Le Unioni civili possono aiutare gli immigrati dall’espulsione, è questa la decisione della Cassazione

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le-unioni-civili-possono-aiutare-gli-immigrati-dallespulsione-e-questa-la-decisione-della-cassazioneL’immigrato irregolare che convive può non essere espulso, è questo quanto sentenziato dalla Cassazione applicando la legge 76 del 20 maggio scorso sulle unioni civili. La Cassazione ha evidenziato che la convivenza dello straniero con una cittadina italiana riconosciuta con contratto di convivenza disciplinato dalla legge in questione è ostativa all’espulsione a titolo di misura alternativa alla detenzione. Dunque, le unioni civili possono salvare gli immigrati dall’espulsione, è questo quanto sancito da una nuova legge che ha dato una serie di tutele alle convivenze di fatto delle coppie eterosessuali e gay; secondo la Cassazione, questa legge può avvantaggiare anche gli immigrati condannati per aver commesso reati e colpiti da ordine di espulsione in alternativa alla detenzione nell’ultimo biennio di espiazione della pena, come prevede l’articolo 16 della legge 286 sull’immigrazione nei confronti di chi ha commesso reati in Italia ed è anche sprovvisto di permesso di soggiorno.

La Cassazione è intervenuta nel caso che vede protagonista Adberrazah Z. il quale ha reclamato contro la decisione con la quale il Tribunale di Sorveglianza di Torino, il 3 dicembre del 2014 aveva confermato l’ordinanza di espulsione emessa con decreto dal magistrato di Cuneo a novembre nei confronti del magrebino di 28 anni.

Al magrebino, convivente con una donna italiana, mentre si trovava in carcere per scontare la condanna per la commissione di un reato, era stato notificato l’ordine di rimpatrio in Marocco e contro questa decisione lo stesso ha presentato ricorso, accolto nella giornata di ieri.Il 3 dicembre del 2014 il Tribunale di Sorveglianza di Torino aveva confermato l’ordinanza di espulsione emessa con decreto dal magistrato di Cuneo; la Cassazione, invece, alla luce delle nuove regole accolte dall’opinione pubblica, dagli operatori e dai teorici del diritto come una disciplina epocale con la quale sono state riconosciute nell’ordinamento statuale e disciplinate positivamente le unioni tra persone dello stesso sesso e con queste anche quelle di fatto tra eterosessuali, ha riconosciuto che non si può negare al magrebino di acquisire lo status familiare.Adesso il caso dovrà essere rimesso al Tribunale di sorveglianza di Torino che deve applicare a questo caso il principio di diritto affermato per cui “La convivenza dello straniero con una cittadina italiana riconosciuta con ‘contratto di convivenza’ disciplinato dalla legge 20 maggio 2016 numero 76, è ostativa alla espulsione a titolo di misura alternativa alla detenzione di cui all’articolo 19 comma due lettera ‘c’ del d.lgs 286 del 1998 e tale causa ostativa deve essere valutata se sussistente o meno al momento in cui l’espulsione viene messa in esecuzione“.

 “Come volevasi dimostrare le unioni civili si stanno trasformando in un cavallo di Troia per consentire agli immigrati clandestini di evitare le espulsioni e restare in Italia”, attacca il senatore Roberto Calderoli (Lega Nord). “Da adesso, per non essere espulsi dal nostro territorio, i clandestini dovranno solo trovare una persona, dello stesso sesso o di sesso diverso, non importa, che accetti di sottoscrivere un’unione civile per poter restare qui in Italia. Questo clandestino non espulso sarà solo il primo di una lunghissima serie grazie a questo escamotage”, ha concluso Calderoli.

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