Google lancia Pixel lo smartphone di sfida alla rivale Apple

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191923049-8bd90568-1510-4bca-b130-0b970f42ad78NEW YORK Google sfida Apple. Nel suo appuntamento annuale a San Francisco il gigante statunitense dell’informatica ha messo sul tavolo un ventaglio di nuovi prodotti con cui entra a gamba tesa nel territorio che una volta era di quasi esclusivo dominio della società rivale. Il Ceo Sundar Pichai ha aperto le danze con un’affermazione che è una filosofia aziendale: «Passiamo dal dare la precedenza alla mobilità, a darla all’intelligenza artificiale». Ed ecco dunque il nuovo telefono cellulare interamente firmato Google, la Virtual reality, il nuovo router wi-fi, la nuova chiavetta Chromecast per lo streaming in tv, e Google Home, l’assistente digitale da salotto che riceve comandi a voce e può fare una miriade di cose, dall’accendere le luci al programmare il tragitto per l’ufficio la mattina sulla base delle condizioni del traffico. Ecco cioé la connettività totale in cui Google propone di farci vivere. Si parte da Pixel, il nuovo cell tutto firmato Google «sia all’interno che all’esterno». In nero, argento o blu, verrà venduto a 649 dollari negli Usa in due formati, con video da 5 e 5,5 pollici.

DUE VERSIONI Tutte e due le versioni avranno le stesse caratteristiche. Ad esempio la video-call che permette di vedere l’interlocutore e cosa sta facendo prima ancora di accettare il collegamento. O la batteria a ricarica veloce, in grado di assicurare almeno 7 ore di riserva con soli 15 minuti di ricarica. Pixel è già pronto ad attivare il visore di realtà virtuale, creato per «essere comodo e facile da usare». “Daydream view” non ha nulla dei soliti visori, è in microfibra, senza fili, e ha spazio anche per chi indossa gli occhiali. Si inserisce il cell in un piccolo scomparto, e il collegamento all’intera biblioteca YouTube è pronto e gratis. E per assicurare il funzionamento scorrevole di tanti prodotti, alla fine è stato anche offerto un nuovo tipo di router, che coniuga sia un aspetto esteticamente elegante a una connettività veloce, con tre “stazioni” ripetitrici. «Vogliamo continuare a essere d’aiuto per tutti i nostri consumatori» ha detto Pichai. L’obiettivo dichiarato dell’appuntamento di ieri era quello di inaugurare «una nuova era», in cui ci sarà «un Google personale per ogni utente».

Ha aperto le danze Sundar Pichai, a capo di Google, con il suo mantra: “Dopo la rivoluzione dei pc, quella del Web e del mobile, questo è il momento dell’intelligenza artificiale”. L’azienda sta puntando tutto sull’apprendimento delle macchine, la tecnologia che permette ai computer di imparare e fornire servizi su misura. Ora ha deciso di legarla ad una nuova linea di apparecchi, cinque, per la prima volta sviluppati internamente. E così, in una vecchia cioccolateria persa nella Silicon Valley, in diretta streaming, Pichai & Co. mostrano i Pixel, smatphone dotati dell’ultima versione di Android (7.1) con integrato l’assistente virtuale. Lo stesso che aveva fatto la sua apparizione nella chat 2.0 Allo, equivalente di Siri di Apple, Alexa di Amazon e Cortana di Microsoft.

Gli smartphone. Pixel e Pixel XL sono smartphone di fascia alta con processore Snapdragon 821. Rick Osterloh, ex presidente di Motorola ora a capo della divisione device di Google, sostiene abbiano la migliore fotocamera mai prodotta. Non tanto per i 12,3 megapixel, quanto per lo stabilizzatore di immagine e la velocità. L’abbiamo provata ed è fulminante, ma da qui a dire che sia la migliore sul mercato ne passa. I due modelli, disponibili in tre colori diversi e con scocca in alluminio, sono sottili e hanno display da 5 e 5,5 pollici qhd. Si parte da 649 dollari e si arriva ad 869 per il modello più costoso da 128gb. Prezzi alti quindi. Entrambi, ci tengono a sottolineare alla Google, hanno l’entrata jack per le cuffie. Frecciata ad Apple e al suo iPhone 7. Per altro con Android 7.1 importare contatti e contenuti da “qualsiasi altro sistema operativo” è questione di un attimo.

L’ecosistema. Ma per impensierire la Apple e il suo iPhone, ammesso che sia questo il piano, o riuscire ad ottenere gli stessi margini stellari dalla vendita dei telefoni serve ben altro che qualche battuta. Google storicamente presentava la nuova versione di Android associandola ai Nexus, costruiti volta per volta da un’azienda diversa. Ora si cambia musica, non è un dettaglio da poco, e si punta ad un ecosistema più ampio progettato all’interno dell’azienda che ha il cuore negli smartphone ma si riverbera nell’altoparlante intelligente Home, nel Chromecast Ultra e nel router Google Wi-fi. E in Daydream, la piattaforma per la realtà virtuale, che è anche il nome del visore low cost da 79 dollari. L’evoluzione del cardboard, è una versione molto accessibile del Gear Vr di Samsung con l’aggiunta di un piccolo telecomando dotato di sensori di movimento. A proposito, in generale l’ecosistema somiglia in parte a quanto già fatto da altri, Samsung appunto, partner storici di Android. Chissà come reagiriranno adesso alla discesa in campo di Google nel campo dell’hardware.

La casa intelligente. Di Home si sapeva più o meno tutto, compreso il prezzo di 129 dollari. L’altoparlante intelligente simile a Echo di Amazon, si gestisce con comandi vocali e offre la possibilità di dialogare con l’Assistente per decidere quale brano musicale di Spotify ascoltare, chiedere informazioni, ascoltare notizie. Miracoli dell’apprendimento delle macchine, tanto caro a Pichai, che però ha una contrindicazione: le nuove intelligenze artificiali migliorano in maniera esponenziale quanto più vengono usate e quanto più dati processano. Ma all’inizio sono immature e non tutti forse sono capaci di comprendere un prodotto che migliora evolvendo partendo da un livello non soddisfacente.

I prezzi, le uscite. Eccezion fatta per Chromecast Ultra (69 dollari), nuova versione 4K del dispositivo che permette di trasformare qualsiasi Tv in una estensione dello smartphone e delle sue app per l’intrattenimento, tutto quel che Google ha presentato arriverà nel 2017 in Italia. I due Pixel sono disponibili da subito solo negli Stati Uniti, Canada, Germania, Australia e India. Così come il visore e il router Google WiFi (129 dollari anche come Home) che serve per gestire tutti gli apparecchi smart della casa. Home invece è previsto solo ed esclusivamente per gli Usa. Insomma, non esattamente un lancio pensato per aggredire un mercato globale come quello di oggi.

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