Lega, Riccardo Bossi il primogenito dell’ex leader del Carroccio condannato per appropriazione indebita aggravata

E’ finito nei guai Riccardo Bossi ovvero il primogenito del fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi. Stando a quanto emerso il figlio dell’ex leader della Lega Nord ovvero Riccardo Bossi è stato condannato per appropriazione indebita aggravata per le presunte spese coi soldi del Carroccio appunto. E’ arrivata giusto ieri la sentenza a distanza di ben quattro anni dallo scoppio dello scandalo che ha coinvolto Riccardo Bossi e non solo, anche tutta la famiglia compreso Umberto, il padre.

Riccardo Bossi è stato condannato dal giudice Vincenzina Greco dell’ottava sezione penale ad un anno e 8 mesi anche se con la sospensione condizionale della pena e il riconoscimento delle attenuanti generiche si è andato oltre la richiesta di un anno del pm, Paolo Filippini. Stando a quanto emerso, il figlio di Bossi sarebbe stato accusato di aver speso un’ingente somma di denaro, ovvero circa 159 mila euro, fondi appartenenti al partito della Lega Nord ed utilizzati tra il 2009 ed il 2011 per pagare debiti personali, noleggi di auto, rate dell’Università, affitto della casa, mantenimento dell’ex moglie, abbonamento della pay-tv,bollette di luce e gas e tanto altro ancora.

Il pm, nella sua requisitoria, aveva citato come riscontri all’ipotesi d’accusa intercettazioni e documenti, tra cui l’ormai famosa cartelletta con la scritta ‘The Family’ sequestrata nell’ufficio romano dell’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito. Ovviamente come abbiamo già avuto di anticipare si trattava di soldi del partito che il figlio del fondatore avrebbe preso ed utilizzato per scopi personali ben lontani dalla politica. Intervenuto in sua difesa, dopo aver appreso la sentenza nella giornata di ieri, il legale Maiello, il quale ha così commentato: «È una sentenza mediatica. Ribadisco la totale estraneità del mio cliente alle accuse. Chiunque di noi quando chiedeva i soldi al papà non sapeva da dove lui li prendesse». Ed ancora, il legale ha aggiunto: «È una condanna troppo dura faremo sicuramente appello. Questa sentenza farà “scuola” anche per le altre? Credo di sì, ormai è ben preciso l’indirizzo della magistratura sulla famiglia Bossi». Tra i tanti documenti e’ spuntata una lettera nella quale Riccardo Bossi chiedeva 53 mila euro dicendo di averne «parlato con papà». Soldi che, come gli altri ricevuti tra il 2009 e il 2011, per l’accusa sono serviti a Riccardo Bossi per attività’ ben diverse dalle esigenze del partito.

Al momento, dunque, Riccardo Bossi si troverebbe in serie difficoltà lavorative e starebbe cercando un’occupazione per poter anche portare avanti la sua attività che ha dovuto interrompere a causa di questa vicenda giudiziaria molto delicata che lo ha visto coinvolto.L’avvocato di Riccardo Bossi aggiunge ancoraCredo che chiunque di noi quando chiedeva i soldi al papà non sapeva da dove li prendesse. Credo che sia molto chiaro l’indirizzo della magistratura sulla famiglia Bossi.Adesso Riccardo Bossi è in difficoltà a causa dell’inchiesta ha perso il suo lavoro di pilota di rally e adesso è in cerca di lavoro e fa un po’ il procacciatore d’affari con la Russia».

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