Il giallo della scomparsa di Gloria Rosboch si era invaghita di Gabriele Defilippi

Maledetto il giorno in cui sono nato umano», scrive come in una poesia disperata Gabriele Defilippi, l’altra faccia di questa storia che è appena cominciata. Luisa Mores, la mamma di Gloria Rosboch, 49 anni, scomparsa il 13 gennaio alle 14.45, dopo essere stata truffata di tutti i suoi risparmi consegnati all’ex allievo di cui si era invaghita, con la promessa che avrebbero vissuto insieme in Francia, è sicura che lui c’entri qualcosa in questo mistero: «Non so se le abbia fatto del male, ma quel giorno Gloria lo ha incontrato per farsi spiegare perché era andato tutto a monte. L’hanno portata via, se non quel ragazzo, qualcuno che lo conosce». La Procura di Ivrea ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti.

Gabriele ha un alibi per quel giorno, gli inquirenti lo stanno verificando. Ma chi è davvero questo studente che posta sui suoi profili dei social network immagini ambigue, travestito da donna, che scrive un libro per inseguire il sogno americano («io l’America l’ho dentro») e appare un adolescente smarrito: «Non ho mai desiderato così tanto una donna con cui fare l’amore, eppure io sono un uomo» (inspiegabile: qualche parola è di troppo). Spesso la cronaca svela il mistero delle persone. La timida e devota professoressa di francese Gloria Rosboch aveva nei suoi silenzi la religiosa speranza di riuscire ad aiutare i più deboli e i più bravi, come aveva fatto con Gabriele Defilippi, «che aveva un carattere esuberante», spiegò al suo avvocato Stefano Caniglia, «ma anche talenti nascosti». Lei ne era convinta.

E forse non si sbagliava. A 20 anni era così diverso dai suoi coetanei: tante letture e un animo da artista che cerca nelle sue pene una strada per scappare. «Sono stato impegnato a studiare la mente umana, oppure a ridurmi peggio di uno straccio bagnato», rivela in una specie di diario. Scrive poesie, «La solitudine. Mi osservo dinnanzi a tanto disprezzo, ben mimetizzato nella selva oscura della mente», dentro al tormento dei suoi anni vuoti e di un paese che vive come una prigione: «Mi sento vecchio se bado al mio viso sperso in quello sfondo tra tremila palazzi… Vedo la mia borsetta e il mio rossetto dimenticati a invecchiare in qualche soffitta. Tutto ciò che mi appartiene, tutto ciò che vedo è stranamente invecchiato». Dice che il suo paese, Castellamonte, gli sta stretto, come la sua esistenza: «Mi sembra realmente di vivere in un continente alieno.

Non c’è impronta di cane che io apprezzo. Non c’è strada che mi piaccia, persona che io voglia salutare. Non c’è un c… di niente qua per me». Scrive anche un libro, American Dream, «che parla della mia storia, del mio desiderio di fuga, del modo nel quale ho deciso di fare qualche soldino nella mia vita».

Gabriele confessa l’odio e il disprezzo che prova nei confronti di suo padre, «che non vedo da anni, o nei confronti del mio patrigno, del quale raccolgo ancora oggi i frutti dei suoi semi malefici». Ma la devota professoressa che va sempre in chiesa a pregare dal suo parroco, don Angelo Bianchi, vede solo i suoi talenti, non quello che questi nascondono. Quando lui è costretto ad abbandonare la scuola, dopo una lite furiosa con un insegnante, lo aiuta a studiare, ricevendolo a casa sua.

«Si diplomò con ottimi voti», disse lei. Ma frequentandola così assiduamente lui viene a sapere dei suoi risparmi depositati in un fondo Fideuram, 187 mila euro. Glieli chiede perché lui adesso, dice, fa il consulente finanziario e gli servono per il suo lavoro. All’avvocato Caniglia lei spiega che i loro incontri si fanno più assidui, dopo che «lui ha lasciato la sua fidanzata toscana, Laura».
Nella tela che tesse, racconta Gloria, ci sono telefonate di una bancaria, tale De Martino, e mail di un suo fantomatico capo, Piero Tullio De Mauro, che arriva a definire Gabriele «fra i migliori broker che abbia mai conosciuto in 40 anni di carriera. Chi direbbe che un giovane è così bravo?». L’ingenua professoressa non si accorge di niente, neppure se lui la definisce con le amiche «una poverina» e nemmeno quando si arrabbia con lei perché un agente di Fideuram ha messo in guardia i suoi genitori: «Mi fai perdere il lavoro, è una cosa segreta che deve restare fra di noi». Così gli consegna i soldi. E non lo vede più.

One comment

  1. meno malle che li hanno beccati, quella che mi fa più schifo è quella cicciona di sua madre più o meno dell’ età della Gloria.

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