Hashish e cocaina nella Roma bene: 15 arresti, 3,3 kg di hashish e 58 mila euro sequestrati

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Scoperto un giro di droga nella Roma “bene”, e nello specifico ai Parioli in Via Veneto,Via del Corso e San Giovanni, dove alcuni pusher erano soliti rifornire di hashish e cocaina diversi acquirenti residenti nei quartieri appena citati. Pare che alcuni dei punti di riferimento era il Jackie O‘, lo storico locale romano della Dolce vita. I clienti erano per lo più professionisti, e dunque avvocati, professionisti, imprenditori i quali sono finiti in un giro d’affari settimanale di circa 100 mila euro. Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche 18 perquisizioni domiciliari, che hanno consentito il rinvenimento e sequestro di 3.3 kg di hashish e di 58mila euro complessivi, di cui 20mila in contanti rinvenuti nel corso delle perquisizioni, e 38mila su conti correnti sottoposti a sequestro preventivo connesso con l’ordinanza cautelare.Sono stati arestati, dunque, 15 persone nella mattinata di ieri dai carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria di Roma su ordinanza del gip Massimo Di Lauro.

Molti i personaggi famosi diventati clienti abituali del gruppo smantellato dalla procura; secondo quanto emerso dalle indagini,pare che i traffici erano soliti avvenire riuscendo a tenere i gestori ed i proprietari dei locali, all’oscuro dello smercio di droga.“Caffè, cappuccino o crodino” erano solo alcuni degli appellativi utilizzati. Con “numero degli invitati a cena” invece, gli spacciatori cercavano di mascherare il numero delle dosi da portare a ogni cliente. Ai vertici dell’associazione criminale ci sarebbe Rigers Durici, detto Richi, Manuel Zumpano, ovvero il figlio di un noto esponente della criminalità romana degli anni 90 i quali avevano la base logistico-operativa dei loro traffici nei quartieri Monteverde e Trullo.I clienti per poter ricevere la droga, ospitavano nelle proprie abitazioni i pusher, oppure gli davano appuntamento al Jackie O.

Il massimo traffico di droga sembrebbe essersi verificato nei mesi estivi, tanto che gli investigatori preoccupati che questo giro potesse allargarsi anche ai nuovi locali inaugurati all’inizio della stagione autunnale , hanno deciso di agire, arrestanto i responsabili. La droga proveniva dall’Albania e dalla Spagna, paesi nei quali l’organizzazione aveva creato canali privilegiati.Le cessioni delle dosi si svolgevano prevalentemente nelle zone centrali della città, come la zona Parioli, Via Veneto, Via del Corso, San Giovanni, dalle 22 fino alle 5 del mattino, in concomitanza con le abitudini e l’apertura dei locali frequentati dagli acquirenti

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