Intervista al figlio del boss Riina a Porta a Porta, l’Agcom invia un fermo richiamo alla Rai

Intervista al figlio del boss Riina a Porta a Porta, l'Agcom invia un fermo richiamo alla Rai

E’ ancora polemica intorno alla Rai dopo l’intervista rilasciata da Salvo Riina, ovvero il figlio di Totò Riina intervistato da Bruno Vespa a Porta a Porta nella puntata del 6 aprile. L’Agcom ha inviato proprio nelle ultime ore un fermo richiamo alla Rai per l’intervista al figlio del boss che presentava talune criticità quanto alle modalità ed alla contestualizzazione della stessa,nonchè alla complessiva caratterizzazione del personaggio intervistato.

La lettera di richiamo è stata deliberata dal Consiglio dell’Autorità lo scorso 19 aprile ma è stata inviata al direttore generale della Rai, solo nella giornata di ieri.Firmata dal presidente dell’Agcom Angelo Maria Cardani, la missiva arriva in seguito alla segnalazione del deputato del Pd e segretario della Commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi.Il deputato del Pd, nonchè giornalista professionista si era unito al coro di proteste che aveva attraversato l’Italia ed al di la delle dichiarazioni inaccettabili di Riina Jr. che aveva parlato della figura del padre senza esprimere alcuna condanna per i reati commessi.

Proprio su questo punto l’Agcom è stata molto dura, dichiarando che questa intervista, purchè si possa dire che è stata originale, ha dato modo allo spettatore di poter riflettere sul fenomeno mafioso da un punto di vista diverso ma ne condanna la conduzione unilaterale, senza contraddittorio, e le omissioni dell’intervistato che non hanno avuto le necessarie repliche lasciando il telespettatore senza una completa rappresentazione dei fatti. Per l’Agcom la delicatezza del tema mafioso richiede che la lealtàe la completezza dell’informazione” siano “contestuali e immediate. E “non soccorre il rinvio ad altre occasioni e ad altre trasmissioni per una più completa rappresentazione dei fatti”, si legge nella missiva. L’Agcom,dunque, richiama la Rai invitandola ad adeguarsi per il futuro, in modo rigoroso, all’indirizzo interpretativo riservandosi la facoltà di intervenire in maniera più incisiva in caso di reiterazione dei comportamenti evidenziati.

Per tutte queste ragioni, l’Autorità ha deciso dunque di inoltrare all’emittente televisiva un fermo richiamo, aggiungendo nel contempo che qualora in futuro dovessero ripetersi episodi simili,l’autorità si riserva di intervenire in maniera più incisiva. Venuto a conoscenza di quanto avvenuto nelle ultime ore, Bruno Vespa si è detto profondamente sorpreso del provvedimento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il quale non ricorda sia mai intervenuta con tanta clamorosa severità nei confronti di un’intervista televisiva. “Nel doveroso rispetto che un giornalista del servizio pubblico radiotelevisivo deve all’Autorità di controllo, mi permetto, a titolo personale, di dissentire radicalmente dai giudizi espressi nel richiamoRitengo che lo spettatore abbia capito perfettamente chi fosse l’intervistato, che le domande e le contestazioni fossero puntuali e non elusive e che le immagini delle stragi di Capaci e di via D’Amelio mostrate a Riina abbiano pienamente soddisfatto la richiamata completezza informativa. A nessun intervistatore di grandi mafiosi e grandi terroristi è stato obiettato che il programma avrebbe offeso la sensibilità delle vittime”, ha aggiunto il giornalista Bruno Vespa.

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