Iraq, società Italiana vince l’appalto per la diga di Mosul da 200 milioni: il governo invia altri 130 soldati

E’ stato assegnato all’Italia l’appalto per la ristrutturazione della diga di Mosul, un appalto da 200 milioni. L’annuncio è arrivato giusto nella giornata di ieri  direttamente dal governo di Baghdad con cui Roma è rimasto in contatto per definire l’accordo. L‘Italia è già pronta ad inviare in Iraq altri 450 militari per protezione dei cantieri e della struttura che al momento è controllata dalle forze curdo-irachene nel nord dell’Iraq ed a circa 30 km dalle aeree che in questo momento si trovano in mano allo stato islamico. In realtà si tratta di una notizia non molto recente, visto che era stata annunciata dallo stesso Premier Matteo Renzi lo scorso 15 dicembre nel corso di una sua partecipazione alla puntata di Porta a Porta.

«Sulla diga di Mosul i contatti con Baghdad vanno avanti da settimane, i soldati italiani saranno a difesa della diga e le modalità di azione saranno prese in accordo con il governo iracheno e la coalizione. La partecipazione dei nostri militari si definirà molto presto», ha dichiarato il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

 Purtroppo l’intervento sulla struttura posta in un’area particolarmente a rischio in termini di sicurezza è resa necessaria e non è rinviabile tempi futuri; i lavori da compiere sulla diga non riguardano la parte emersa della struttura, ma quella interrata a causa della conformazione geologica dell’area mentre gli interventi più urgenti interessano la messa in sicurezza delle fondamenta del bacino idrico.

La diga in questione era caduta due anni fa circa, sotto il controllo dei miliziani dell’Isis; per chi lo ricorda, tanti anni fa, ovvero nel 2007 l’ambasciatore Usa in Iraq aveva fatto sapere che il collasso della Diga avrebbe potuto causare un’ondata altra fino a 20 metri sulla città di Mosul.Riguardo i militari italiani che verranno mandati in più in Iraq, stando a quanto dichiarato da Pinotti saranno dislocati a Erbil, ed ancora avranno elicotteri di protezione e soccorso che consentirà missione di recupero di feriti in combattimento. “Noi siamo pronti e il decreto è al vaglio degli altri ministeri. Spero che arrivi, se non a questo, al prossimo Consiglio dei Ministri”, ha aggiunto Pinotti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.