Hilal, il bambino kamikaze scappato in Italia:adesso ha 22 anni e fa il pasticcere

0

Davvero incredibile la storia che stiamo per raccontarvi e che fa sperare che a volte il male si può trasformare in bene. La storia che stiamo per proporvi ha come protagonista un giovane di appena 22 anni afghano di nome Hilal, il quale è passato da portare una cintura esplosiva alla preparazione di dolci, mousse, glassa e torte.

Ebbene si, il giovane 22enne da piccolo nel suo paese era un bambino che se non si fosse rifiutato per ben tre volte sarebbe diventato un kamikaze, ed invece grazie alla sua forte personalità è riuscito a scappare da Herat e costruirsi una nuova vita. «Schiaccia questo, non senti nulla e vai dritto in paradiso», erano queste le parole che Hilal continuava a sentirsi dire all’età di 12 anni, quando qualcuno cercava di spiegargli come avrebbe potuto procurarsi in un solo istante la salvezza eterna. Dopo dieci anni, il giovane è riuscito a scappare al suo triste destino, riuscendo a cambiare paese e totalmente vita, perchè oggi di Hilal è diventato un bravo pasticcere e dalla mattina alla sera non fa altro che preparare dolci nel suo laboratorio di pasticceria circondato di glasse, torte e mousse.

Il giovane non lavora in nero ma ha un vero contratto a tempo indeterminato che gli permetterà di avere molto presto anche il passaporto italiano.Il giovane racconta di essere ancora incredulo, di non sapere nemmeno come sia riuscito a cambiare così vita e scappare dal suo triste destino. «Stiamo facendo una guerra contro gli americani, contro tutti quelli che sono contro i musulmani, devi farlo», racconta il giovane il quale aggiunge di aver accettato perchè non aveva più nessuno, ne una casa, ne una famiglia.Hilal racconta di essere stato portato nell’Afghanistan occidentale ma non saprebbe dire dove nello specifico, racconta ancora di essere stato bendato e lasciato in quel luogo con una cintura piena di esplosivo e tanti fili lungo il braccio nascosti sotto i vestiti. «Ho iniziato a tremare»,dichiara Hilal convinto di essere pronto a morire da li a breve.

Il giovane,che allora era un bambino non ha avuto il coraggio di premere il pulsante e lo stesso è avvenuto per altre due volte, ma la quarta non c’è stata visto che un uomo di cui Hilal non sa nemmeno il nome, è riuscito a farlo fuggire; ci sono voluti due anni ma finalmente Hilal è riuscito a mettersi in viaggio verso l’Europa lavorando anche per potersi permettere di pagare i passaggi.«Abbiamo lavorato per ricucire le sue ferite. Oltre alle bruciature esterne c’erano quelle interne su cui dovevamo intervenire: gli abbiamo fatto capire che il mondo degli adulti non è solo quello che ti fa indossare una cintura da kamikaze» ha dichiarato Luigi Vittorio Berlini, fondatore della cooperativa Spes, casa famiglia dove vengono ospitati 8 minori italiani e stranieri senza una famiglia e dove Hilan è proprio capitato.

Rispondi o Commenta