquisizioni ammonta per difetto a 2,7 milioni. Alla banda è stato contestato anche il commercio di medicinali deteriorati visto che ad esempio gli antitumorali necessitavano di particolare attenzioni nella conservazioni.

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