Ilva di Taranto, due esplosioni causate da reazioni chimiche a distanza di poche ore: operai feriti

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Ancora incidenti a Taranto e nello specifico all’Ilva dove nella giornata di ieri si sono verificate due esplosioni,l’una a poche ore di distanza. Le due esplosioni sono state provocate dalla reazione di materiali incandescenti a contatto con l’acqua. Per fortuna l’incidente non ha provocato feriti gravi soltanto due feriti.

La prima esplosione si è verificata intorno intorno alle ore 22 del 17 marzo nella quale un operaio di 42 anni originario di Putignano è rimasto ustionato alla mano nel reparto Grf ovvero Gestione rottami ferrosi,che tra l’altro risulta essere una delle aree sequestrate dalla magistratura lo scorso luglio del 2012. L’operaio stava lavorando all’escavatore quando ad un certo punto una reazione chimica ha provocato la forte esplosione; l’uomo sotto shock è sceso dal mezzo sul quale stava lavorando ma è caduto proprio su un pezzo di materiale incandescente e si è ustionato e per questo motivo soccorso immediatamente e trasportato in infermiera dove è stato medicato.

“Si è verificato durante il ribaltamento delle paiole, in particolare nella fase di movimentazione della scoria sul piano campagna”, spiegano le fonti aziendali. Nella mattinata di ieri si è verificata un’altra esplosione provocata anche in questo caso da una reazione chimica avvenuta nel reparto Acciaieria 2 ed anche in questo caso complice la pioggia si è sfiorata una tragedia; per fortuna anche in questo caso nessun operaio è rimasto vittima, soltanto qualche contusione per i quattro presenti che sotto shock dopo l’esplosione si sono dati alla fuga.

Intervenuto su quanto accaduto il sindacalista Antonio Talò, il quale ha dichiarato: “Io questi giorni di pioggia si verificano esplosioni per il contatto con acciaio o scorie incandescenti. Per fortuna non ci sono state conseguenze più gravi, ma è assurdo che sia sufficiente un po’ di acqua per mettere a rischio l’incolumità dei lavoratori. Da tempo chiediamo all’azienda più attenzione. Esistono procedure di essiccamento per evitare le paiole bagnate o umide provochino esplosioni”.

Intervenuto sulla vicenda anche Pietro Vernile, rsu della Uilm nel reparto Grf il quale ha raccontato che altri incidenti sono avvenuti lo scorso anno come l’incendio di escavatori che erano stati dichiarati idonei. “La situazione non è più sostenibile e nessuno si prende le responsabilità di un impianto che deve essere completamente rivoluzionato. Siamo sommersi dalle scorie anche nelle piazzole di parcheggio non ci sono condizioni di visibilità e percorsi idonei con vie di fuga. I lavoratori sono costretti a lavorare sotto le intemperie e ad affrontare rischi frequenti. Chiediamo al governo, che oggi è il nostro datore di lavoro di intervenire immediatamente con i lavori”. Ricordiamo che nel 2013 un operaio del siderurgico di 43 anni, ovvero Ciro Moccia morì precipitando al suolo da dieci metri d’altezza ed un altro lavoratore ovvero Antonio Liddi rimase gravemente ferito.

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