Inter – Sampdoria Streaming Gratis e Diretta Live Tv su Rojadirecta

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Roberto Mancini non ha gradito (eufemismo), così come Erick Thohir. Ma se il tycoon nelle sue dichiarazioni ha fatto buon viso a cattivo gioco, Mancini ieri non ha di certo mascherato i propri sentimenti quando ha commentato la presenza di Josè Mourinho in tribuna al fianco di Massimo Moratti. Mancini è reduce da due mesi ad altissima tensione: dal match del 20 dicembre, contro la Lazio, ha visto precipitare la sua Inter dal primo al quinto posto e la squadra ha assorbito nelle ultime settimane il suo nervosismo. Proprio nella settimana in cui Mancini e giocatori hanno cercato di azzerare tutto, chiudendosi in ritiro nel centro sportivo di Appiano (fra l’altro ieri, nella partitella di rifinitura, ci sono state alcune scintille fra i giocatori, prontamente rientrate), ecco la notizia dell’arrivo a San Siro di Mourinho per una partita che per l’Inter ha i contorni del dentro-fuori in chiave Champions (la prossima settimana trasferta a Torino con la Juventus). C’era bisogno proprio in questi giorni di appesantire la pressione mediatica su tecnico e calciatori?

Mourinho, infatti, rimane il tecnico che accordandosi con Moratti mentre era in corso l’annata 2007-08 interruppe la storia vincente in nerazzurro di Mancini, oscurando di fatto i suoi trionfi con quelli straordinari raggiunti proprio dal portoghese nel 2010. Oggi lo scenario è diverso, ma la scelta di Moratti di invitare Mourinho a San Siro rischia di rivelarsi, clamorosamente, un autogol dell’ex patron nerazzurro nei confronti della società di cui detiene ancora il 29,5%. Perché se da un lato è assolutamente lecito che Moratti incontri o pranzi con chiunque voglia, anche il peggior nemico di Mancini o Thohir, diverso è il discorso di portarlo allo stadio in un momento delicatissimo della stagione, con la squadra sull’orlo di una crisi di nervi e di obiettivi. La tifoseria infatti, è in subbuglio, pronta a contestare e chissà cosa potrebbe accadere durante la partita se la squadra non riuscisse a sbloccarla: sarebbe così assurdo immaginare un coro pro-Mourinho? La Curva Nord sta anche preparando uno striscione. Ieri lo Special One ha cercato di stemperare la situazione: «Con Moratti andremo a San Siro portando con noi lo spirito interista, con la speranza e la felicità di vedere vincere l’Inter. Per me sarà una grande emozione – ha spiegato Mourinho che manca dal maggio 2010 -, ma una cosa la voglio chiarire, io non sarò l’allenatore dell’Inter per la prossima stagione. Il club ha un progetto che è di Thohir e di Mancini, idee che appoggio in pieno e il mio desiderio è che il programma si concluda con un grande successo».

Il tempismo della vicenda non è stato il massimo e dentro di sé, come detto, non ha gioito neanche Thohir, deluso da tempo dall’atteggiamento del suo socio. Al di là della questione quote, Thohir in questi anni si aspettava una partecipazione più attiva da parte di Moratti sul fronte italiano, un po’ come accade con Jason Levien nei D.C. United negli Stati Uniti. Moratti, invece, si è sempre più fatto da parte, così come suo figlio Angelomario, una volta indicato come erede al trono, ma passato dal ruolo di vicepresidente a quello di ad di Inter Campus e Inter Futura (è anche consigliere in Lega Calcio, ma dicono si veda ben poco in via Rosellini). A questo punto, la speranza dell’Inter è che in campo Icardi o Eder non subiscano, invece, la pressione di Ronaldo, pure lui annunciato in tribuna. Ieri il Fenomeno ha visto proprio la famiglia Moratti, postando alcune foto sui social (in una ha commentato: «Oggi a pranzo con il mio papà milanese»).

Corsi, ricorsi e strane coincidenze. La Sampdoria non vince in casa dell’Inter dal 15 dicembre 1996: in quell’occasione la squadra allenata da Sven Goran Eriksson regalò alla tifoseria blucerchiata un indimenticabile 3-4, arrivato al termine di una storica rimonta. Nulla di strano, in realtà, se non fosse che a firmare l’impresa fu proprio Vincenzo Montella che portò in vantaggio la squadra ligure all’8′ del primo tempo. E dopo i 3 gol della formazione allora allenata da Hodgson, fu ancora Montella a ridurre le distanze prima della rete del pareggio di Franceschetti. Ma la ciliegina sulla torta arrivò a 2′ dalla fine, quando l’attuale tecnico dell’Inter, Roberto Mancini, trovò il gol della vittoria finale. Oggi Montella e Mancini saranno uno contro l’altro, entrambi alla ricerca di un successo indispensabile per scacciare via i venti di crisi: «Fu un partita spettacolare e bellissima – ha ricordato l’ex aeroplanino -, ma sono passati tanti anni. Sarà il caso di ritornare a vincere, anche se sappiamo che contro l’Inter è sempre difficile. La verità è che non possiamo più permetterci di perdere». I tre punti poi permetterebbero alla Sampdoria di farsi anche un regalo speciale: oggi, infatti, la squadra blucerchiata festeggerà le duemila gare in serie A da quando esiste il girone unico (il debutto risale al 22 settembre 1946 contro la Roma).

Come vedere La partita si potrà vedere in tv e in streaming a pagamento sulle piattaforme di Sky Sport e Mediaset Premium. Su Sky Sport la partita si vedrà sui canali Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, mentre su Mediaset Premium sul canale Premium Sport. In streaming, potranno guardare Juventus-Roma gli abbonati alle rispettive piattaforme che hanno attivato i servizi Sky Go e Premium Play. I più fortuna potranno seguire la gara su Rojadirecta.

Alla formazione blucerchiata servirebbe proprio un’impresa, visto che i liguri in campionato non vincono in trasferta da ben 9 mesi, quando a maggio si imposero per 4-1 a Udine. Ma anche i numeri in generale sono impietosi: la Sampdoria è ultima in classifica nel girone di ritorno con appena 2 punti e nelle 12 trasferte di questo campionato ha sempre subito gol, con 24 reti al passivo. Per questo ieri Montella ha tirato un sospiro di sollievo con i recuperi dei difensori De Silvestri e Moisander anche se entrambi non sono ancora in condizione di partire dal primo minuto. Al centro ci sarà invece l’ex nerazzurro Andrea Ranocchia, che non ha convinto nelle sue prime apparizioni in blucerchiato, ma che contro l’Atalanta ha dimostrato di essere in ripresa: «Sarà strano giocare contro l’Inter a San Siro – ha spiegato il centrale a SkySport -, sono trascorsi sei anni da quando ho affrontato per l’ultima volta i nerazzurri al Meazza da avversario. Sia noi sia l’Inter stiamo lottando per obiettivi importanti; sarà una partita difficile ma anche bella da giocare. Sono contento di essere venuto alla Samp e credo che a San Siro ci aspetterà una grande sfida, da non perdere perché il nostro obiettivo è più importante di quello dell’Inter».

Montella in settimana ha provato anche un altro ex intervista, Ricky Alvarez, entrato nel finale di gara contro l’Atalanta. Fino ad oggi il giocatore, arrivato svincolato dal Sunderland, non è riuscito ad incidere, sbagliando anche un gol negli ultimi secondi dell’ultima sfida del Ferraris, ma il tecnico blucerchiato ha deciso di dargli fiducia schierandolo dal primo minuto proprio a San Siro, stadio che lui conosce bene. Vicino a lui ci saranno Correa e Quagliarella. L’idea, quindi, è quella di affidarsi ai giocatori più esperti, che questa sera non avranno paura delle pressioni. Perché, come ha detto Montella, la Samp non può più permettersi altri passi falsi.

Bella coppia. Bei tipi. Se poi sarà una bella serata per uno dei due, beh, questo si vedrà. Roberto Mancini e Vincenzo Montella si rivedono in una notte da Gran Galà. Ci sono Ronaldo, Mourinho («Tutti possono venire, Moratti lo ha invitato e Moratti è proprietario al 30%, può invitare chiunque.. Non è un problema» dice Mancio), circa 40.000 persone e un’attesa che la solita attesa non è. «Partita delicata? In questo momento – fa Mancio – anche una gara contro la nostra Primavera sarebbe delicata…». E questo fa capire quanto la nottata sia gonfia, spessa, piena di nuvoloni e cattivi pensieri.

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