Allarme carenza Infermieri In Italia 47 mila in meno, a rischio cure, pazienti ed assistenza

In Italia 47 mila infermieri in meno, a rischio cure, pazienti ed assistenza

Gli infermieri sembrano essere davvero troppo pochi per garantire sicurezza ed efficienza dei servizi, dagli ultimi dati diffusi proprio nei giorni scorsi sembra ne manchino circa 47mila per raggiungere livelli accettabili.

I dati sono piuttosto allarmanti, visto che da quanto è emerso sembra che nel giro di cinque anni dal servizio sanitario italiano sembra siano scomparsi almeno 7500 infermieri. Ad aggravare la situazione ci hanno pensato, togli blocco del turnover e crisi che hanno indebolito gli ospedali abbassando il numero dei professionisti e portando la differenza tra quanti lavorano oggi nelle corsie ovvero circa 270 mila e quanti invece sarebbero necessari per raggiungere livelli accettabili di assistenza 47000. Sono questi i dati diffusi dall’Ipasvi, ovvero la Federazione dei Collegi che ha analizzato l’ultimo conto annuale della Ragioneria dello Stato basato su 2014; le regioni che hanno avuto un particolare crollo del numero degli infermieri sono state la Campania e Lazio la Calabria che in totale hanno fatto 5400 professionisti.

Purtroppo sembra che a farne i conti siano per lo più i malati esposti a maggiori rischi. “Studi internazionali indicano che se i pazienti per infermiere scendono numericamente da 10 a 6, la mortalità si riduce del 20%: in Italia la proporzione media nazionale è di 12 pazienti per infermiere e se alcune Regioni, poche ce la fanno a scendere anche se di poco sotto i 10, ce ne sono altre, ancora tra quelle in piano di rientro che di più scontano il blocco del turn over e la carenza di personale, dove si arriva anche a 18 pazienti per infermiere“, ha dichiarato la presidente della Federazione Ipasvi Barbara Mangiacavalli. La stessa anche aggiunto che questi dati dovrebbero far ragionare sia legislatore che le regioni ed essere utili come base di trattative per i sindacati.

La carenza è evidente, così come lo è la situazione difficile a livello generale, ma sicuramente a rischio nelle Regioni in piano di rientro che rappresentano ormai a livello di popolazione oltre il 47% dei cittadini italiani. Il nostro compito è di tutela della professione perché mantenga la sua dignità e soprattutto dei pazienti che si affidano a noi: sapere con cosa abbiamo a che fare è un buon inizio”, ha concluso la presidente della Federazione Barbara Mangiacavalli.Se prendiamo in considerazione la Regione Campania, secondo i dati diffusi dagli Ipasvi sembra che ogni infermiere accudisce ben 18 pazienti ovvero la metà rispetto ai 9 che il collega del Veneto della Liguria si trova a dover gestire e dunque rappresenta questo ha un carico di lavoro extra quello che professionisti si trovano a svolgere nelle regioni in piano di rientro. Un altro dato da sottolineare è quello relativo alla questione dell’età media in quanto sembra che circa 2 infermieri su 3 tra quelli impegnati negli ospedali italiani hanno più di 50 anni unità non proprio ideale per un lavoro che richiede comunque una notevole resistenza fisica.

Tra il 2009 e il 2014 sono andati ‘persi’ 7.500 infermieri a causa dei tagli al settore e ai blocchi del turnover. Una ’emorragia’ che ha colpito in particolare le Regioni in piano di rientro: Campania, Lazio e Calabria hanno perso 5.439 infermieri in 5 anni. E’ quanto emerge dall’analisi della Federazione dei Collegi degli infermieri Ipasvi, in base ai dati 2014 del Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato.

Molti infermieri non lavorano e chi lavora lo fa con mille difficoltà

Nei 5 anni in esame le retribuzioni sono state ridotte del 25% in termini di potere di acquisto. Quanto all’età media dei professionisti, a causa del mancato ricambio generazionale la percentuale di over 50 – meno adatti a turni pesanti e a manovre rischiose – a livello nazionale è pari al 38% degli ‘operativi’, ma in Calabria raggiunge il 61%, il 58% in Molise e il 54% in Campania. E poi i turni massacranti testimoniati dalla continua crescita della spesa per gli straordinari, necessari a coprire le carenze d’organico: in Lazio e Campania raggiunge in media il 4,5% della retribuzione del singolo infermiere, contro l’1,9, ad esempio, delle Marche.

“La soluzione – spiega Barbara Mangiacavalli, presidente dell’Ipasvi – sono nuove assunzioni”. Ma “un ‘placebo’ per alleggerire la situazione nelle Regioni in piano di rientro sarebbe la mobilità volontaria, prevista dalla riforma della Pubblica Amministrazione, ma che aziende e Regioni ‘bloccano’ non rilasciando i nulla osta. A richiederla sono soprattutto le Regioni del Sud e ad aderire sarebbero gli infermieri di quelle stesse Regioni che vivono da anni a migliaia di chilometri da casa”.

I dati dell’Ipasvi indicano che in Campania ogni infermiere accudisce ben 18 pazienti, la metà rispetto ai 9 che il collega del Veneto o della Liguria si trova a dover gestire: è un carico di lavoro extra quello che i professionisti si trovano a svolgere nelle regioni in piano di rientro. Somministrazione di farmaci, prelievi di sangue, misurazione della temperatura e dei parametri vitali, cambio del catetere, gestione della dialisi. Sono solo alcuni dei tantissimi compiti che un infermiere è chiamato a svolgere nei confronti del malato, sia a domicilio che in ricovero.

“Studi internazionali – riferisce Ipasvi – indicano che se i pazienti per infermiere scendono da 10 a 6, lamortalità si riduce del 20%“. Un dato che basta a far capire perché, in questo caso, la sicurezza è una questione di numeri. Numeri rispetto ai quali l’Italia arranca.

Se la media nazionale è di 12 pazienti per infermiere, nelle regioni in piano di rientro, che di più scontano il blocco del turn over e la carenza di personale, si arriva a 18 pazienti per infermiere in Campania, 16 nel Lazio, 15 in Piemonte, 14 in Puglia. Al contrario, alcune Regioni come Veneto, Toscana, Liguria e Basilicata si fermano a 9 e il Friuli Venezia Giulia fa ancora meglio con 8.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.