I Radiohead spariscono nel nulla: pagine in bianco sui social, è solo questione di pubblicità?

I Radiohead spariscono nel nulla pagine in bianco sui social, è solo pubblicitàSta facendo molto parlare di se, nelle ultime ore, il celebre gruppo musicale alternative rock inglese proveniente dall’Oxfordshire e formatosi nell’ormai lontano 1985 ovvero gli Radiohead. Nello specifico ecco che il gruppo musicale in questione, nelle ultime ore, sembra essere sparito nel nulla nei social e solamente il nome del gruppo è rimasto a presidiare in quelli che sono degli enormi spazi vuoti.

Per essere più precisi ecco che, in sole poche ore, sono spariti messaggi, fotografie, post, sia dalla pagina ufficiale Facebook che dalla pagina ufficiale Twitter e poi ancora anche da quello che è il loro sito ufficiale.

Tutto ciò, nelle ultime ore, ha destato parecchia preoccupazione tra i tantissimi fan della band inglese che non riescono a spiegarsi i motivi per cui sono improvvisamente spariti nel nulla ma ecco che, oltre alla preoccupazione numerosi fan hanno anche alcuni sospetti e uno tra questi è che si tratti semplicemente di una trovata pubblicitaria del musicista e cantautore britannico, voce solista del gruppo rock Thom Yorke e dei suoi amici-colleghi ovvero Jonny Greenwood, Ed O’Brien, Colin Greenwood e Philip Selway. Un modo questo per pubblicizzare un nuovo lavoro.

Amatissimi da milioni di persone, gli Radiohead hanno venduto oltre 30 milioni di dischi in tutto il mondo e proprio i fan sperano presto di avere loro notizie.

«In in un attimo/ sarò sparito/ Il momento è già passato/ sì, è andato», cantava Thom Yorke in una delle canzoni più belle ma anche enigmatiche dei Radiohead,How to disappear (completely è una ridondanza, ci si riferisce a quella canzone semplicemente come a How to disappear). Ma non è esattamente una canzone sulla sparizione, quella, semmai sulle crisi di panico e la fobia da palcoscenico che avevano preso il frontman dei Radiohead dopo la tournée mondiale – emotivamente disastrosa – seguita al successo incredibile Ok Computer. Yorke fu preso da varie forme di disturbi che raccontò lui stesso, egotismo, spersonalizzazione, difficoltà a “vedersi” e “percepirsi”. Jonny Greenwood se ne stava tutto il tempo con le cuffiette nelle orecchie, o chiuso nelle camere di alberghi spaesanti in giro per il mondo. E comunque, sebbene HTDC non sia appunto una canzone sulla sparizione, quelle parole suonano ossessivamente in testa se si deve commentare l’ultimo gesto della band: il primo maggio, progressivamente, durante la giornata, i Radiohead si sono cancellati da Internet. Con un’operazione che va raccontata e eventualmente capita, se possibile.

Le modalità, innanzitutto: anziché fare un semplice delete degli account Twitter e Facebook, o del sito – come pure era tecnicamente possibile – la band ha svuotato tutti i contenuti social e del sito, lasciando infine a campeggiare solo un blank space, uno spazio vuoto, bianco, che può significare tantissime cose. La più ovvia è che l’uscita del nuovo disco sia ormai più che imminente, questione di ore, o giorni. Tuttavia ricondurre una scelta così rumorosa e intellettualmente allusiva – sia pure nella forma del rumore bianco – a una strategia promozionale pare un po’ riduttivo se riferito all’ultima grande band tra indie e mainstream, l’ultima che – forse – di autopromozione non abbia bisogno, e la cui carriera intera testimonia invece una sistematica fuga da qualunque modalità, volontaria o involontaria, di promozione convenziale – in cui rientrerebbe anche “sbiancarsi” su Internet. Sarebbe come dire che nel 2007 rilasciarono In Rainbows col sistema “paga quello che vuoi” per farsi pubblicità: lettura puerile, alla fratelli Gallagher.

L’altra opzione, parecchio più seducente, è che la band di Oxford stia provando a indicare – nel suo modo, sempre un po’ allusivo e enigmatico – un problema, sia pure senza posserdere al momento soluzione alcuna: quel particolare ambiente (“ambiente”, non strumento) che è il web-social vive in una fase (forse evolutiva, forse involutiva, forse magari addirittura necessaria) molto complessa, rumorosa e complessivamente di impasse. Di fronte a questa spoliazione di senso che chiunque può percepire, i Radiohead scelgono di accentuare una qualche mossa del cavallo (magari non definitiva), fosse anche solo per squadernare un problema, il rumore bianco che sta travolgendo il web di terza generazione, rendendolo qualcosa di molto diverso da ciò che forse loro stessi avevano sperato, o a lungo sperimentato.

Siamo, giova ripeterlo, nel campo delle interpretazioni. Ma è un’interpretazione che potrebbe essere accreditata da altre coincidenze che riguardano la stagione dell’uscita del nono lp in studio della band. Esattamente il giorno prima, molti fan della prima ora – probabilmente quelli con gli account più vecchi su Waste, l’antico “magazzino” online del gruppo – hanno ricevuto per posta tradizionale uno strano volantino con su scritto «Burn the Witch», brucia la strega, e come occhiellino la strofa di una canzoncina che in Inghilterra si canta a volte ai bambini, «sing the song of sixpence that goes», e un’altra frase dal sapore vagamente minaccioso: «We know where you live», sappiamo dove vivi. Prima questa (ironica) minaccia, poi la sparizione, o meglio, lo svuotamento dai social e dal sito. Che sia il titolo del nuovo album? Che sia, più semplicemente, la strega di una nuova spersonalizzazione che, a quasi vent’anni da ok computer, si compie, col bambino di Kid A che ormai è diventato un uomo, abbastanza accerchiato dalla somma aggressiva Internet più industria? Certo la Strega e il 1 maggio hanno più di qualcosa in comune: è la notte del 1 maggio quella celebrata nel Faust di Goethe come La notte di Valpurga, la notte delle streghe.

Coincidenze, citazoni, simboli. Forse, semplicemente, giochi linguistici per farci divertire, a modo nostro, da nerd. Saranno i prossimi giorni a dirci se questa diluizione dei Radiohead dal web sia definitiva o solo provvisoria, come molti (non io) sperano. La definitività aggiungerebbe al gesto un che di simbolico – magari anche inquietante – che lo renderebbe significativo. Sarebbe invece piuttosto deludente scoprire che, ormai nel mezzo del cammin di nostra vita, la band avesse infine scelto una trovata di marketing a quel punto puramente convenzionale e quasi prevedibile, e tutto tornasse in breve come prima. Che la Strega ci aiuti.

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