Ilva, il decreto diventa legge: il Senato approva con 168 voti a favore, tante modifiche e tante novità

Ilva, il decreto diventa legge il Senato approva con 168 voti a favore, tante modifiche e tante novità

E’ stato approvato nella giornata di ieri nell’Aula di Palazzo Madama, il decreto Ilva con 168 si e 102 no e 2 astenuti. Il Senato ha dunque finalmente confermato il testo della Camera, che adesso finalmente potrà diventare legge. Dunque il decreto salva-Ilva diventa legge finalmente, il Senato ha approvato il ddl di conversione del decreto del governo con le modifiche apportate nelle settimane scorse dalla Camera dei deputati.

“Prendiamo atto che anche questa volta, sul drammatico caso del polo industriale tarantino, non verranno prodotti risultati concreti per la salvezza dell’azienda, né per il futuro dei dipendenti, delle loro famiglie e delle numerose imprese dell’indotto”, così il senatore Piero Liuzzi (Cor) in Aula al Senato sul decreto Ilva annunciando il voto contrario del gruppo.Da quanto è emerso e soprattutto sulla base del provvedimento in questione, sarà l’amministrazione straordinaria del gruppo piuttosto che l’acquirenti a dover rimborsare il prestito da 300 m dello Stato, posticipato al 2018; per quanto riguarda gli altri prestiti, invece, ovvero quelli fino a 600 milioni, questi potranno essere contratti per attuare il Piano di tutela ambientale e sanitaria.

Il provvedimento in questione sostanzialmente modifica alcune disposizioni contenute in precedenti decreti legge sull’azienda siderurgica riguardanti l’attuazione del piano di tutela ambientale e sanitaria e i diritti e gli obblighi degli acquirenti o affittuari del complesso industriale. Tra le tante novità come già anticipato si pone a carico dell’amministrazione straordinaria e non più dell’acquirente l’onere del rimborso dei 300 milioni erogati dallo Stato; viene, inoltre, consentita una proroga non superiore ai 18 mesi del termine del 30 giugno 2017 per l’attuazione del piano ambientale. Tra le tante novità, inoltre, si posticipa al 2018 il termine per il rimborso degli importi finanziati da parte dello stato al gruppo al fine esclusivo di attuar il piano di tutela ambientale e sanitaria. “Il decreto rischia di provocare un aumento delle bollette elettriche di famiglie e imprese. Un fatto gravissimo” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

Per quanto riguarda la modifica/integrazione del Piano ambientale il dl innova le procedure, e nello specifico si decide che nel caso in cui le offerte presentate nel termine del 30 giungo 2016 prevedano modifiche o integrazioni al Piano o ad altro titolo autorizzativo necessario per l’esercizio degli impianti, i relativi progetti di modifica e le proposte di nuovi interventi siano valutati da un Comitato di esperti, il quale valuta anche la richiesta motivata da parte dell’offerente di un eventuale differimento, non oltre 18 mesi, del termine ultimo per l’attuazione del Piano. Ulteriori innovazioni riguardano: lo scudo giudiziario anche per gli acquirenti e affittuari dell’Ilva ma limitata al 30 giugno 2017, o al massimo per altri 18 mesi se ci fosse una proroga; l’autorizzazione dell’assunzione di personale presso l’Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) della Puglia, nel limite massimo di spesa pari a 2,5 milioni di euro nel 2016 e a 5 milioni di euro a decorrere dal 2017.

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