Glifosato, l’Oms e la FAO frenano: “Improbabile che sia cancerogeno, la conferma da un solo studio”

Glifosato, l'Oms e la FAO frenano Improbabile che sia cancerogeno

Il glifosato ovvero il principio attivo più utilizzato al mondo per produrre erbicidi non è cancerogeno è questo quanto sostanzialmente dichiarato dalla Fao e dall’Organizzazione mondiale della sanità nel corso di un meeting del panel di esperti sui residui di pesticidi nel cibo. “È improbabile – dicono – che l’assunzione di glifosato attraverso la dieta sia cancerogena per l’uomo”, fanno sapere dal meeting del Panel of Experts on Pesticide Residues in Food and the Environment.

La grande maggioranza delle prove scientifiche indica che la somministrazione di glifosato e di prodotti derivati a dosi fino a 2000 milligrammi per chilo di peso per via orale, la più rilevante per l’esposizione con la dieta, non è associata a effetti genotossici nella stragrande maggioranza degli studi condotti su mammiferi”, si legge nelle conclusioni delle relazioni. Sul documento diffuso dalla Fao e dall’Organizzazione mondiale della Sanità si legge ancora che qualche studio ha evidenziato un’associazione positiva tra l’esposizione al glifosato ed il rischio di linfoma non Hodgkin.

Tuttavia, sembra che l’unico studio condotto con una grande coorte e sopratutto di grande qualità non ha trovato evidenza di una associazione per nessun livello di esposizione. Secondo le multinazionali che lo commercializzano non sarebbe stato dimostrato nessun rischio legato all’uso del glifosato, e nello specifico lo scorso 13 aprile è stata votata a Parlamento europeo risoluzione con la quale è stato sconfitto il principio di precauzione. Intervenuta l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato ha dichiarato: “Non vogliamo fare allarmismo. Ma i risultati di questo genere indicano che potenzialmente l’intera Europa è contaminata dal glifosato”. La decisione che Commissione Ue deve prendere su rinnovo della licenza per l’uso del glifosato è attesa per questa settimana.Mercoledì 18 e giovedì 19 maggio, infatti, si riunirà il comitato fitosanitario permanente dell’unione europea che discuterà, tra i vari punti all’ordine del giorno, il rinnovo dell’autorizzazione all’utilizzo del glifosato, in scadenza a giugno 2016.

Nello specifico il comitato esaminerà la proposta della Commissione europea di un rinnovo per nove dieci anni invece dei quindici concessi abitualmente. Secondo quanto riferito dall’Agenzia nazionale per la ricerca sul cancro, il diserbante era stato inserito tra le sostanze potenzialmente cancerogene. Dall’altro lato l’Efsa, il cane da guardia della sicurezza alimentare aveva pubblicato le sue considerazioni, sostenendo che “il glifosato non costituisce un pericolo di cancerogenicità per l’uomo”. Durante il meeting è stata revisionata anche la pericolosità del diazinone, un insetticida usato anche contro le zanzare Aedes aegipty, le cosiddette zanzare tigre portatrici tra gli altri del virus Zika, e di un altro insetticida, il malatione. Chiede che venga fatta chiarezza al più presto la Coldiretti, per far sì che siano tutelati cittadini e agricoltori disorientati dal rincorrersi di annunci discordanti. Nello specifico il Presidente Roberto Moncalvo ha dichiarato che nel rispetto del principio di precauzione servono valutazioni condivise a livello internazionale con comportamenti univoci in un mercato globale.

La birra tedesca e la pasta italiana sono assolte. Anche se al loro interno ci sono tracce di diserbante, i rischi per la salute non dovrebbero essere alti.
Secondo la Fao e l’Oms, «è improbabile che l’assunzione di glifosato attraverso la dieta sia cancerogena per l’uomo.»
FINO A 2 GRAMMI PER CHILO. La ‘sentenza’ è arrivata al termine di un meeting del Panel of Experts on Pesticide Residues in Food and the Environment.
«La grande maggioranza delle prove scientifiche», si legge nel comunicato, «indica che la somministrazione di glifosato e di prodotti derivati a dosi fino a 2000 milligrammi per chilo di peso per via orale, la più rilevante per l’esposizione con la dieta, non è associata ad effetti genotossici nella stragrande maggioranza degli studi condotti su mammiferi».
UN SOLO STUDIO LO COLLEGA AL CANCRO. Il documento di Fao e Oms ammette che «qualche studio ha evidenziato un’associazione positiva tra l’esposizione al glifosato e il rischio di linfoma non Hodgkin». Ma «l’unico studio, condotto con una grande coorte e di grande qualità, non ha trovato evidenza di una associazione per nessun livello di esposizione».
Durante il meeting è stata revisionata anche la pericolosità del diazinone, un insetticida usato anche contro le zanzare Aedes aegipty le cosiddette zanzara tigre portatrici tra gli altri del virus Zika, e di un altro insetticida, il malatione.
In entrambi i casi la conclusione è stata che è «improbabile» che queste sostanze siano cancerogene.
Un parere che va contro quello di molte associazioni ambientaliste, secondo cui invece il glifosato, contenuto nel RoundUp, prodotto di punta della Monsanto, è associato a un aumento di tumori e di malformazioni nei neonati.
MA LA IARC LA PENSA DIVERSAMENTE. Tra i detrattori del glifosato c’è anche l’Iarc, l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro, che nel 2015 ha inserito la sostanza nel gruppo 2A, quello delle sostanze ‘probabilmente cancerogene’, lo stesso delle carni rosse.
Il parere dell’agenzia, ha scritto però l’Oms, è diverso da quello espresso il 16 maggio 2016: «L’identificazione del pericolo, in particolare la classificazione da parte dell’Iarc delle sostanze in base alla loro cancerogenicità, è il primo passo del ‘risk assessment’».
Contro il parere dell’Iarc si è espressa anche l’Efsa, l’autorità europea sugli alimentari, secondo cui invece il pesticida è sicuro. Lo scontro è particolarmente delicato in Europa, dove diversi ministri, tra cui i nostri Lorenzin e Martina, hanno chiesto di non rinnovare l’autorizzazione all’uso. Una decisione della Commissione, che probabilmente rinnoverà ma per un tempo limitato, è attesa proprio nella settimana che va dal 16 al 22 maggio.

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