Goletta Verde, l’allarme lanciato sulla salute dei nostri laghi: il 50% dei punti campionati è fortemente inquinato e fuorilegge

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Goletta-Verde-lallarme-lanciato-sulla-salute-dei-nostri-laghi-il-50-dei-punti-campionati-è-fortemente-inquinato-e-fuorileggeI laghi italiani purtroppo sono sempre più inquinati, sono questi i dati diffusi nel corso dell’edizione 2016 di Goletta dei laghi, ovvero la campagna nazionale di Legambiente che ha esaminato ben dodici lacustri in sei regioni del Paese, per un totale di circa 200 campioni raccolti. Per questa stagione, Goletta Verde è partita con il solo obiettivo di difendere i mari e le coste italiane, un lunghissimo viaggio lungo le coste della penisla che dura da 30 anni.

A preoccupare maggiormente è il consumo di suolo negli ecosistemi lacustri e la gestione non sostenibile del territorio. “L’obiettivo della campagna nazionale così come evidenziato dal presidente Muroni, è quello di mettere al centro dell’attenzione locale e nazionale. Obiettivo nobile e condivisibile, a patto però che, nella cieca corsa al raggiungimento di un risultativo lodevole su un fronte di vitale importanza, non si finisca con l’arrecare un danno grave su un altro fronte altrettanto fondamentale per il benessere del nostro Paese“, ha dichiarato Andrea De Simone, ovvero il direttore di Confartigianato.

Goletta Verde al fine di realizzare i test sia via terra che nei laghi, si è servita dell’equipaggio del Cigno Azzurro che ha effettuato in totale 22 ore di navigazione ed ha percorso 108 chilometri.Nello specifico i membri dell’equipaggio hanno raccolto campioni nei bacini di Serbino, Lario, Verbano, Ceresio e Benaco del Nord Italia; e poi ancora Caterno, Alban, Bracciano, Bolsena e Vico nel Lazio ed in ultimo Trasimeno e Piediluco in Umbria.  Nel lago di Vico a destare parecchie preoccupazioni è stata la località Punta del Lago. Mentre sul lago di Albano  è stato  riscontrato un risultato negativo su 3 prelievi, quello di via dei Pescatori a Castelgandolfo. Tutto nella norma invece per i laghi Canterno a Ferentino.“Le cause principali dell’inquinamento dei bacini lacustri riguardano senz’altro i servizi di fognatura e depurazione le cui prestazioni rimangono ben lontane dagli standard della normativa ambientale europea. A conferma di questo grave deficit del sistema depurativo, l’Unione europea ha aperto per l’Italia diverse procedure di infrazione e nel 2009 ha provveduto ad emettere sentenze di condanna per il mancato rispetto della direttiva europea 1991/271/Cee concernente il trattamento delle acque reflue urbane”,dichiara Andrea Minutolo, coordinatore scientifico di Legambiente.

Stando a tali dati, è emerso che ad esempio solo nel Lazio su 19 punti, ben 11 hanno cariche batteriche sopra i limiti e nello specifico sul lago di Bolsena addirittura 6 punti su 7 hanno superato i limiti di legge risultando fortemente inquinati: a Montefiascone presso il parco giochi sul lago, a Marta nella spiaggia in fondo a via Cava, a San Lorenzo Nuovo presso la foce del fosso Ponticello e presso il canale in località prati Renari, a Capodimonte nella spiaggia in via Regina Margherita, a Gradoli nella foce del fosso Cancello. Su questi dati, Giorgio Zampetti, ovvero il responsabile scientifico di Legambiente ha dichiarato: “Ad oggi irca il 60 % delle acque lacustri si trova in uno stato di qualità insufficiente rispetto ai traguardi preposti dalle direttive europee e un italiano su quattro non è servito da adeguata depurazione.I ritardi in questo settore dal 1 gennaio 2016 costano all’Italia circa 500 milioni di euro all’anno per le 2 sentenze di condanna stabilite dall’Europa negli anni scorsi”.

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