Giungla di Calais, scontri tra migranti e polizia: Da oggi comincia lo smantellamento

giungla-di-calais-scontri-tra-migranti-e-polizia-inizia-oggi-lo-smantellamentoMomenti di tensione si sono vissuti nella giornata di ieri nella “giunga di Calais”, prima della evacuazione che avrà inizio nella giornata di oggi e durerà almeno una settimana. Ci sarebbero circa 6400 persone, anche se secondo alcuni dati potrebbero anche essere 8 mila, in 10 ettari, in quella che è la giungla di Calais, ovvero la più grande bidonville d’Europa che ospita migranti e richiedenti asilo, provenienti per lo più da Afghanistan, Sudan e Eritrea che aspettano l’occasione giusta per poter fuggire sperando di poter trovare una vita migliore. A partire dalle ore 8 di questa mattina, una sessantina di autobus caricheranno parte dei 6.486 migranti presenti nel campo per trasferirli in centri di accoglienza sparsi un pò su tutto il territorio nazionale; per poter effettuare questa operazione, sono stati dispiegati circa 1.250 agenti delle forze di sicurezza, e gli attivisti ” No Border” hanno già annunciato l’intenzione di mobilitarsi per denunciare le operazioni. Purtroppo già a partire da ieri sera o meglio da sabato sera sono in corso scontri tra migranti e le forze di polizia e pare che i primi abbiano lanciato dei sassi, cui avrebbero risposto gli agenti lanciando gas lacrimogeni.

La protesta dei migranti, nasce dal fatto che questi speravano di poter attraversare lo stretto di Dover e di dover anche raggiungere il Regno Unito, cosa che non è avvenuta, e “costretti” a soggiornare nel centro di Calais, composto da baracche improvvisate e criticato già da tempo dalle associazioni umanitarie e le organizzazioni della destra. Ad annunciare le operazioni di smantellamento del campo di Calais,era stato il Presidente Francois Hollande, il quale aveva così cercato di offrire una soluzione di alloggio ai suoi abitanti. “Non useremo mezzi coercitivi. Stiamo cercando di far capire loro che la frontiera con il Regno Unito è totalmente chiusa. Ma loro sono convinti di passarla perché si fidano di gente poco raccomandabile che promette loro il transito in cambio di denaro”, ha spiegato il portavoce del Ministero dell’Interno Pierre-Henry Brandet, il quale ha assicurato che non ci sarà assolutamente l’intenzione di utilizzare la forza.

Bisognerà soltanto cercare di convincere i migranti del fatto che ci sono varie opzioni che il paese vuole offrire loro. Il piano prevede comunque che i migranti vengano divisi in tre gruppi: i minori abbandonati, le famiglie e gli adulti che sono da soli. Il primo, quello dei minori, avrà un’attenzione speciale, grazie agli accordi firmati tra la Francia e il Regno Unito, che ha promesso di accoglierli, in caso dimostrassero di avere familiari che risiedono lì. L’esecutivo, aveva inoltre, fatto sapere che non ci sarebbe stata alcuna fretta, soltanto per i migranti in situazioni molto precarie e per i minori sarebbe stata chiesta un’evacuazione in tempi più rapidi.

PARIGI La fine della giungla di Calais è affissa da venerdì in almeno nove lingue sugli alberi, le baracche, le porte di legno delle tende: lo smantellamento della più grande bidonville d’Europa comincia questa mattina, alle 8 apre la “stazione”, un hangar immenso da cui partiranno i pullman per i Cao, i 280 centri di accoglienza allestiti in tutta la Francia. Per chi non ha trovato la sua lingua sui fogli attaccati con lo scotch marrone, c’è anche un fumetto che spiega come avverrà lo sgombero.
LEVALIGIE
Con i disegni sembra quasi un gioco: mettere le proprie cose nelle valigie (ne distribuiscono da giorni) recarsi all’hangar, scegliere la fila giusta (maggiorenni, minorenni soli, famiglie, persone vulnerabili) salire su un pullman, arrivare in un Cao, e lì cominciare le procedure per la richiesta di asilo. Ma ieri gli scontri tra migranti, attivisti no border e forze dell’ordine annunciano che le cose non si svolgeranno come disegnato sul fumetto. Il ministero delflnterno ha parlato di «operazione ad alto rischio» e di una situazione «che può degenerare». Sul posto sono arrivati 1250 tra poliziotti e gendarmi oltre ai 2100 già schierati: temono la rivolta. «Ci aspettano notti difficili» ha confermato un funzionario della polizia sul posto. Tra sabato e domenica ci sono stati scontri e lanci di lacrimogeni. L’ultimo censimento della giungla conta ufficialmente 6.486
migranti, ma per le associazioni sono molti di più, almeno 8.100 se non diecimila dopo gli ultimi arrivi, i posti nei Cao sono un po’ meno di 7 mila. E poi ci sono quelli che non vogliono tornare indietro, che vogliono arrivare alla fine del viaggio: l’Inghilterra. Ci sono i minorenni soli da sistemare, ci sono i migranti che non si fidano degli addetti coi giubbotti fosforescenti dell’Ofii o dell’Ofpra, l’Ufficio francese per l’immigrazione e l’integrazione e l’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati. Ieri sono andati di baracca in baracca, si sono fermati davanti ai bracieri accesi per trovare un po’ di caldo in mezzo al fango e alla nebbia, per spiegare ai migranti che no, non saranno rispediti da dove vengono, che no, i centri di accoglienza non sono una truffa, non sono campi di confino per schedarli e mandarli via. E poi ci sono i militanti pronti a entrare in azione: ne sono arrivati più di duecento secondo la polizia, quasi tutti “noborder” per l’abolizione di tutte le frontiere, e qualche decina di “zadistes”, squatter “cresciuti” nella lotta contro la costruzione dell’aeroporto a Notre-Dame-des-Landes. L’accesso alla zona della giungla è ormai bloccato: si entra solo con un badge, anche i giornalisti. Obiettivo della prefettura è fare presto. Fabienne Buccio, prefetta del Pad-de Calais, ha dato «72 ore agli occupanti del campo per lasciare i luoghi».
LERUSPE
Il tutto dovrebbe dunque essere finito in tre giorni, ma previsioni più realistiche contano di far entrare in azione le ruspe per cancellare la baraccopoli (giudicata uno scandalo umanitario da tutti) tra una settimana. Anche se i migranti non potranno essere costretti con la forza a prendere posto sui pullman, quelli che rifiutano di partire potrebbero essere «in ultima istanza» inviati in un centro di ritenzione amministrativa, anticamera di una quasi certa espulsione. Resta poi il problema dei ragazzini soli. Circa 200 minorenni sono stati accolti dalla Gran Bretagna nell’ultima settimana perché avevano un familiare in Inghilterra o perché (53 ragazzine) particolarmente “vulnerabili”: ne restano circa 1.100 a Calais. Saranno gli ultimi a lasciare il campo.
Francesca Pierantozzi

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