Genova, musei gratuiti e attività di volontariato per i profughi: insorgono i comitati dei cittadini

Davvero discutibile ed al centro di tante polemiche la decisione del comune di Genova, che proprio nei giorni scorsi ha siglato un accordo con il terzo settore e le associazioni di volontariato al fine di organizzare delle visite totalmente gratuite nei musei per i profughi richiedenti asilo. E’ questa la novità, introdotta dall’Assessore comunale al Sociale, Emanuela Fracassi, la quale intervenuta ha dichiarato: “E’ una forma di integrazione”.

Come abbiamo già anticipato la decisione è stata al centro di parecchie polemiche e tanti comitati di cittadini si sono mostrati totalmente contrari alla decisione presa dal comune di Genova. Nello specifico negli ultimi giorni a protestare sono stati i comitati di cittadini contrari ai centri d’accoglienza di via Edera e Via Caffaro, ed a tal riguardo proprio il capogruppo di Fdi-An Stefano Balleari ha avanzato una proposta, ovviamente provocatoria, quale quella di far andare gli immigrati agli spettacoli del Carlo Felice, in modo che possano rilassarsi.

“Denunciamo la mancanza di partecipazione con cui sono nate all’improvviso le due strutture sul territorio, la loro precarietà, la mancanza di sicurezza, l’inserimento dei migranti in ambienti non adatti ad accoglierli e i problemi generati ai quartieri dalla convivenza con i richiedenti asilo“, hanno dichiarato i portavoce dei comitati di cittadini genovesi contrari ai centri d’accoglienza di via Edera e via Caffaro, Paolo Traversa e Roberto Celico.

Il comune di Genova, al fine di favorire l’integrazione ha anche attivato un protocollo d’intesa con il forum del terzo settore e la prefettura per coinvolgere i migranti in attività di volontariato. “Il diniego delle richieste d’asilo riguardi il 70% degli immigrati che arrivano, quasi tutti fanno ricorso contro il diniego garantendosi il diritto di restare presso gli enti del terzo settore che li accolgono fino al terzo grado di giudizio. Un problema loro e della nostra società in generale,se il diniego viene confermato dopo il terzo grado di giudizio le persone migranti vengono invitate ad allontanarsi dal nostro Paese pur non essendoci dei rientri organizzati, c’è un problema serissimo di permanenza di persone che non sono nella condizione di essere regolarizzate”, ha aggiunto l’assessore comunale.

Infine, è anche intervenuta il vicepresidente nonchè assessore regionale alle politiche sociali ed all’immigrazione Sonia Viale, la quale ha commentato quanto accaduto con queste parole:“Aprire gratuitamente le visite ai musei cittadini di Genova a sedicenti profughi rischia di generare tensioni sociali, perché sembra una provocazione nei confronti di tanti cittadini in difficoltà più che un modo per favorire l’integrazione. Auspico che il Comune di Genova torni sui propri passi e ritiri una proposta che risulterebbe a dir poco offensiva verso i tanti genovesi che oggi, per ragioni economiche, si vedono costretti a dover rinunciare a svaghi culturali e non solo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.