Formula 1 GP Bahrain Streaming Gratis e diretta Live e video F1 rojadirecta e Sky

Il GP del Bahrein si corre oggi sulla pista di Sakhir, poco fuori la capitale Manama. In programma ci sono 57 giri, ciascuno di 5.412 metri, per un totale di 308,231 km. La corsa è in notturna. 

DIRETTA SKY Diretta su Sky Sport F1 HD e Sky Sport 2 HD.  DIFFERITA RAI Rai2 propone la differita alle 21,50  prossima gara Dopo questa gara, il calendario (che è il più lungo della storia, con 21 gare) prevede il GP della Cina (a Shanghai) il 17 aprile. Poi la Formula 1 approda in Europa con il GP di Russia (a Soci il 1° maggio).

Sky detiene i diritti tv della Formula 1 2016 e trasmetterà in esclusiva prove, qualifiche e gare. Alcuni GP saranno visibili anche sulla Rai (qui il palinsesto dei GP in chiaro). Per quanto riguarda il Bahrain non è prevista nessuna diretta in chiaro: le Qualifiche di Formula 1 saranno trasmesse in diretta tv dalle ore 17:00 su Sky Sport F1 HD e in streaming gratis per gli abbonati sull’app SkyGo.

Risultati e tempi Qualifiche GP Australia, Formula 1 2016

La cronaca testuale di tutte le sessioni del weekend di gara può essere seguita sul sito ufficiale della Formula 1, dove troverete tempi e risultati di prove libere e qualifiche live, aggiornati in tempo reale.

Prima un giro perfetto e una pole da urlo. Poi una piccola disattenzione che avrebbe potuto pagare a caro prezzo: Hamilton ha ottenuto una pole superlativa nelle qualifiche del GP del Bahrain. Poi, rientrato al parco chiuso, ha sbagliato il “parcheggio” della sua monoposto e ha corretto la posizione con una piccola retromarcia. Ovvero, effettuando una manovra vietatissima dal regolamento. I commissari, occhiutissimi, hanno subito rilevato l’infrazione, convocando il pilota il direzione gara. C’è voluta la consueta oretta di confronto, ma alla fine l’inglese se l’è cavata con una reprimenda (una specie di cartellino giallo). Ossia poco o niente. E a dire il vero, a tutti sarebbe parso (in primis al pubblico e agli appassionati) del tutto senza senso privarlo di una pole ottenuta in quel modo. Acqua passata.

A parte tutto questo, resta il fatto che Hamilton ha “pennellato” alla grande un giro che solo uno della sua classe può ottenere. Dire strepitoso è dire poco. Tra l’altro ha frantumato il precedente record che apparteneva a Michael Schumacher (lo aveva stabilito nel 2004, con 1’30”252). Cosa che, a parte le statistiche, apre la strada a molte considerazioni. Quella probabilmente più importante riguarda queste auto ibride, con meno cavalli di quelle di un tempo. Il tempo stabilito ieri da Hamilton dimostra che di strada ne hanno compiuta parecchia.

Hamilton ha spiegato come è arrivato alla pole: «Fino a questo momento non tutto era filato liscio nel fine settimana, abbiamo avuto difficoltà ad accumulare giri, ma l’ultimo è stato quello fondamentale. E’ incredibile che siamo stati così veloci, ringrazio tutti per il grande lavoro fatto». Sperava nella pole anche Nico Rosberg che si è dovuto invece accontentare della seconda posizione seppur a pochi millesimi da Hamilton: «Lewis è riuscito a confezionare un risultato ottimo, pensavo di aver fatto bene ed essere in pole, ma non è stato così. Questo forse è il circuito dove la pole conta meno, vediamo come andrà la gara». Una frase tecnicamente legittima, ma che un po’ ricorda la favola della volpe e dell’uva. Comunque sia, la Mercedes parte favorita – cosa che non costituisce esattamente una novità – ma la Ferrari è davvero molto vicina. Vettel ha messo l’accento, con l’onestà che lo contraddistingue, sul distacco in qualifica («mezzo secondo non è poco…»), ma la sensazione è che la Ferrari in gara sia molto forte. Ed è vero anche per le Rosse, come lo è per Rosberg, che la pole non è decisiva come su altre piste. La Ferrari ha un ottimo passo, ma tutto si giocherà sulle strategie e sulle gomme. Alla fine, nonostante le scelte diverse, tutte e due le squadre si ritrovano in una condizione simile: due set di “soft” nuove, un set di “medie” nuove e tre “supersoft” usate. 

 Spiega Vettel: «Ero molto soddisfatto dopo il primo tentativo di giro veloce. Il ritmo c’è. Però non nascondo che speravo in un distacco minore. Però sono molto soddisfatto della macchina, è andata migliorando costantemente, non c’è posto sulla pista dove non sembri perfetta, tutto è a posto». Un discorso che non è in antitesi con il fatto di essere stato più lento di Hamilton e Rosberg. «Non siamo al massimo, c’è ancora da fare del lavoro. In gara spingeremo il più possibile. Bisognerà cercare di avere una bella partenza, come accaduto a Melbourne quindici giorni fa. La corsa è lunga e possono succedere tante cose». Non male Raikkonen, solo 2 decimi più lento di Vettel (dunque quarto, in seconda fila): «Se sono soddisfatto? Chiaramente lo sarei se fossi più avanti di un paio di posizioni, ma tutto sommato è andata bene. Vorrei essere più veloce, c’è del lavoro da fare, però ci siamo. Oggi cercherò di fare una bella gara e vediamo cosa succederà». 

Scorrendo tra le righe di una qualifica che – come al solito – non è stata esaltante (stamattina altra riunione per cambiarla, con pure Todt ed Ecclestone) bisogna sottolineare la bella prova del debuttante Stoffel Vandoorne. Il belga, convocato in extremis per sostituire Alonso sulla McLaren, ha ammesso di aver usato le ore di volo (era in Giappone) per studiare il dossier che gli avevano mandato gli ingegneri della McLaren. Non conosceva nemmeno tutti i comandi sul volante… E ieri, la squadra ha fatto un ultimo tentativo presso la Fia perché fosse riammesso Alonso. Nonostate tutto questo, Vandoorne ha chiuso al 12° posto, davanti al compagno di squadra Button. Il quale ha ammesso: «Io non ho fatto un buon lavoro. Lui, invece, un lavoro super. E’ stato bravo. E’ molto competitivo, ha già vinto nelle gare minori. Complimenti». Pronunciati forse un po’ a denti stretti. 

E lui? Lui ha detto: «Speravo di non essere distante da Jenson… Gli sono addirittura davanti, è una bella sensazione». C’è da crederlo.

U n giro può essere sexy come una bella donna? Lewis Hamilton, che se ne intende, dice di sì. E strizza l’occhiolino alla seconda pole position della stagione, la 51ª della carriera, ottenuta infrangendo di 34 millesimi il record assoluto del circuito di Sakhir, che dal 2005 apparteneva a Mark Webber coi motori V10. Una magia accompagnata dalla «suspense», perché poi il campione del mondo ha dovuto trattenere il fiato fino alle otto di sera, visto che i commissari minacciavano di retrocederlo per aver parcheggiato la sua Mercedes di traverso nel parco chiuso, con la retromarcia inserita.

SANZIONE Per fortuna, l’inglese se l’è cavata solo con una reprimenda, in quanto «non gli erano state date indicazioni chiare su dove fermarsi», come poi è stato appurato esaminando i video e ascoltando le testimonianze di pilota e team. Meno male, perché se la prodezza di Lewis fosse stata cancellata dalla burocrazia, sarebbe stata la morte della F.1, che ormai sta perdendo ogni poesia. Resta la constatazione che le vetture di quest’anno hanno fatto progressi impressionanti (quasi tre secondi meglio del 2015!) e che Hamilton resta un martello, quando si tratta di tirare fuori la prestazione super. L’ultimo tentativo, con cui ha scalzato Nico Rosberg e Sebastian Vettel dalla vetta, è arrivato dopo che Lewis aveva commesso un grave errore nell’assalto precedente.

COME SENNA «E’ tornato il vecchio Lewis», commenta Niki Lauda. Come dire che quando contano talento e velocità, non ci sono vita mondana, soldi o distrazioni che possano fermare Hamilton. Di fronte a quel dono indefinibile, che lo rende speciale e lo fa somigliare tanto al suo idolo Senna, il compagno di squadra ha dovuto arrendersi per soli 77 millesimi, dopo aver dominato tutte le prove. Mentre Vettel, che all’inizio del Q3 aveva messo pressione alle Mercedes, non ha trovato il giro perfetto, rimanendo a 519 millesimi, con l’altra Ferrari di Raikkonen staccata di 7 decimi.

MAPPATURA Il distacco della rossa dalle Mercedes è importante, ma non deve trarre in inganno. In qualifica, le Frecce d’argento hanno ancora quella mappatura «estrema» che fa la differenza. Ma ieri, anche Hamilton e Rosberg sono dovuti andare al limite per tenere dietro Vettel. E nella gara di stasera, come hanno avvertito sia il tedesco sia Raikkonen, il divario dovrebbe ridursi. «Saremo molto vicini. Dipenderà tanto dalla partenza. Un errore, e l’altro vince», prevede Lauda. Non c’è la garanzia che Seb azzecchi un altro scatto da rocketman come a Melbourne, però c’è sufficiente fiducia che la Ferrari possa giocarsela grazie alle strategie, con cui Kimi l’anno scorso arrivò a uno sguardo dal vincitore Hamilton. Due o tre soste, questo è il dilemma: a seconda che si decida di utilizzare un treno di gomme medie oppure di puntare solo su supersoft e soft.

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