Incidente bus Erasmus, Genova saluta Francesca Bonello: migliaia di persone e tanta commozione ai funerali

Quello di ieri, mercoledì 21 marzo 2016, è stato un giorno molto particolare, o meglio ancora particolarmente emozionante per gli italiani ma soprattutto per la città di Genova che ha pianto la prematura scomparsa della giovanissima Francesca Bonello, la ragazza di soli 23 anni che la scorsa domenica è morta in Spagna a causa di un tragico incidente avvenuto mentre si trovava a viaggiare su un bus insieme ad altri tantissimi studenti Erasmus.

I funerali della bellissima Francesca Bonello hanno avuto luogo, nello specifico, nella chiesa del Gesù piena di persone sia all’interno che all’esterno, concittadini e non solo che hanno voluto salutare e dare un ultimo abbraccio alla giovane tragicamente scomparsa insieme ad altre dodici ragazze di diversa nazionalità di cui altre sei erano italiane. L’incidente si è verificato in Catalogna, all’interno del bus in questione si trovavano decine di studenti del gruppo Erasmus che si trovavano in Spagna per realizzare i loro sogni ma che invece, hanno visto proprio tali sogni infrangersi e le loro vite spezzarsi prematuramente. E proprio ieri sono state davvero moltissime, migliaia, le persone che si sono strette attorno alla famiglia e al fidanzato della bella Francesca Bonello, una cerimonia lunga circa due ore che ha commosso tutti i presenti incapaci di capire come possa essere possibile morire così giovani, proprio mentre si sta facendo il possibile per realizzare i propri desideri.

“Francesca, io non ho le tue certezze. Io mi inchino davanti al limite tra complessità e mistero. Tu non eri nella stanza accanto, non farò più il conto di quando verrò alla tua laurea. Non sei più, la tua individualità è stata spezzata. Sei nel tutto e sei il tutto”, sono state le parole espresse dallo zio della giovane che ha così voluto rivolgerle il suo ultimo saluto.

Ma a commuovere ancora di più è stata la lunga lettera scritta proprio dal fidanzato Federico che ha voluto ricordare tutti i bellissimi momenti che hanno trascorso insieme, il loro ultimo incontro a Barcellona, il grande piacere di stare insieme concludendo poi “La morte non è nulla. Quel che eravamo l’uno per l’altro lo siamo ancora. Parlami come hai sempre fatto, non assumere un tono solenne e triste. Prega, sorridi, parlate di me in casa. Il filo non si è spezzato. Pensi che sia uscito dalla tua vita perché non mi vedi più? Sono solo dall’altra parte del cammino”.

Accanto e sopra la bara di legno si trovavano alcuni oggetti che caratterizzavano la vita della giovanissima Francesca Bonello ovvero un camice da medico per indicare quello che sarebbe diventata, un fazzoletto da scout in quanto era iscritta al gruppo della sua città, una giraffa di legno che aveva comprato in Africa, una cartina geografica che simboleggiava il viaggio in giro per il mondo fatto con il fidanzato ed in ultimo un travestimento di carnevale.

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