Genova Shock, 14enne tenta di rapire 3 bambine al parco dell’Acquasola: panico tra i genitori

Genova, 14enne tenta di rapire 3 bambine al parco dell'Acquasola panico tra i genitoriE’ davvero assurdo quello che è accaduto in un parco giochi della città di Genova dove una ragazzina di soli quattordici anni, presumibilmente insieme ad un complice, ha provato a rapire tre bambine che, spensierate e felici stavano giocando proprio nel medesimo parco giochi.

L’episodio in questione è accaduto nel pomeriggio di venerdì 20 maggio 2016 presso il parco dell’Acquasola, proprio nel centro della città e secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni e nello specifico secondo quanto raccontato, alle forze dell’ordine, proprio dai genitori delle bambine, sembrerebbe che la quattordicenne in questione abbia avvicinato le piccole mentre giocavano convincendole ad uscire dal recinto dei giochi per seguirla. Proprio la mamma di una delle bambine ha notato che qualcosa non andava avendo visto che l’adolescente teneva per mano due delle bambine sopra citate mentre la terza le seguiva. La donna a quel punto, rivolgendosi alla ragazza avrebbe chiesto cosa stesse facendo, domanda alla quale la 14enne ha risposto “Le bambine sono con me”. A tali incredibili affermazioni la donna ha replicato “Ma cosa dici, una è mia figlia e le altre sono figlie di amici miei”, e solo a quel punto la ragazza ha lasciato le bambine ed è fuggita. Inizialmente si era parlato di un presunto complice che potesse aiutare l’adolescente a portar via le bambine ma, stando alle indagini portate avanti dalla Squadra Mobile tale complice in realtà non sembrerebbe esistere ed inoltre sembra proprio che la quattordicenne, al momento ancora non rintracciata, soffrirebbe di alcuni disturbi psichici ma comunque le forze dell’ordine hanno avviato delle ricerche, estese a tutti i parchi pubblici cittadini.

Una donna, mamma di una delle bambine sopra citate, sembra proprio abbia parlato con la ragazza che le avrebbe detto che in macchina, ad attenderla, vi fosse il padre ma in realtà poi la ragazza è stata vista mentre si allontanava da sola dal parco e secondo la descrizione fornita da una delle mamme,la ragazza “Era di carnagione chiara, capelli biondo cenere. Indossava un giubbotto di jeans e una maglietta con una grande stella. Aveva orecchini di bigiotteria azzurri, grossi, a forma di cerchio e con una pietra al centro, quasi sproporzionati per una ragazzina della sua età”.

I genitori delle bambine che hanno rischiato di essere rapite, oltre ad aver presentato denuncia presso il commissariato Centro della polizia di Stato hanno anche denunciato l’accaduto tramite social e nello specifico tramite Facebook e Whatsapp, nel tentativo di allertare tutti i genitori che portano i loro bambini a divertirsi al parco ma non solo e scrivendo dunque di fare molta attenzione. In seguito alla denuncia le forze dell’ordine hanno allertato i volontari che fanno servizio di vigilanza presso i parchi di Genova di quanto accaduto invitando i guardiani a prestare maggiore attenzione.

Lo spettacolo dei burattini è da poco incominciato. Ma non tutti i bambini sono davanti alle marionette al parco dell’Acquasola, polmone verde nel cuore di Genova. Alcuni giocano nel recinto grande sotto l’occhio dei genitori che si godono tranquillamente il sole ai tavolini del chiosco. Niente che facesse presagire all’inizio di un vero e proprio giallo. È lì, proprio in quel parco, che intorno alle 17 dell’altro ieri una ragazzina di circa 14 anni cerca di portare via tre bambine di cinque anni. Soltanto l’intervento della mamma di una di loro blocca la giovane. Ma la paura per quello che è successo resta e si amplifica. I genitori parlano di tentato rapimento, la Questura frena.

L’allarme si diffonde venerdì sera, con un tam tam di messaggi su Facebook e Whatsapp che nel giro di poche ore vengono letti da centinaia di genitori.
«Hanno cercato di rapire tre bambine all’Acquasola, state attenti». Ieri mattina è scattata anche la denuncia alla polizia. Circostanziata. «Le bambine stavano giocando nel recinto grande
quando questa ragazzina si è avvicinata, ha preso mia figlia e la sua amica per mano e si è allontanata con loro, seguita da un’altra bambina», ha raccontato la mamma. «Le sono corsa dietro e le ho chiesto cosa stesse facendo. Lei mi ha risposto “Sono con me”. Ma quando le ho detto che erano mia figlia e le sue amiche lei è scappata. Io e il mio compagno abbiamo temuto il peggio». I genitori iniziano a cercare la ragazzina, e la rivedono dopo un po’ rientrare nel parco. La rimproverano e lei risponde di essere con suo papà che aspetta in macchina.

«Abbiamo fatto un giro – continua la mamma – ma non abbiamo visto nulla e la ragazzina è di nuovo sparita. A quel punto abbiamo fermato una pattuglia dei vigili urbani e abbiamo raccontato tutto. Anche loro hanno fatto un giro intorno ma non hanno trovato nessuno». Le bimbe si spaventano e si spaventano ancora di più i genitori. «L’amica di mia figlia – continua la donna – mi ha detto che quella bambina le ha stretto molto forte il braccio e che lei non era riuscita a divincolarsi. Ci siamo fatti mille film». Scattano le indagini della squadra mobile, vengono allertati i volontari guardiani dei parchi, e gli agenti delle volanti iniziano a girare in borghese per rintracciare la ragazzina. Gli investigatori cominciano a raccogliere i primi elementi utili per identificarla.

Di lei si sa che è bionda, molto pallida e non è una nomade. Forse si chiama Elisabetta (qualcuno a visto al collo ha un ciondolo con questo nome) e ha dei grossi orecchini a forma di cerchio. La polizia ipotizza che sia una abituale frequentatrice del parco con problemi psichici. Difficile, spiegano gli inquirenti, pensare a un sequestro, perché chi tenta un rapimento e viene scoperto certamente non si ferma poi sul posto. Ma per non lasciare nulla di intentato nelle prossime ore verranno visionati i filmati delle telecamere delle vie vicine.

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