Kepler, scoperti 104 esopianeti extrasolari: 4 sono rocciosi e simili alla Terra

Kepler, scoperti 104 esopianeti extrasolari 4 sono rocciosi e simili alla Terra

Grande novità che interesserà soprattutto tutti gli appassionati dell’astronomia. Stando a quanto emerso nelle ultime settimane, pare che il telescopio spaziale Kepler sia riuscito ad individuare altri 104 esopianeti, 4 dei quali presentano una superficie rocciosa; è questa la scoperta avvenuta nell’ambito della mission speicale della Nasa chiamata K2. I 104 esopianeti extrasolari, che orbitano intorno ad una stella nella costellazione dell’Acquario si vanno ad aggiungere ai 1.284 mondi scoperti nello scorso mese di maggio.

Le osservazioni da terra – grazie al North Gemini Telescope, al W. M. Keck Observatory delle Hawaii, l’Automated Planet Finder dell’Università della California e, infine, il Large Binocular Telescope dell’University of Arizona – hanno permesso di confermarne 104 esopianeti nostri “vicini di casa“. Il numero di questi pianeti, fuori dal Sistema Solare, oggi ammonta a oltre 2.400.Subito dopo la scoperta, l’attenzione degli astronomi si è focalizzata su di loro, visto che la priorità adesso sarà quella i osservarli per ricostruire la composizione della loro atmosfera a caccia di segnali capaci di rivelare la presenza di eventuali forme di vita.

Non è stato ancora confermata l’eventuale presenza di acqua allo stato liquido che da ai pianeti delle caratteristiche molto simili a quelle terrestre, caratteristica che sarà sicuramente confermata negli studi che saranno condotti nei prossimi anni. Nell’ultima edizione online dell’Astrophysical Journal, si è potuto accertare che questi 104 esopianeti vanno ad aggiungersi ad altri 1284 scoperti in un colpo solo lo scorso mese di maggio; proprio nell‘Astrophsical Journal, vengono descritti tutti gli esopianeti che orbitano intorno alle stelle vicine alla nostra. Si tratta di una scoperta davvero molto sorprendente effettuata nell’ambito della missione speciale del telescopio Kepler, chiamata K2, dotato di lenti gravitazionali, previste dalla teoria della relatività di Albert Einstein, che permettono di mettere a fuoco oggetti molto lontani grazie alla distorsione che subisce la luce di una stelle o di una galassia nel momento in cui si attraversano. Ian Crossfield, autore dello studio pubblicato sull’Astrophysical Journal, non esclude la “possibilità che la vita possa nascere su un pianeta attorno a una stella di questo tipo“.

“La missione K2 è specializzata nell’andare a cercare le stelle più vicine e brillanti, che ospitano diversi tipi di pianeti”, ha osservato Crossfield.Per ora si è in grado di risalire alle dimensioni che vanno da una percentuale del venti al cinquanta per cento superiori a quelle del nostro pianeta ed alla distanza pari a 181 anni luce.  Gli esperti sono sicuri del fatto che Kepler, continuerà a sorprendere nel corso dei prossimi mesi, nonostante nel 2013 il telescopio abbia subito un guasto non indifferente ad uno dei suoi giroscopi che ne ha compromesso la capacità di orientamento.Per chi non lo sapesse un pianeta extrasolare o esopianeta non appartiene al sistema solare, orbitante cioè attorno ad una stella diversa dal Sole.

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