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LAZIO – ROMA DIRETTA TV La partita inizierà stasera alle 20.45, ma sia Sky sia Mediaset Premium inizieranno il loro collegamento con lo Stadio Olimpico dalle ore 20, con un ampio prepartita.

Su Sky si potrà vedere Lazio – Roma sui canali Sky Sport 1 HD (canale 201), Sky Calcio 1 HD (canale 251), Sky Supercalcio HD (canale 206). Mediaset trasmetterà la gara su Premium Calcio e Premium Calcio HD.

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E’ arrivato il derby, viva il derby. Luciano Spalletti ci si tuffa dentro a capofitto, senza paura, senza pretattica, consapevole che la Roma ha il ruolo di favorita. La sente la pressione e non la scansa, perché conosce i percorsi emozionali di questa città che lo ha conquistato: «L’emozione ti viene trasferita dalla passione che c’è per questa partita, per questa squadra rimani coinvolto. Noi abbiamo anche altri obiettivi e dobbiamo essere bravi a gestire le emozioni e i nostri traguardi. Arriviamo bene al derby. Però mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari, avrei voluto che anche loro avessero avuto altri obiettivi a questo punto della stagione. Noi per loro siamo l’unica ragione, noi ne abbiamo anche altre. Spero che i miei giocatori siano bravi a gestire le emozioni, per quelli che sono i nostri traguardi oltre al derby».

Spalletti li ha ben chiari i traguardi di questa società: «Noi dobbiamo aspirare alla Champions, la Roma deve stare stabilmente in quella competizione. Abbiamo anche altre attenzioni, vogliamo confrontarci con l’Europa calcistica. Il derby resta un passaggio importantissimo, ma è una tappa verso quel traguardo e non deve essere l’unica ragione di esistere». stadio vuoto. Il derby senza tifosi è una sconfitta anche per Spalletti, che da quando è arrivato ha invitato i ragazzi della curva a tornare allo stadio. Ma sta dalla loro parte: «Mi dispiace quando leggo sui giornali che ci prepariamo a vivere un derby con poca partecipazione. Avrei voluto sentir parlare per tutta la settimana di un progetto di stadio pieno. Cercare le soluzioni per riuscire a riempire l’Olimpico. Mi adopererò per le possibilità che ho per conoscere più cose su questo argomento. E chiederò a Gabrielli se è possibile trovare una via d’uscita. Per i nostri tifosi è un sacrificio enorme restare fuori, conosco la curva. Proprio per quella che è la loro dipendenza dalla Roma mi sembra difficile che ne possano fare a meno.

A giugno è troppo tardi trovare la soluzione, bisogna farlo prima». Ma il tifo idealmente Spalletti lo sente vicino lo stesso: «Il derby fa battere le mani ma fa battere anche il cuore e i cuori quando battono fanno rumore anche da Testaccio. Sappiamo quanti cuori battono per la Roma». Rispetta la Lazio e conosce le insidie del derby: «Noi tenteremo di fare la partita e di vincerla. La Lazio ha un grandissimo allenatore. Lo conosco bene, l’ho visto lavorare, è un professionista di prima qualità, la squadra saprà come comportarsi in campo. Abbiamo la convinzione di provare a vincere contro chiunque». Spalletti non fa sconti e anche per De Rossi, come per Totti, le chance di giocare dall’inizio sono minime: «Io tento di fare giocare i migliori, lo dice l’inno della Champions e noi abbiamo quella mira lì, sempre. Daniele ha fatto buonissimi allenamenti, niente è scontato. Può anche essere dentro gli undici, ma bisogna valutare bene l’equilibrio di squadra, quello che propongono altri giocatori che hanno il suo stesso ruolo. De Rossi sa quale è il modo di pensare di un allenatore».

I suoi precedenti nei derby sono fatti di alti e bassi: «Sono in parità. In alcuni precedenti la squadra fu condizionata dal nervosismo. Questa mi sembra consapevole della sua forza e non farà errori». nessuno è insostituibile. L’ultimo messaggio è per i giocatori che sono attratti dalla sirene di mercato: «Loro lo sanno bene, possono stare tranquilli. Da qui alla fine diano il massimo, poi chi vuole andare via vada pure. Per me non ci sono problemi, poi anche noi sceglieremo qualcuno da mandare via. E’ giusto che chi ha mire importanti venga accontentato. Ma prima giochi da calciatore importante. E siccome sono calciatori bravi hanno un costo di mercato. Prenderemo in considerazione tutto».Quel gol conserva un fascino immutato nel tempo. Domenica 11 novembre 2012, diluvia sull’Olimpico. La Roma di Zeman va in vantaggio con Lamela al 9’ del primo tempo, ma il crocevia della gara è al 35’. Punizione dai 30 metri, Candreva fulmina il portiere giallorosso Goicoechea che si vede piegare le mani da quella parabola piena di effetto col pallone reso pesante dalla pioggia.

Antonio Candreva scivola sul prato mentre festeggia la gioia più bella nel suo primo derby giocato. Poi, arriveranno i gol di Klose e Mauri a fissare la vittoria dei biancocelesti di Petkovic (inutile la rete di Pjanic nel finale). È l’ultimo successo della Lazio nei derby di campionato (in mezzo c’è la finale di Coppa Italia vinta il 26 maggio 2013). Fu quella la sua prima punizione vincente da laziale in una galleria che si sarebbe poi arricchita di varie perle. Oggi alle 15 (stesso orario di quel successo del 2012) Candreva affronta la Roma, sentendosi accompagnato dalla sensazione, molto suffragata dai rumors di mercato, che questo possa essere il suo ultimo derby. Un cerchio che sarebbe vicino a chiudersi per il 29enne esterno romano, vincolato al club di Lotito fino al 2019.

QUESTIONI DI CUORE Anche in quell’ 11 novembre, Candreva chiuse un cerchio: quello legato a simpatie giovanili che lo vedevano vicino ai colori giallorossi. Festeggiando quel gol, segnato nella porta sotto la Curva Sud, si fece tutto il campo per correre sotto la Nord e archiviare di fatto un capitolo di tensioni e veleni stracittadini. Un gol, per lanciare la vittoria nel derby: il massimo per sfoderare la sua lazialità. Stremato dai crampi, venne sostituito da Cana, a 8 minuti dal termine. «Quando ho visto il pallone dentro, non ho capito più niente, è stato fantastico», disse a fine gara, dopo aver rivelato di essersi accordato con Hernanes, l’altro specialista biancoceleste dell’epoca, per battere quella punizione. CARICA Oggi, Candreva ci riproverà. Non solo su calcio piazzato. È lui il capocannoniere di Pioli con 7 gol (4 rigori) in campionato. Può inventarsi in ogni istante la giocata per dare scacco matto al derby. L’esterno di Tor de’ Cenci arriva alla sfida dell’Olimpico nella scia di un’altra bella prova in Nazionale, quella con la Spagna. Sarà un pilastro di Conte all’Europeo. Ma ogni traccia di futuro sfuma nell’appuntamento odierno. Un derby da mattatore sarebbe il sogno di Candreva. Anche senza la fascia da capitano che tanto ha inseguito prima di vederla assegnata a Biglia. Pronto a sfrecciare sulla destra, per far decollare la manovra, attento a cogliere l’attimo per lasciare la firma sul derby. Come nel primo o nell’ultimo che potrebbe essere. E Candreva sa come si fa da quell’11 novembre 2012.

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