Le bionde sono più intelligenti. Nuovo studio lo dimostra

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Nel 2001 ci aveva già provato il film La rivincita delle bionde a risollevare le sorti di una categoria da sempre bistrattata e tacciata di scarsa intelligenza: l’attrice Reese Witherspoon, imbellettata nel suo tailleur rosa confetto, cercava di dimostrarci che – colore di capelli a parte – anche le donne con la chioma dorata possono avere una marcia in più.

Bionde e intelligenti, la nuova scoperta scientifica che fa discutere. Le bionde sono più intelligentidelle more.

Lo studio dell’Università dell’Ohio è stato condotto su 10mila persone e ha esaminato i dati del National Longitudinal Survey of Youth 1979, un sondaggio effettuato negli Stati Uniti che ha coinvolto ragazzi e ragazze tra i 14 e i 21 anni. Nel 1980 è stato chiesto loro di svolgerel’Armed Forces Qualification Test, utilizzato dal Pentagono per determinare il grado di intelligenza delle reclute indicando anche il colore dei propri capelli. “Ma alla luce di questa ricerca, non si può dire con certezza che le bionde siano più intelligenti di altre ma si può sicuramente affermare che non siano affatto stupide” conclude Zagorsky. Va inoltre aggiunto che la differenza di quoziente intellettivo tra le bionde e le altre ragazze non è significativa a livello statistico.

I risultati hanno mostrato che le donne bionde avevano un QI medio di 103,2, rispetto a 102,7 di quelle con i capelli castani, 101,2 di quelle con i capelli rossi e 100,5 di quelle con i capelli neri.

Lo studio ha voluto sottolineare come non ci sia una precisa correlazione tra stupidità e colore di capelli, anzi secondo i ricercatori della Ohio State University, la genetica non centra assolutamente niente con il QI, nè tanto meno il colore dei capelli. E’ probabile che il risultato dello studio dipenda anche dal fatto che le donne prese in esame fossero particolarmente stimolate intellettualmente.

L’autore dello studio, Jay Zagorsky, ha ricordato che tali miti, della bioda stupida, possono essere difficili da sfatare e possono avere un impatto negativo, soprattutto quando si assumono nuovi dipendenti o nella concessione delle promozioni.CONTINUA A LEGGERE

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