La polizia brasiliana arresta 10 jihadisti: preparavano attacchi ai Giochi

Esercitazione militare  Rio Troops from the Brazilian Navy perform training exercises at Flamengo beach, in the south of Rio de Janeiro, Brazil on 19 July 2016, in preparation for providing security for the Olympic Games, which will run from 5 to 21 August 2016.   ANSA  /Antonio Lacerda

Le Olimpiadi brasiliane di Rio de Janeiro, al via tra due settimane, sono un palcoscenico mondiale che fa gola all’Isis: mettere a segno un attentato mentre sono in corso i giochi sarebbe il migliore dei messaggi propagandistici. Ed ecco che i timori trovano riscontro nella realtà. Ieri è arrivata la notizia che la polizia federale brasiliana ha arrestato un gruppo, di una decina di persone tra i quali un minorenne, che preparava un attacco durante le Olimpiadi. L’indiscrezione è arrivata dal principale quotidiano del Paese, O Globo, seguita da una conferenza stampa del ministro della Giustizia, Alexandre Moraes.

E da almeno un paio di giorni i media sia arabi sia inglesi riferivano dell’aumento del livello di allerta nella sicurezza del gigante sudamericano. Gli arresti, i primi del genere riconducibili alla legge anti-terrorismo, sono avvenuti in 10 Stati, tra cui quelli di Mato Grosso, Parana, Amazonas, San Paolo e Rio. Non è stata diffusa l’identità delle persone reclutate dall’Isis, se siano brasiliane oppure straniere (il Paese ospita oltre 2.000 profughi siriani).

Site, il sito che monitora l’attività del jihadismo on-line, ha rivelato la presenza di una nuova sigla, che si fa chiamare Ansar al Khilafah Brazil (cioè «soldati del califfato Brasile»). Domenica ha annunciato la sua fedeltà al califfo Abu Bakr al Baghdadi, leader dell’auto-proclamato Stato islamico, attraverso il sistema di messaggistica della app Telegram, con un proclama in arabo, inglese e portoghese.«Se lapolizia francese nonrie- sce a impedire attacchi sul proprio territorio, l’addestramento fornito alla polizia brasiliana non servirà a niente», si legge in un altro post del gruppo. Il riferimento è all’aumento degli uomini mobilitati dalle autorità brasiliane per vigilare sulle Olimpiadi: 85.000 membri delle forze di sicurezza, ripartite in 47.000 poliziotti e 38.000 soldati.

Rita Katz, la direttrice di Site, ha ricordato come l’attenzione degli jihadisti verso il Brasile sia andata aumentando negli ultimi mesi, conl’avvicinarsi delle Olimpiadi. Ansar al Khilafah Brazil ha aperto a maggio il suo canale su Telegram in lingua portoghese, così come ha fatto la tv propagandistica Nashir Channel. La conferma di queste informazioni è arrivata dalla stessa agenzia di intelligence brasiliana Abin, che alcuni giorni fa aveva dichiarato come, al momento, non rappresentassero una minaccia concreta.
Il livello di allerta si è però innalzato con l’attentato di Nizza, avvenuto durante un evento come il giorno della Presa della Bastiglia, il 14luglio. Si è così mobilitato tutto il Paese, anche il presidente ad interim, Michel Temer, che ha preso il posto di Dilma Rousseff su cui pesa la procedura di impeachment, in un messaggio ha voluto rassicurare atleti e turisti che parteciperanno o assisteranno alle Olimpiadi, ricordando che «sipuò venire senza problemi e godersi le meraviglie di Rio e i giochi».

SAN PAOLO II Brasile scopre il terrorismo. Dieci persone sono state arrestate dalla polizia federale perché sospettate di voler realizzare un attentato terrorista nel corso delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, in programma dal 5 al 21 agosto. L’operazione, ribattezzata «Hash- tag» e iniziata ad aprile 2016, è stata condotta contro un gruppo auto- proclamatosi “I difensori della Sharia”, che negli ultimi mesi è entrato in contatto con esponenti dello Stato Islamico, giurandogli fedeltà.

«Si tratta dell’unico caso in cui abbiamo potuto utilizzare la legge antiterrorismo, è la prima cellula terroristica individuata sul territorio nazionale. Questo caso – ha spiegato Alexandre de Moraes, ministro della Giustizia brasiliana – è differente dai precedenti perché sono stati riscontrati dei contatti effettivi con lo Stato Islamico». Nel corso di una conferenza stampa convocata per l’occasione, le autorità hanno spiegato i metodi e le intenzioni del gruppo. Alcuni membri sono stati “battezzati” dal gruppo terrorista, «attraverso la recitazione di un messaggio standard tramite chat internet».

Le interazioni con l’ISIS si sono limitate al web, ma uno degli integranti aveva manifestato il desiderio di viaggiare all’estero per poter avere contatti personali con i responsabili. Il presunto terrorista avrebbe poi rinunciato per mancanza di disponibilità economica. La cellula, per stessa definizione del Ministro, «aveva un natura amatoriale» e «non possedeva alcun tipo di organizzazione». Nonostante ciò, i membri avevano cominciato a muoversi dal punto di vista pratico, consentendo così alla divisione antiterrorismo di poterli inquadrare nella legge entrata in vigore il 16 marzo scorso.

Il gruppo aveva iniziato una serie di addestramenti in arti marziali, oltre alla pratica con armi da fuoco. Uno dei messaggi che ha consentito l’arresto è relativo proprio al tentato acquisto di un fucile AK-47 presso un attività clandestina on line paraguaiana. I dieci partecipanti della cellula, secondo De Moraes, «non si conoscevano tra di loro, ma si tenevano in contatto tramite Telegram e What’s app». I recenti attacchi rivendicati dallo Stato Islamico – specialmente quello di Orlando, in cui sono state uccise 50 persone all’interno di un locale gay – sono stati celebrati dai presunti terroristi brasiliani. «Lo scambio di messaggi mostra il degrado morale e la preparazione per realizzare atti simili», ha confermato il Ministro.

I servizi hanno tracciato i movimenti dell’organizzazione in dieci stati differenti del Brasile. L’identità dei sospetti – fermati con un mandato provvisorio di 30 giorni, ma rinnovabile – non è stata comunicata, anche se è possibile tracciare un profilo comune: si tratta di maggiorenni brasiliani con un solo minorenne attivo nelle conversazioni. I dieci si sarebbero convertiti recentemente e, dopo essersi frustrati per il tono pacifico delle moschee brasiliane, avrebbero estremizzato le loro posizioni tramite il web. L’intenzione era quella di colpire durante le Olimpiadi per la presenza delle delegazioni straniere. La polizia ha inoltre informato che nelle indagini sarebbe coinvolta anche un’ONG che «lavora nell’area umanitaria ed educazionale». L’operazione è stata condotta dalla polizia di Curitiba, poiché il leader della cellula è un residente della città del sud del Paese.

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