Crolla un ponte sulla Milano-Lecco, Tir precipita e schiaccia le auto: un morto e quattro feriti

lecco-crolla-cavalcavia-sulla-statale-36-e-tir-precipita-colpendo-auto-in-transito-un-morto-e-diversi-feritiQuello che doveva essere un normalissimo pomeriggio di ottobre ecco che si è trasformato in un vero incubo ad Annone Brianza, comune italiano di 2.302 abitanti della provincia di Lecco, in Lombardia, dove ha avuto luogo il cedimento di un cavalcavia sovrastante la strada statale 36 del lago di Como e dello Spluga, ovvero lungo la provinciale 49. Un terribile incidente avvenuto nel pomeriggio di ieri, venerdì 28 ottobre 2016 intorno alle ore 17.20, che sta lasciando senza parole moltissime persone e che ha causato un morto oltre che il ferimento di cinque persone. Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso sembrerebbe che il ponte che passa sopra la superstrada 36 e che collega Annone Brianza a Cesana Brianza sia crollato improvvisamente proprio mentre a transitare sul ponte in questione vi era un tir che purtroppo è precipitato andando a schiacciare due automobili che nel frattempo stavano viaggiando sulla carreggiata sottostante, auto schiacciate anche dalle macerie dovute al crollo del ponte.

Immediatamente è stato lanciato l’allarme e sul luogo dell’incidente sono subito intervenuti i soccorsi e precisamente il personale del 118, cinque ambulanze, due auto mediche e anche l’elicottero da Milano e poi ancora le squadre Anas, i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine per i primi accertamenti e le operazioni di soccorso e stando a quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso sembrerebbe che un uomo che si trovava a bordo di una delle automobili coinvolte nell’incidente sia rimasto a lungo intrappolato all’interno della propria automobile che purtroppo nel crollo era rimasta schiacciata. Immediatamente il traffico è stato deviato sulla viabilità locale con uscita obbligatoria a Bosisio Parini in direzione Nord e a Suello in direzione Sud e quattro persone, con codice giallo, sono state accompagnate presso l’ospedale di Lecco, tra questi tre erano bambini. Anche il guidatore del camion, precipitato in seguito al crollo del ponte, è fortunatamente rimasto vivo e, trasportato dagli operatori sanitari del 118 presso l’Ospedale di Lecco ecco che sembra proprio gli sia stato diagnosticato un trauma toracico, ma è fortunatamente rimasto vivo.

Complessivamente, secondo un primo bilancio, sarebbero circa dieci le persone rimaste coinvolte nel terribile incidente e, sempre il primo bilancio parlerebbe al momento di un morto. Nel primo pomeriggio di ieri erano stati segnalati alcuni problemi motivo per il quale, sul posto in cui è poi avvenuta la tragedia, era intervenuta una squadra di Anas ma anche una pattuglia della Polizia Stradale di Lecco che aveva provveduto o a chiudere parzialmente una corsia in direzione della città per consentire ai tecnici di poter effettuare i dovuti accertamenti. Ma nonostante ciò, poche ore dopo ha avuto luogo la tragedia a causa della quale una persona ha perso la vita mentre altre sono rimaste feriti, tra queste come precedentemente anticipato, anche alcuni bambini.

LECCO «Erano più o meno le tre e mezza di venerdì pomeriggio e stavo passando di lì in macchina. Ho notato un Fiorino giallo parcheggiato e la squadra di pronto intervento che stava facendo dei controlli sui piloni del cavalcavia, perciò una corsia è stata chiusa e si viaggiava solo in direzione di Lecco», racconta Manuel Burina, uno dei tanti scampati al disastro. Come Roberto, 32 anni, alla guida di una Punto: stava per imboccare il cavalcavia proprio mentre cominciava a cedere. «Ho visto il ponte crollare e ho fermato la mia auto pochi metri prima. Ho frenato e sono sceso subito dall’auto, sono vivo per miracolo», racconta ancora scosso.

Tra gli abitanti della zona, la strada sul ponte di Annone è considerata «vecchia, trafficata ma non pericolosa, almeno fino a ieri», come spiega Davide Airoldi, uno degli scampati allo schianto.
E ora ci si chiede se i recenti lavori di ricostruzione siano stati fatti a dovere. «Circa sette, otto anni fa il cavalcavia è stato oggetto di un intervento di riparazione da parte dell’Anas, dopo che un camion ci aveva picchiato dentro col tettuccio, spaccando mezza trave”» ricorda Patrizio Sidoti, sindaco di Annone. E la Lega attacca: «La statale 36 e la superstrada del lago necessitano di manutenzione ma Anas ritiene sufficiente abbassare i limiti di velocità per garantire la sicurezza.

Una presa in giro considerato quanto è accaduto ad Annone Brianza», afferma il senatore padano Jonny Crosio. Mentre la Regione Lombardia chiede «un piano straordinario di verifica sulle infrastrutture della Lombardia, dove passa molto traffico pesante e le reti viarie sono datate», dice l’assessore Alessandro Sorte. «Per un mese abbiamo parlato di limiti alla velocità, ma serve ben altro. Non sono più procrastinabili interventi straordinari di sicurezza». Il Pirellone, aggiunge, è pronto «a sedersi al tavolo, ma ognuno deve prendersi le proprie responsabilita. Confidiamo che Anas faccia al più presto un by pass su quel tratto di strada per ripristinare non solo la viabilità, ma anche adeguate condizioni di sicurezza».

Una tragedia provocata dalla burocrazia. Il cavalcavia che crolla, l’asfalto che s’accartoccia, stritolato sotto il peso delle lamiere di un Tir. Il disastro sulla Super36 del lago di Como e dello Spluga, in sostanza la statale che collega Milano e Lecco, dove ieri pomeriggio ha ceduto il cavalcavia (il numero 17) tra i Comuni di Cesana Brianza c Annone, è tutto in quei 50 metri di vuoto lasciato tra un pilone e l’altro. Sopra, la carreggiata della provinciale 19 inghiottita nel nulla. Sotto, la strada delle vacanze milanesi, l’unica via che unisce i laghi e le montagne della Valtellina alla Milano dei grattacieli. Almeno un morto (Claudio Bertini, 68 anni) quattro feriti, fra cui un dodicenne: questo il bilancio parziale di una storia che pare davvero non sia stata evitata a causa di una questione di timbri e carte bollate.

Perché già nel primo pomeriggio erano stati segnalati dei problemi. Sul posto, insieme con una squadra Anas, la società statale che gestisce lavori e manutenzione di strade e autostrade, era intervenuta anche una pattuglia della Stradale di Lecco. «Avevamo chiesto la chiusura» hanno tuonato i tecnici Anas. E in effetti il cantoniere, già intorno alle 14 – il cedimento del cavalcavia è avvenuto alle 17,20 • «avendo constatato il distacco di alcuni calcinacci dal manufatto, ha disposto immediatamente la loro rimozione e la parzializzazione della SS36 in corrispondenza del cavalcavia». Di più: in presenza della Polizia Stradale, lo stesso cantoniere avrebbe contattato gli addetti alla mobilità della Provincia di Lecco, responsabile della viabilità sul cavalcavia, e li avrebbe «ripetutamente sollecitati alla immediata chiusura della strada provinciale SP49 nel tratto comprendente il cavalcavia numero 17». Ma gli addetti della Provincia, sempre secondo quanto affermato da Anas, avrebbero richiesto «un’ordinanza formale che implicava l’ispezione visiva e diretta da parte del capocentro Anas».

E per questo la richiesta di chiusura sarebbe rimasta inascoltata. Ma proprio mentre la squadra di specialisti stava per arrivare sul posto per i primi rilievi, il cavalcavia è crollato. Come dire che il crollo sarebbe stato evitabile.Alle accuse dell’Anas ha poi risposto la stessa Provincia di Lecco. «1 lo letto la nota diffusa da Anas – precisa il presidente Potano – stiamo verificando con il personale
degli uffici della Provincia e non è proprio come dicono loro. Certo è che la manutenzione del ponte spetta ad Anas perché di loro proprietà. Alla Provincia di Lecco compete solo la gestione dell’asfalto del tratto provinciale» Il Tir precipitato sulla statale per Colico era un trasporto eccezionale di bobine di acciaio, il cui notevole peso non è al momento noto, organizzato dalla “Nicoli Spa” di Albino – trasporto, rimarcano ancora dall’Anas, autorizzato dalla Provincia. La struttura che ha ceduto fa parte della strada provinciale 49 Moltcno-Oggiono, che in prossimità di Annone scavalca la statale 36.

Già nei mesi scorsi erano stati fatti dei lavori per sistemare il tratto crollato e alcuni metri di asfalto sconnessi lungo la stessa direzione. Un campanello d’allarme che, so ascoltato, avrebbe potuto salvare la vita al lecchese, classe 1948 di Civaie, che si trovava all’interno della sua Audi A4 bianca schiacciata dal tir precipitato nel vuoto. In tutto i
feriti sono sei – di cui tre bambini – soccorsi in codice giallo c potiate all’ospedale di [.ecco. Tra loro anche il camionista, un 37enne romeno, portato in ospedale con trauma toracico.
Intanto, mentre la procura ha aperto un’inchiesta per disastro colposo a carico di ignoti, il ministero ha annunciato tramite Deirio l’apertura di un’indagine interna per verificare i fatti. Situazione che ha subito acceso la polemica politica. Il primo a parlare di «colpe» sulla gestione delle manutenzioni è stato il segretario lombardo della Lega Nord, Paolo Grimoldi. «In questi due anni Renzi e il suo Governo hanno tagliato fondi all’Anas per la manutenzione delle nostre strade – ha spiegato l’onorevole Grimoldi -. Hanno tagliato fondi ai Comuni e alle mai soppresse Province ed oggi pare che la burocrazia romana abbia mietuto una nuova vittima». Già oggi, con la luce del sole a illuminare il disastro, si potrà capire di più. Per ora, lungo la statale delle vacanze milanesi l’unica certezza è che il disastro si sarebbe potuto evitare con un piccolo pezzo di carta.

LECCO Del cavalcavia non è rimasto nulla, c’è solo il guard rail appeso nel vuoto. Il resto è crollato ieri alle 17.20 sulla trafficatissima statale 36 del lago di Como e dello Spluga, sbriciolandosi come un biscotto sotto il peso del tir con rimorchio che trasportava un carico di bobine. Una persona è morta, era alla guida di un’Audi bianca, quattro sono rimasti ferite, tra cui una bimba. Ma si cerca ancora un motociclista e si teme che sotto le travi portanti possano esserci altre persone. Vittime di una catena burocratica che, pur davanti all’evidenza dei calcinacci a terra, richiede bolli e atti formali prima di chiudere una strada. Ora ci sarà un’inchiesta della magistratura per chiarire le responsabilità, con un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo, mentre il ministro delle Infrastrutture Graziano Del- rio, annuncia che «sta predisponendo una Commissione ispettiva al fine di verificare e analizzare su quanto accaduto sulla Milano-Lecco».

Eppure già nel primo pomeriggio quel ponte che collega Annone, pittoresco paese in riva all’omonimo lago, alla frazione di Sullo mostrava preoccupanti segni di cedimento. Il cantoniere nota pezzi di cemento che si staccano dai piloni, ma la trafila di atti ufficiali per chiudere la strada è farraginosa a tal punto che il cavalcavia crolla prima che qualcuno prenda una decisione. «Toccava alla Provincia», afferma l’Anas. «La responsabilità è dell’Anas», ribatte la Provincia. Alla fine nessuno interviene e quando, poco dopo le cinque, transita il tir, la struttura non regge: il camion precipita sulla Statale, trascinando con sé un’auto e schiacciandone un’altra. La campata si schianta sulla statale, travolgendo le auto che stavano passando in quel momento sulla carreggiata sottostante. Una era quella Claudio Bertini, morto sul colpo, all’ospedale di Lecco sono stati invece portati l’autista del tir, 50 anni, con uno schiacciamento toracico, e una coppia insieme alla loro figlia di 12 anni. Il crollo, racconta chi ha era nelle vicinanze, è stato impressionante. «Abbiamo sentito il boato fino a qui», dice il benzinaio del distributore Total a un chilometro di distanza.

Ora bisognerà capire perché quel cavalcavia è crollato – incuria, materiali scadenti – e perché, nonostante i chiari segnali di allarme, la strada sia rimasta aperta. L’Anas, in una nota dettagliata dice chiaro e tondo che la decisione spettava alla Provincia: «Già attorno alle ore 14 avendo constatato il distacco di alcuni calcinacci dal manufatto, Anas ha disposto immediatamente la loro rimozione e la parzializzazione della statale 36 in corrispondenza del cavalcavia. Subito dopo il cantoniere, in presenza della Polizia Stradale, ha contattato gli addetti alla mobilità della Provincia di Lecco, responsabile della viabilità sul cavalcavia, e li ha ripetutamente sollecitati alla immediata chiusura della strada provinciale 49 nel tratto comprendente il cavalcavia».

Aquel punto «gli addetti della Provincia hanno richiesto un’ordinanza formale da parte di Anas che implicava l’ispezione visiva e diretta da parte del capocentro Anas, il quale si è attivato subito, ma proprio mentre giungeva sul posto il cavalcavia è crollato». Insomma, lascia intendere l’Anas, se le procedure della Provincia fossero più agili e incisive quel cavalcavia sarebbe stato sbarrato in tempo per evitare la tragedia. Ma la Provincia non ci sta ad assumersi tutta la responsabilità. «La manutenzione del ponte spetta ad Anas perchè di loro proprietà. Alla Provincia di Lecco compete solo la gestione dell’asfalto del tratto provinciale», replica Flavio Polano, presidente della Provincia di Lecco. «La proprietà del manufatto è dell’Anas», ribadisce l’ingegner Angelo Valsecchi, dirigente del settore viabilità e infrastrutture della Provincia. Quindi, se quella strada dovesse essere chiusa ono, «avrebbero dovutodirlo loro»

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