Isis,pentito consegna documento con 22 mila nomi di jihadisti: due hanno vissuto in Italia

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Nei giorni scorsi un pentito nelle file dello Stato islamico ha consegnato un vero e proprio archivio con 22.000 nomi e dati personali di altrettanti jihadisti, presunti guerrieri del califfo al-Baghdadi, originari di almeno 51 paesi. Si tratta di foreign Fighters, non reclutati direttamente in Siria, e alcuni di questi sembra abbiano vissuto a lungo in Italia.

Si tratta di una lista di nomi che adesso è al vaglio delle autorità che stanno indagando sull’autenticità del documento,e nel caso in cui dovesse risultare veritiera costituirebbe una miniera preziosissima di informazioni sugli adepti della nuova internazionale del terrore. Un elenco pieno di nomi con tanto di date di nascita, nazionalità, indirizzi, contatti familiari, livello d’istruzione, che sostanzialmente permetterebbe alle forze dell’ordine di provvedere alla loro cattura davvero in brevissimo tempo attaccando così lo Stato Islamico.

Di questi 22.000 nomi, un quarto sarebbero sauditi, mentre il resto è composto da tunisini, marocchini ed egiziani. Adesso questa documentazione è al vaglio dell’intelligence tedesca che ha già visionato le schede e tutte le informazioni attendibili e da una prima analisi, i documenti sembrano essere molto autentici.Della stessa opinione anche il Ministro degli Interni tedesco Thomas de Maiziere,il quale ha dichiarato che i documenti sembrerebbero essere veri ed originali.” Studiandoli possiamo migliorare la nostra comprensione delle strutture di questa organizzazione terroristica”, ha dichiarato il Ministro tedesco, mentre la collega britannica, ovvero il Ministro dell’Interno Theresa May ha dichiarato che preferisce non commentare al momento. Come abbiamo anche anticipato uno dei due jihadisti, tra i nomi presenti nella lista sarebbero vissuti in Italia; si tratta di un giovane classe 1992 marocchino il cui nome utilizzato sarebbe Abu Rawaha al-Itali ovvero l’Italiano il quale sembra essere vissuto a Brescia.

Gli esperti sembrerebbero essere già arrivati al suo nome, ovvero Anas El Abboubi, il cui nome è finito in un’inchiesta italiana del 2015. Riguardo il secondo, si tratterebbe di un 39enne di nazionalità tunisina il quale si fa chiamare Abu Ishaq-Al-Tunisi il quale nella scheda fornitagli dai miliziani avrebbe dichiarato di aver vissuto per diversi anni in paesi europei tra cui anche l‘Italia, oltre che Francia, Germania, Belgio ed Olanda.   I documenti mostrano l’accuratezza della pianificazione dell’Isis come associazione criminale, ha aggiunto il ministro, e potrebbero inoltre essere utilizzati come prova davanti a un tribunale.

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